• Scienza
  • mercoledì 20 agosto 2014

La centrale solare che uccide gli uccelli, in California

Fornisce energia pulita a 140mila case ma il riflesso dei pannelli uccide un volatile ogni due minuti

In California, nel deserto Mojave, ha aperto nel febbraio del 2014 una grossa centrale elettrica alimentata a energia solare, la Ivanpah Solar Electric Generating System, che secondo una delle tre società che la gestisce – fra le quali c’è anche Google – è in grado di fornire energia elettrica a circa 140mila case della zona. Il guaio è che secondo alcuni ispettori dello U.S. Fish and Wildlife Service (USFWS), un’agenzia ambientale federale, la centrale elettrica rappresenterebbe una «mega trappola» per i molti uccelli presenti nella zona, che vengono feriti o uccisi dai raggi solari riflessi dagli ampi specchi della centrale.

Alcuni investigatori che hanno visitato la centrale, come scrive Associated Press, hanno detto di aver visto ogni due minuti un volatile morire, spesso prendendo fuoco e cadendo lasciando dietro di sé una scia di fumo, a causa dall’incendiarsi delle piume.

Secondo Eric Zerkel, il direttore del magazine meteorologico Weather Channel, la centrale Ivanpah funziona più o meno in questo modo:

I raggi del sole sono indirizzati da circa 300mila specchi posti sulla superficie del deserto verso alcuni boiler pieni d’acqua posizionati sopra tre torri alte 140 metri. La temperatura vicino alle torri può raggiungere gli 800 gradi [Fahrenheit, cioè circa 426 gradi Celsius], cosa che costringe l’acqua a produrre vapore, il quale muove delle turbine che a loro volta producono energia. 

Associated Press riporta che la grande quantità di luce prodotta dalla centrale attira moltissimi insetti, che a loro volta attirano molti cacciatori di insetti: soprattutto uccelli, ma anche pipistrelli e farfalle. Secondo un report della USFWS, i raggi riflessi dalla centrale provocherebbero agli uccelli che volano sopra di essa anche «la perdita della capacità di volare, che provoca la morte per impatto col suolo o con altri oggetti», e in casi meno gravi «l’indebolimento» della stessa capacità di volo, che porta a «una ridotta capacità di cacciare e di evitare i predatori: cioè alla morte per inedia o per uccisione da parte dei predatori».

Non è ancora chiaro, però, quale sia il numero esatto di uccelli che muoiono o subiscono gravi ferite a causa della centrale. Secondo BrightSource, una delle tre società che possiede la centrale, sono circa un migliaio all’anno, mentre per il Center for Biological Diversity, un’associazione ambientalista no-profit, sono circa 28mila. La USFWS ha detto di volere ottenere i dati sulle morti degli uccelli dopo un anno di attività della centrale. BrightSource ha comunque fatto sapere che sta cercando di trovare una soluzione per diminuire il numero di uccelli feriti o uccisi dalla centrale.

Nel frattempo, BrightSource ha presentato alla California Energy Commission, un’agenzia statale che si occupa di energia, un progetto per costruire una seconda centrale simile alla Ivanpah – ma con una torre ancora più alta – fra il parco Joshua Tree e il confine fra California e Arizona. Un esperto contattato da Associated Press ha detto che la nuova centrale verrebbe costruita nei pressi di un noto itinerario per uccelli, che va dal fiume Colorado al Salton Sea, il lago più esteso della California: un’area in cui vivono anche specie rare come l’aquila reale e falco pellegrino, oltre a più di cento altre specie. La California Energy Commission deciderà se approvare la costruzione o meno della nuova centrale entro l’autunno. BrightSource ha offerto 1,8 milioni di dollari (circa 1,35 milioni di euro) da utilizzare per ridurre il numero di uccelli che verrebbero feriti o uccisi dalla nuova centrale.

Mostra commenti ( )