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Anche Guido Crosetto di Fratelli d’Italia ha millantato una laurea che non ha

Corriere.it ha parlato con Guido Crosetto, ex sottosgretario col PdL e fondatore del partito Fratelli d’Italia, dell’accusa che gli è stata rivolta oggi di essersi attribuito una laurea che non ha mai preso.

L’ex sottosegretario alla Difesa si lascia poi andare ad un’ipotesi sulla paternità dell’attacco ricevuto: «Tutto è nato dall’offerta che ho ricevuto dal governatore Cota, per dare una mano al bilancio della Regione Piemonte, facendo anche da vicepresidente. Ho rifiutato la carica, e mi sono proposto di farlo gratuitamente, eppure mi hanno attaccato lo stesso, guardacaso su un giornale piemontese». Ma lei assicura di non aver mai detto di essersi laureato? «Sinceramente qualche volta è successo che abbia detto di esserlo, a delle singole persone. È stata una debolezza, che fa parte dell’umanità».

  • Emilio Torreggiani

    “Le convinzioni sono nemiche della verità più pericolose
    delle menzogne.”
    “Umano Troppo Umano”, Friedrich Nietzsche

    • fp57

      condivido il pensiero sulle convinzioni.
      ma qui non si tratta di convinzioni, si tratta di essere falsi

      • Emilio Torreggiani

        ero chiaramente ironico. Crosetto si merita al massimo Martufello come pensatore.

        • fp57

          crosetto…a casa!

  • GoodnessTruthAndBeauty

    Caspita, le uniche due persone che han detto qualcosa di intelligente in questa campagna elettorale, millantavano lauree.

    E’ proprio vero che la laurea vuol dir poco o niente.

  • fp57

    E’ stata una debolezza, che fa parte dell’umanita’??? massimo rispetto per le debolezze umane pero’…..come facciamo a fidarci di persone come Crosetto e Giannino?

    • merc plutone

      Io opero nel campo del turismo e mi viene riconosciuto dai più di farlo in maniera eccellente… e capita spesso che qualcuno mi chiami dottoressa, dando un valore alle mie conoscenze ma io non dico nulla è una loro valutazione!!! Non sono io che mi qualifico per quella che non sono.
      comunque ho un titolo di studio di secondo grado, specifico nel settore.

      • fp57

        non ho capito perche’…indirizzi il tuo reply a me…
        non me ne frega niente che un bravo, attento, impegnato, competente politico abbia/non abbia la laurea. Crosetto,come Giannino, hanno mentito, dicono il falso, si spacciano per quello che non sono: come posso fidarmi di loro?
        Did it help?

  • merc plutone

    Sulle “sue” biografie non ha mica scritto che è laureato, non ha fatto nessun concorso dichiarando di avere un diploma di laurea o presentato pezzi di carta farlocchi… poi gli altri possono scrivere quello che vogliono… da shrek a gay o laureato…
    Comunque uno dei pochi che fa capire i temi economici sia al grande economista che alla casalinga… scusate se è poco!!!!!!!!!

    • http://nononoeno.wordpress.com/ Akiro

      «Sinceramente qualche volta è successo che abbia detto di esserlo, a
      delle singole persone. È stata una debolezza, che fa parte dell’umanità»

  • Lapid Illuso Due Percento

    la “debolezza” è finita sul CV sul sito della camera.

    • pendolare

      game, set, match

  • puzzailsignorvincenzo

    Il professore esimio Vincenzo Puzza, nel corso della sua pluridecennale esistenza, ha subito le lusinghe di talune delle umane debolezze, ma giammaie vantò taluna laurea che ello non avesse realmente conseguito. Il millantato credito non fa parte delle debolezze maggiormente goduriose assaie, per l’esimio.

  • mygalomorphae ctenizidae

    Per demolire l’ostacolo classista della laurea, in un progetto più vasto di demolizione dei valori e delle istituzioni tradizionali come scuola famiglia azienda chiesa, in un mondo ideale dove sono tutti intelligenti uguali e l’istruzione è solo quantitativa, un diritto-prodotto garantito dallo Stato che tutti devono potersi permettere, accessibile e a buon mercato, siamo passati dal 18 politico alla laurea breve e ora siamo allo sfottimento dei laureati veri sfornati da università diplomifici, e diventa un tema bipartisan quando cade nelle mani di chi si inventa il titolo e fa come Luttazzi quando cerca di salvare la faccia dicendo che il suo non è plagio ma un test per vedere se c’è qualcuno in grado di accorgersene, oppure di chi si vanta di non aver un titolo di studio universitario come quegli uomini d’affari berlusconoidi che si son fatti da soli, come i professionisti che hanno imparato il mestiere con la pratica e l’esperienza, facendo gavetta, e il risultato è un’aspirazione rinnovata alla realizzazione di ideologie da scervellati, la democrazia diretta, l’anarchia mascherata da forme di autogestione, l’organizzazione che emerge spostaneamente dal caos – da oggi in formato digitale e confezione tascabile! -, il conformismo spietato della dabbenaggine totalitaria da media statistica e record di ascolti, sondaggi di gradimento e risultati di vendita, dove la cultura del mercato e la religione politica, corpo e anima del cittadino post-moderno, trovano l’ambiente ideale nel mix di consumismo socialista, o capitalismo solidale, chiamatelo come vi pare.

    • fp57

      la sintesi…perche’…mi piacerebbe capire?

    • spago

      Ambulanza!

    • Lorenzo

      CI vogliono tre lauree per capire il tuo commento, di cui una in psichiatria…

      • mygalomorphae ctenizidae

        Grazie, troppo gentile.

    • Renard Galilei

      Forse era meglio se ci scrivevi un ciclostile.

    • brizio♣

      spero solo che non di mestiere non faccia l’insegnante!

    • fg_trieste

      ci vorranno pure tre lauree però leggendo tra le righe, dopo adeguato riposo della mente, si intravedono due o tre cose non male. Cioé, tu volevi imporci questa pippa per farci capire che bisogna uscire dal conformismo dei babbei e guardare alla concretezza? Il tuo pensiero anarco-libertario è comunque interessante.

      • mygalomorphae ctenizidae

        Eh? Imporre la pippa? Boh.

        • fg_trieste

          imporre forse è troppo, volendo uno non prosegue dopo la seconda riga, ma pippa va nella direzione giusta. insomma in tre righe riusciresti a riformulare il tuo commento rendendolo comprensibile a tutti?

          • mygalomorphae ctenizidae

            Può darsi che riuscirei a zippare anche mia nonna, se ne avessi ancora una. Ma perché dovrei? Per farti contento? Mi paghi? Un favore a un amico? Vinco quaccheccosa? E di quanto son pippe i tuoi, di commenti, ne vogliamo parlare o non tiri mai la cacca sullo specchio? Transeunt.

          • fg_trieste

            tiro sullo specchio.
            ma tu scrivi così per far contenta la casaleggio & associati?

          • mygalomorphae ctenizidae

            Certo. Te invece lo fai in cambio delle figurine di pokemon?

          • fg_trieste

            magari!

  • Giordano

    A me invece, da laureato, questo atteggiamento da abbastanza fastidio. é chiaro che uno nella vita può arrivare ad avere delle competenze anche senza il “pezzo di carta”. ma millantare una laurea (specie per un politico) è uno schiaffo a tutti quelli che si sono fatti il mazzo sui libri! Dov’erano questi signori quando avevano 20 anni finchè io rinunciavo a uscire o alle gite al mare per gli esami di luglio o settembre? Siamo passati dal rispetto per la laurea al disprezzo senza passare dal via….

    • Renard Galilei

      Dov’erano quando prendevo treni gelidi alle 4 di mattina per raggiungere la sede universitaria dove le fatiche dei mesi precedenti avrebbero potute essere spazzate via in meno di 5 minuti da un professore o un assistente svegliatosi male? E questo non una volta, ma 30 volte. Trenta notti a sudare freddo nel letto in attesa che la sveglia decretasse l’inizio della guerra. Passateci anche voi prima di disprezzare una qualsivoglia laurea – fosse anche scienze del dentifricio – prima di millantare che l’avete fatta anche voi. Rinunciate alle ferie, alle tiepide ore serali, al sabato e alla domenica. Fatelo per 5 anni, anche di più se lavorate. Andate a cena con gli amici e ditemi quanto vi divertite sapendo che l’esame è alle porte. Andate al diavolo se non rispettate tutto questo.

      • piti

        Io veramente gli anni dell’università non li ricordo così agghiaccianti. Rinunciare alle ferie? E chi, ma quando? Alle tiepide ore serali, al sabato e alla domenica? Ma dove avete studiato, ad Auschwitz? No, davvero, non dico di me, non dico solo di me. Non ricordo un universitario, da giurisprudenza a ingegneria, da economia a medicina, da lettere ad architettura, che sia vissuto come la menate voi. Poteva capitare il periodo impegnativo, un mese o due o tre (in un anno) molto molto dediti allo studio, ma vivaddio i baretti dove tirare tardi la notte, e mica solo al sabato, i viaggi a zonzo per l’Europa in macchina in quattro universitari, per un mese buono buono, la libertà di quegli anni io li ricordo bene. Lavorare, ecco, lì è cominciato il dramma, lì il vero limite all’esistenza, quello ha mostrato il suo volto umiliante e privo di senso al di là della paga, al lavoro va posto rimedio, e fine, con la pensione. Ma parlare degli anni all’università come scrivani fiorentini di deamicisiana memoria, o come gli Abramo Lincoln che passava notti insonni nella capanna di legno a studiare e a scrivere con i carboncini, dai, no. Una laurea in filosofia non è la deportazione in un gulang, non facciamo ridere.

        • mygalomorphae ctenizidae

          Ecco la sinistra dei finti giovani impastati di beat generation che vivono nell’allucinazione di favolosi anni reloaded. Poi ci sono gli studenti lavoratori, magari con genitori malati o morti, parenti a carico, ragazze incinte, debiti e povertà. Però la sinistra chic da pop corn e tarantino, da boheme lussuosa, da fantozzi nobilitato, vive dentro a un sogno che ha già vampirizzato intere generazioni, ogni tanto sentono i resoconti di esploratori inviati nella realtà che spediscono nel fantastico mondo della sinistra che fa gesti di ribellione come i rappers milionari coi catenoni d’oro al collo immagini di una realtà ancora lontana dalla perfezione, e allora via alla manifestazione di rabbia commossa, di indignazione snob, di rigetto della colpa sul potere che impedisce al mondo di essere bello e buono, il governo che non molla i soldi per finanziare l’altruismo di plastica di chi è costretto a far finta di lavorare fra due intervalli di tempo libero.

          • Giordano

            stai bene?

          • 1uigi

            Sei un mito. Davvero.

        • Giordano

          No. Non lo è. E di sicuro, come hai detto tu, si stava meglio all’università che al lavoro. Ciò non toglie che mentre alcuni miei coetanei avevano già, lavorando, una certa libertà economica io facevo i conti col salvadanaio per chiedere meno soldi possibili ai miei e lavoravo nei week end.
          Era una tortura? Solo alcune volte. Ne è valsa la pena? si. Lo rifarei? mille volte! Non ho salvato il mondo, ho fatto una scelta di vita.
          Ho sacrificato anni anni del mio tempo per investire sul mio futuro con la promessa sociale (dai genitori e dallo stato) che ne sarebbe valsa la pena. Ci hanno ripetuto tutta la vita che bisognava studiare. Ho 30 anni e alle medie mi hanno detto che bisognava avere almeno il diploma, nel mondo moderno. Poi a 18, col diploma in mano, mi hanno detto che bisognava avere almeno la laurea. Adesso a 30 anni, laureato in ingegneria, dovrei accettare di essere preso per un pirla da uno che ha passato la sua giovinezza a fare altro? Mi sembra la storia della cicala e della formica…

        • Renard Galilei

          Non avevo pretese universalistiche. Mi rieferivo solo alla mia esperienza. Colpa mia, forse, ma ho fatto davvero fatica, anche a prendere una semplice laurea in filosofia. Sono certo che ci sia gente che si è mangiata ingegneria a colazione. Buon per loro.

      • Alonso

        Booom, se guerra dev’essere che ci siano le bombe almeno. Booom, vola basso però, ti stai laureando non stai mica salvando la patria dagli invasori.

  • antonella

    Siamo ancora così arretrati da dare questa enorme importanza al pezzo di carta. Quarant’anni fa chi era laureato era considerato un semidio. Ecco, appunto, quarant’anni fa.

    • Renard Galilei

      Vero. Ma almeno un po’ di rispetto per chi l’ha fatta seriamente, magari lavorando… sapessi che fatica!

    • Bill-the-Butcher

      c’entra nulla. Il problema è soprattutto millantare cose non vere.
      PS vorrei vedere ti dicessero che il chirurgo che ti ha appena operata in realtà non ha una laurea in medicina, ma ha guardato tanti ER.

    • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

      Semidio magari no, ma sicuramente una preparazione sopra la media dei non laureati, se fatta seriamente, si.

      • merc plutone

        Un laureato può essere preparato nello specifico della sua laurea ma se non ha curiosità e voglia di sapere, conoscere ecc. è un ignorante, nel senso che “ignora” tante altre cose! Nella mia vita ho conosciuto tanti laureati in gamba… ma anche tanti idioti! Io ho una certa età… ma la mia curiosità non conosce limiti e questo, anche grazie al web mi permette di apprendere ogni giorno. Tante lauree odierne sono solo pezzi di carta che danno il titolo di “dottore” ma scarsa preparazione!

        • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

          *se fatta seriamente*.

          Tutto il resto è fuffa. Qualunque laurea, se ci si applica dà grande valore aggiunto. Da un metodo, un sistema per aggiornarsi continuamente, un ampio bagaglio culturale sulla materia di studio, una panoramica delle scuole di pensiero sulla materia. Ad ognuno, certo, il compito di approfondire poi quello che più lo interessa, di scoprire cose nuove o di abbandonare quello che ha studiato il giorno dopo l’esame. Ma non può essere colpa dei corsi di studio. La colpa è degli studenti che si accontentano del compitino e se appena la realtà si allontana dai loro libri, crollano.

  • Renard Galilei

    Io mento al contrario. Una laurea in filosofia, ai colloqui di lavoro, è meglio non averla.

    • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

      Eppure io sono convinto che la filosofia sia uno dei campi di studio più utili in assoluto…

      • Renard Galilei

        Concordo. Il problema è dimostrarlo. Io ci sto provando ma con risultati altalenanti.