Gli alcolici in polvere

Un americano ha inventato bustine liofilizzate che aggiungendo acqua diventano cocktail: ora sta cercando di metterle in commercio, ma non sarà facile

Lipsmark è una società dell’Arizona fondata da Mark Philips, un imprenditore che si è messo in testa di vendere alcolici in polvere negli Stati Uniti. Ha chiamato il suo prodotto “Palcohol” e sta cercando di ottenere i permessi necessari per avviarne la commercializzazione. La sua idea è semplice: vendere bustine da sciogliere in acqua per ottenere superalcolici e cocktail. Palcohol sta facendo discutere molto negli Stati Uniti: organizzazioni contro l’abuso di alcol e alcuni politici hanno sollevato dubbi e perplessità sulla sicurezza del prodotto, avviando iniziative per impedire che sia messo in commercio.

Che cos’è l’alcol in polvere
Diversi procedimenti chimici permettono di trasformare in polvere l’alcol. Uno dei più noti è inglobarne le molecole all’interno delle ciclodestrine, che sono un tipo di zuccheri semplici. Un primo sistema per polverizzare l’alcol fu brevettato quarant’anni fa negli Stati Uniti, ma già in precedenza erano stati condotti altri test ed esperimenti in tema. Sul sito di Palcohol non viene spiegato il procedimento con cui viene ottenuto l’alcol in polvere, spiegando che il sistema sviluppato da Philips deve essere ancora brevettato e per questo non può essere reso pubblico.

Come funziona Palcohol
La società che produce Palcohol progetta di venderlo in buste monoporzione, simili a quelle delle minestre liofilizzate che si trovano al supermercato. La busta è impermeabile e può essere utilizzata come bicchiere. Per trasformare l’alcol in polvere in un drink basta aggiungere la quantità d’acqua indicata, chiudere la busta e agitarla per una trentina di secondi fino allo scioglimento completo del prodotto. Sull’apertura della busta c’è una chiusura ermetica per evitare di innaffiarsi con il cocktail mentre lo si agita. La bevanda a questo punto può essere consumata come un normale alcolico.

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Varianti
Sul sito di Palcohol spiegano che al momento della messa in vendita saranno disponibili sei diversi drink. Ma in realtà le basi per le bevande sono solamente due: “V”, una polvere ottenuta rendendo polvere la vodka, e “R”, ottenuta dal rum. Alla base R è per esempio possibile aggiungere parti liquide di Coca-Cola e lime per un Cuba libre, oppure si può sciogliere V nel succo d’arancia per farsi uno Screwdriver.

Le altre quattro versioni di Palcohol si ottengono mischiando una delle due basi con altre polveri per farsi un Cosmopolitan, un Mojito, una “Powderita” (simile al Margarita) e un Lemon drop. A queste versioni è sufficiente aggiungere acqua per ottenere il cocktail.

Approvazione
L’Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB), l’ufficio del dipartimento del Tesoro che si occupa tra le altre cose di vigilare sul mercato degli alcolici negli Stati Uniti, ha approvato le etichette fornite da Palcohol con la descrizione del suo prodotto, sancendo di fatto la possibilità di commercializzarlo. Un paio di settimane dopo però il TTB ha ritirato l’autorizzazione, sostenendo di averla emessa per errore. La società di Philips ha spiegato che la mancata approvazione era dovuta a un errore stampato sulle etichette sottoposte al TTB. Palcohol ha annunciato di avere risolto il problema, ma è ora necessario ripetere la procedura per ottenere l’approvazione da parte del TTB.

Critiche
Sul sito di Palcohol si spiega che la società intende mettere in vendita il suo prodotto entro il prossimo autunno, ma ancora prima del suo arrivo sul mercato ci sono state molte critiche nei confronti dell’iniziativa. I detrattori dicono che l’alcol in polvere potrebbe rendere più semplice l’accesso alle sostanze alcoliche, soprattutto da parte delle persone che hanno già problemi di dipendenza da alcolici. Essendo più facile da trasportare rispetto a una lattina o a una bottiglia, l’alcol in polvere potrebbe essere introdotto in luoghi dove è vietato introdurre alcolici, come avviene per esempio in alcuni edifici pubblici.

Altre critiche sono state sollevate sulla possibilità di usare l’alcol in polvere non come preparato da disciogliere in acqua ma come sostanza da sniffare, per ridurre i tempi in cui fa effetto nell’organismo.

Difesa
Mark Philips ha pubblicato su YouTube un lungo video per spiegare come funziona il suo Palcohol e soprattutto per rispondere alle critiche ricevute nelle ultime settimane. Dice di avere inventato il prodotto pensando in primo luogo alle persone che fanno escursionismo e campeggio, con la necessità di risparmiare peso e spazio nei loro zaini. Le buste di alcol in polvere occupano poco volume e basta l’acqua nella propria borraccia o quella trovata sul posto per avere a disposizione un drink.

Philips nega che le sue buste di Palcohol rendano più accessibili gli alcolici, soprattutto ai soggetti a rischio. Per chi ha una dipendenza, la classica bottiglia di vino o superalcolici è sicuramente più pratica ed economica. Nel video mostra anche come sia impossibile aggiungere alcol in polvere alla bibita di qualcun altro a sua insaputa: Palcohol impiega almeno 30 secondi per disciogliersi e nei drink molto freddi capita che rimanga qualche grumo, cosa che invece non accade versando il contenuto di una classica bottiglietta approfittando di una temporanea distrazione.

L’alcol in polvere, dice sempre Philips, è praticamente impossibile da sniffare. I suoi cristalli sono mediamente più grandi di quelli di altre sostanze stupefacenti ed essendo carichi di alcol sono molto più irritanti. Se fossero inalati potrebbero causare seri danni alle cavità nasali.

Utilizzi
Come ricorda Eleanor Barkhorn su Vox, per ora Palcohol è un’idea molto promettente, ma ai suoi ideatori manca una visione completa e coerente sugli ambiti in cui potrebbe essere utilizzato. Non si tratta solo di una buona soluzione per chi fa escursionismo: potrebbe essere una grande alternativa per chi viaggia in aereo o chi va allo stadio, luoghi in cui di solito non è permesso introdurre liquidi contenuti in contenitori chiusi o di vetro. Una volta entrati nella struttura sportiva o saliti a bordo con la propria busta di alcol in polvere sarebbe sufficiente recuperare un bicchiere d’acqua per avere il proprio drink. Questo potrebbe anche contribuire a fare diminuire il prezzo esorbitante degli alcolici negli stadi o in aereo, conclude Barkhorn.

Philips nel suo video ipotizza comunque altri utilizzi del suo Palcohol. Le stesse compagnie aeree potrebbero imbarcare le buste per preparare i drink, riducendo il peso del materiale imbarcato per le consumazioni dei passeggeri. Una seconda versione di Palcohol sarà invece destinata a usi diversi da quelli alimentari, con particolare attenzione all’ambito medico e a quello industriale.

Legge
Alcuni stati hanno iniziato a occuparsi di Palcohol e stanno valutando la possibilità di approvare leggi che ne vietino la vendita. Tra i principali detrattori del prodotto c’è l’influente senatore democratico Chuck Schumer, che ha chiesto alla Food and Drug Administration di fermare la messa in vendita del Palcohol, perché potrebbe essere utilizzato dagli adolescenti senza la possibilità di esercitare un controllo sul suo consumo come avviene per l’alcol tradizionale. Nel Minnesota e nel Vermont sono state presentate proposte di legge per impedire che siano messi in vendita prodotti alimentari a base di alcol in polvere.