Cucchi, oggi sentenza per 12 imputati: fra di essi medici, infermieri e agenti

Roma, 5 giu. (LaPresse)– Oggi, dopo 4 anni, la III Corte d’Assise di Roma presieduta da Evelina Canale, pronuncerà la sentenza di primo grado sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra romano di 31 anni morto a una settimana dal suo arresto per droga nell’ottobre del 2009. Per quella morte 12 persone sono alla sbarra: sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari a vario titolo e a seconda delle posizioni, accusati di abbandono di incapace, abuso d’ufficio, favoreggiamento, falsità ideologica, lesioni e abuso di autorità.
Secondo la tesi accusatoria dei pm, Stefano Cucchi fu “pestato” nelle camere di sicurezza del tribunale capitolino dove si trovava in attesa dell’udienza di convalida. In ospedale poi furono ignorate le sue richieste di avere farmaci e fu abbandonato e lasciato morire di fame e sete. Un processo lunghissimo. Dopo il rinvio a giudizio disposto nel gennaio del 2011, l’inizio il successivo 24 marzo davanti alla III Corte d’assise di Roma. E poi, ben 45 udienze, 120 testimoni sentiti, decine di consulenti tecnici nominati da accusa, parti civili, difesa, e anche una maxi-perizia disposta dalla stessa Corte. All’ipotesi accusatoria, si è aggiunta quella delle parti civili che hanno fatto derivare da una “caduta” di eventi partiti dal pestaggio le cause che portarono alla morte Stefano; fino alle ipotesi difensive, con le quali si è cercato di ricondurre in maniera diversa i fatti, non parlando di pestaggio e sottolineando l’impossibilità di contestare il gravissimo reato di abbandono. E alla fine, la tesi dei periti nominati dalla Corte, secondo i quali Stefano morì per “inanizione”, ovvero per malnutrizione, riconducendo molte delle accuse in una colpa medica.
Condannare tutti gli imputati a pene comprese tra i due anni e i sei anni e otto mesi di reclusione. Queste le richieste dei pm Vincenzo Barba e Francesca Loy che hanno indagato sulla morte del geometra romano. Secondo i pm sono tutti responsabili. La pena più alta, 6 anni e 8 mesi, è stata sollecitata per Aldo Fierro, il primario del reparto di medicina protetta dove Cucchi era paziente-detenuto. Pene pesanti chieste anche per i medici Stefania Corbi e Flaminia Bruno (6 anni), Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo (5 anni e mezzo) e Rosita Caponetti (2 anni). Per i tre infermieri imputati – Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe – chiesti 4 anni di reclusione ciascuno; 2 anni ciascuno per gli agenti penitenziari Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici.

Pubblicato il 5 giugno 2013 © Copyright LaPresse – Riproduzione riservata

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