FRANCE-POLITICS-HOLLANDE

Cosa ha detto Hollande

Non ha risposto alle domande sulla sua vita privata ma ha promesso di farlo prima di andare negli Stati Uniti l'11 febbraio; intanto la questione personale è diventata politica

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Il presidente francese François Hollande ha tenuto una conferenza stampa dall’Eliseo, davanti a circa 600 giornalisti provenienti da tutto il mondo. La conferenza era molto attesa e seguita per almeno due motivi: era solo la terza grande conferenza stampa del presidente dall’inizio del suo mandato; e si prevedeva un suo commento sul fatto di cui negli ultimi giorni si stanno occupando i media, cioè la sua presunta relazione con l’attrice francese Julie Gayet. La storia da giorni non è più considerata e raccontata dalla stampa francese solo come una questione privata, ma come un fatto politico.

Hollande ha fatto un lungo discorso sull’economia, con cui ha aperto la conferenza stampa: ha annunciato il taglio della spesa pubblica per 50 miliardi in tre anni, ha proposto ai sindacati e alle aziende un “patto di responsabilità” – ridurre le tasse sulle imprese e rendere il mercato del lavoro più competitivo in cambio di nuove assunzioni – e ha descritto quella che i giornali definiscono una “svolta liberale”, tanto da aver dovuto poi rispondere a una domanda sul fatto che si senta o no ancora “socialista”. Al di là delle questioni personali, Hollande è da mesi molto impopolare – un’altra giornalista gli ha chiesto se non pensa di aver perso 18 mesi – e la Francia è considerata da molti in declino, culturalmente ed economicamente.

Quando un giornalista gli ha chiesto se la sua compagna Valérie Trierweiler – ancora ricoverata in ospedale per una forte depressione – può essere ancora considerata la “première dame”, specie in vista del previsto viaggio negli Stati Uniti il prossimo 11 febbraio, Hollande ha aggirato la questione. Ha detto di capire il senso della domanda, ma che «le cose private si affrontano nel privato» e che capita a tutti di passare delle «prove» e questo è il suo caso: il presidente francese ha detto che la conferenza stampa non era «il momento giusto» per affrontare la questione ma ha promesso di dire di più – e rispondere alla domanda sulla sua relazione con Trierweiler – prima del viaggio negli Stati Uniti. Hollande ha detto comunque che per quanto «indignato» per il comportamento di Closer «sono presidente e devo tenerne conto», e dunque non querelerà la rivista (né tantomeno proporrà di cambiare le leggi sulla privacy).

Ma la storia cominciata con la pubblicazione di un articolo sulla rivista Closer riguardo la sua presunta relazione con l’attrice francese Julie Gayet non riguarda solo la vita privata del presidente francese. La stampa francese si sta occupando soprattutto di due questioni: l’appartamento dove avvenivano i presunti incontri e la sicurezza di Hollande.

L’appartemento
Gli incontri tra Hollande e Gayet sarebbero avvenuto in un appartamento in rue du Cirque, nell’VIII arrondissement di Parigi. Sulla cassetta delle lettere dell’appartamento c’è il cognome “Ferracci”. Michel Ferracci, che ha 48 anni ed è un attore, nel novembre del 2013 ha subìto una condanna di 18 mesi (poi sospesa) nell’inchiesta sul cosiddetto «circolo Wagram», una sala da gioco utilizzata dalla criminalità organizzata corsa – in particolare della banda chiamata “Brise de mer” – per riciclare denaro. Ferracci era poi considerato molto vicino a un ex boss corso, Richard Casanova, ucciso nel 2008.

Interpellato sulla questione dell’appartamento, tra cui Le Parisien e Le Monde, Ferracci ha negato di aver vissuto in quell’appartamento e ha spiegato che l’intestatario del contratto di affitto è invece la sua ex moglie, l’attrice Emmanuelle Hauck, amica di Gayet, che le avrebbe prestato l’appartamento. Hauck e Ferracci si sono separati circa sei anni fa: sulla cassetta delle lettere compare il cognome Ferracci perché i figli nati dalla loro relazione sono stati riconosciuti dal padre e hanno dunque il suo stesso cognome. Emmanuelle Hauck, dopo la separazione da Ferracci, si era risposata con François Masini, anch’egli vicino alla criminalità corsa e ucciso nel maggio del 2013.

La sicurezza di Hollande e i suoi rivali
Le Monde ha sollevato alcune questioni relative al sistema di sicurezza del presidente. C’è stata una «defaillance» del personale che avrebbe dovuto proteggerlo? Quanto sapeva il ministro dell’Interno Manuel Valls? E il presidente «è sufficientemente circondato» da persone di fiducia? Le Monde sostiene che François Hollande è costantemente protetto e scortato anche in tutti i suoi spostamenti privati, ma gli agenti non avrebbero indagato sulla storia dell’affittuario dell’appartamento o sul suo presunto rapporto con la criminalità e non sapevano nulla nemmeno dei giornalisti e dei fotografi che stavano spiando il presidente e che avrebbero affittato un appartamento vicino a quello dove avvenivano gli incontri.

Hollande non avrebbe saputo niente sull’identità dell’affittuaria dell’appartamento. Il ministro Valls ha dichiarato che la «Francia non è gli Stati Uniti» e che se il presidente decide di andare da qualche parte è sua la responsabilità. Per quanto riguarda le persone di cui si è circondato Hollande, Le Monde spiega che al suo arrivo all’Eliseo il nuovo presidente non ha seguito e riprodotto il modello di Sarkozy che aveva invece affidato le maggiori cariche a persone con grande esperienza nella polizia o nell’intelligence dando vita a «un dispositivo di guerra, rodato, efficace, sia per le manovre che dovevano restare nell’ombra sia per quelle più ufficiali».

Resta infine un’ultima domanda: «la rivista Closer potrebbe essere stata strumentalizzata dai rivali di Hollande?». Nella risposta Le Monde fa riferimento esplicitamente all’ex presidente Nicolas Sarkozy, poiché «le voci sulla presunta relazione dell’attuale presidente sono state diffuse proprio da diversi intermediari sarkozisti», con riferimento ad alcuni media e ad alcuni funzionari di polizia. E ricorda che lo scorso dicembre l’arresto di un figlio di Valerie Trierweiler per l’acquisto di una piccola quantità di cannabis era stato rivelato dalla rivista Closer; che il rapporto della polizia era stato subito reso pubblico e che, già allora, Hollande e Trierweiler avevano sospettato di una rete di informazione sotterranea vicina a Sarkozy.

foto: ALAIN JOCARD/AFP/Getty Images

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