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Il brutto pomeriggio delle Borse, ieri
— Economia

Il brutto pomeriggio delle Borse, ieri

Il grafico mostra nitidamente il momento in cui Draghi ha iniziato a parlare, quindi meglio capire bene che cosa ha detto

2 agosto 2012

Oggi il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento. Alle 14.30 il presidente della BCE Mario Draghi ha tenuto una conferenza stampa in cui ha spiegato le decisioni e ha risposto ad alcune domande dei giornalisti: le sue dichiarazioni hanno causato ribassi nelle principali borse europee, che fino a prima dell’inizio della conferenza stampa erano in attivo. Quello che ha detto Draghi riguarda uno dei punti principali di cui si discute dall’inizio della crisi europea, ovvero il ruolo che deve avere la Banca Centrale Europea nell’aiutare i paesi che si trovano in maggiore difficoltà.

Il passaggio più notevole della conferenza stampa di Draghi è stato probabilmente questo:

Visto che i mercati finanziari spesso fanno i necessari aggiustamenti solo quando i risultati diventano visibili, i governi devono essere pronti ad attivare gli strumenti dell’EFSF/ESM sul mercato obbligazionario quando lo giustificano circostanze eccezionali e quando esistono rischi per la stabilità.

Solo dopo la richiesta formale di aiuto, ha aggiunto Draghi, la BCE potrà procedere a “vere e proprie operazioni di mercato di dimensione adeguata a raggiungere i propri obiettivi”. In altre parole, un eventuale acquisto di titoli di stato dei paesi in difficoltà da parte della BCE, in modo da abbassare i rendimenti e quindi il famoso spread, avverrà solo dopo che i governi interessati avranno fatto formalmente richiesta di un aiuto al cosiddetto “fondo salva-stati”, ovvero l’EFSF che è stato istituito a maggio del 2010 a causa della crisi e che verrà sostituito gradualmente dall’ESM. Ma rivolgersi all’EFSF/ESM è una mossa molto impegnativa, che vuol dire anche concordare con le istituzioni europee piani di assestamento dei conti pubblici e, prevedibilmente, misure finanziarie molto dure da parte dei paesi che richiedono l’aiuto.

L’acquisto di titoli di stato da parte della Banca Centrale Europea è una mossa che viene richiesta da mesi da alcuni paesi e alcune forze politiche in Europa – ne parlò Berlusconi a novembre 2011, per esempio – ma ha sempre incontrato la fermissima opposizione della Germania. Draghi, ad ogni modo, non ha alluso solo a questo. Ha definito gli attuali spread tra i titoli di stato “inaccettabili” e ha ripetuto la possibilità che la BCE attui misure “non convenzionali” per intervenire nel mercato dei titoli di stato, anche se non ha detto quali: ma tra queste, secondo la frase riportata sopra, non ci saranno acquisti immediati dei titoli.

La reazione dei mercati finanziari è stata immediata e molto negativa. La borsa di Milano ha chiuso alle 17.30 con una perdita del 4,64 per cento (indice FTSE MIB), il risultato peggiore tra le maggiori borse europee. Dieci titoli di borsa, tra cui Unicredit, Intesa Sanpaolo e Telecom, sono stati sospesi. Le borse di Parigi e Francoforte hanno perso entrambe il 2,1 per cento. Il collegamento diretto e istantaneo tra le dichiarazioni di Draghi e l’andamento è evidente dal grafico dell’andamento della borsa di Milano nella giornata di oggi. Nello stesso tempo, lo spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi, che in mattinata era sceso fino a circa 430 punti base, è risalito fino a chiudere a quasi 510.

(si ingrandisce con un click)

Non è la prima volta, durante la crisi in corso della zona euro, che i mercati reagiscono in modo molto deciso alle dichiarazioni di Draghi. La mattina di giovedì 26 luglio, poche parole dette da Draghi in un’occasione meno istituzionale (un discorso a Londra davanti a una conferenza di investitori) avevano provocato un’altra reazione molto evidente: quella volta ci furono un netto rialzo nelle maggiori borse europee e un abbassamento degli spread tra i diversi titoli di stato nell’arco di un paio di giorni (quello sui decennali tra Italia e Germania, di circa 100 punti).

- I 200 punti “ingiustificati” dello spread italiano

foto: DANIEL ROLAND/AFP/GettyImages

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  • fulgenzio

    Quindi chiacchiere prima e chiacchiere dopo. Fatti, zero.

  • pablo72

    Quindi Mr. Draghi la settimana scorsa organizza una conferenza stampa in pompa magna per assicurare il mondo intero che salverà l’euro “”whatever it takes and it will be enough. Believe me”. Peccato che non aveva consultato il board della BCE e infatti è arrivato l’ennesimo “nein” del Bundesbank. Vedi http://goo.gl/qPS2N
    .
    Sprovveduto uomo politico o scaltro insider trader ?

  • piccio

    il problema rimane la germania.
    non la spagna, l’italia o la grecia.
    ma la germania…
    assurdo

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    Dare dello sprovveduto a Draghi mi pare un po’ naif, forse scaltro insider trader. Ma è in una posizione complicata. Qualunque cosa faccia, tanto, qualcuno è scontento…

  • pablo72

    Lo so immagino . . Rimane il fatto che questa gente non sta certo lavorando per noi, ma per altri fini non molto nobili (cfr. “Robert Mundell, evil genius of the euro”, The Guardian, 26 June 2012)

  • lorenz

    Tanto per ribadire…

    Robert Mundell, mostrando la sua villa in Toscana:

    “They won’t even let me have a toilet. They’ve got rules that tell me I can’t have a toilet in this room! Can you imagine?”

  • lorenz

    Sempre dall’articolo del Guardian:

    The euro would really do its work when crises hit, Mundell explained. Removing a government’s control over currency would prevent nasty little elected officials from using Keynesian monetary and fiscal juice to pull a nation out of recession.

    … e quindi attacchiamo i salari, che altre strade non ci sono…

    ma com’è che il Post non segnala mai articoli contro l’euro, che pure ci sono e provengono da fonti autorevoli? Non è che anche qui c’è qualche difficoltà a raccontare come stanno le cose? mah…

  • tobuto

    @Lorenz:
    In realtà togliere il controllo della moneta agli stati impedisce politiche monetariste, non keynesiane. Al limite impedisce di andare in iperinflazione per aumentare la spesa pubblica, cosa che non è una scelta molto di buon senso, Keynes o non Keynes (il quale non ha mai propugnato politiche del genere, tra l’altro).
    Ah, l’iperinflazione è il modo peggiore di attaccare i salari.
    _
    Non mi va di cercare, ma il Post ha fatto almeno un paio di articoli su Krugman e le sue gufat… critiche all’Euro.

  • pablo72

    Wow iperinflazione! Infatti tutti i paesi non euro, sono alle prese con enormi problemi di iperinflazione ..

  • tobuto

    @Pablo72:
    Non è un problema di Euro o non Euro, è un problema di controllo diretto da parte del governo sulla banca centrale corrispondente. E comunque sì, qualunque governo abbia fatto il furbo provando a ricorrere al signoraggio e a stampare moneta a palla è finito male. Soprattutto, sono finiti male salari e credito al consumo.
    Quello che avremmo potuto fare senza Euro è approfittare della svalutazione della Lira per migliorare la bilancia commerciale. Però con un economia di trasformazione significa un sensibile aumento del costo delle materie prime. Li vorrei vedere, gli Italiani, con benzina a 3 euro al litro e cellulari che costano quanto 2 stipendi.
    Sennò si sarebbe potuto adottare politiche monetariste (che non capisco da quando vengano propugnate dalla sinistra, ma vabbe’) per cercare di tenere bassi i tassi di interesse. Ma è una cosa che praticamente sta già provando a fare la BCE, quindi non credo sarebbe cambiato molto.
    C’è chi immagina una Bankitalia prestatrice di ultima istanza, ma mi devono spiegare in che mondo un qualcosa che spende più di quanto guadagna e con più debiti di quanto guadagna ogni anno possa essere preso sul serio per una garanzia.

  • pablo72

    @TOBUTO Per rispondere alla tua ultima domanda è sufficiente la osservazione empirica che le BC di tutto il mondo (eccetto la zona euro) funzionano, da sempre, in questa maniera.
    .
    Se vuoi una risposta un pò più articolata è che uno stato non è una azienda privata o una famiglia. Il debito pubblico – se questo debito è interno e in una valutazione propria della stato – è un credito per qualcun altro all’interno del paese stesso, e quindi in ultima analisi una ricchezza. Il “solito” K. lo spiega bene qui http://goo.gl/NGHlm
    .
    In ogni caso ci sarebbe molto da chi sono i responsabili del debito italiano, ma la storia si farebbe troppo lunga.

  • tobuto

    @Pablo72:
    Lo so che le BC di tutto il mondo funzionano in questo modo, e infatti non mi pare che facciano da scudo contro il default o che riescano con la loro esistenza a ridurre il tasso a cui si finanzia lo Stato.
    Non sto dicendo che il debito pubblico non dovrebbe esistere tout court, eh. Però dire che è una ricchezza mi pare eccessivo, diciamo che è una fonte di finanziamento: sta allo Stato sfuttarlo in modo produttivo.
    Infine: lo Stato, ovvero la collettività, i soldi o ce li ha o non ce li ha. Se non ce li ha può fare solo tre cose: guadagnarli, farseli prestare o stamparli. Altri modi non ne vedo, quindi il prestito di ultima istanza significa semplicemente che se lo Stato va in crisi prova a uscirne tramite signoraggio. Non è proprio qualcosa di auspicabile.

  • lorenz

    @tobuto

    1. Svalutazione non è inflazione
    Vai a vedere le statistiche (le serie storiche) dal 1959 al 2007: svalutazione e inflazione si muovono in modo indipendente.
    Ergo: il prezzo delle cose (tra cui la benzina) è condizionato da più fattori, tra cui il valore della moneta.
    Goofynomics, svalutazione-e-salari-ad-usum-piddini

    2. Il debito pubblico non è l’origine della crisi
    … ma potrebbe essere l’euro la vera origine della crisi. L’euro e una insolita “svalutazione competitiva”.
    Goofynomics, cosa-sapete-della-slealta

  • lorenz

    @tobuto
    Non sono un’economista. Ciò non toglie che posso valutare altri elementi, non economici. E c’è una cosa che io proprio non riesco a capire. Perchè non si legge mai su un giornale un’analisi credibile per uscire dall’euro. MAI, nonostante ci sia un discreto numero di economisti (Bagnai in primis) che invece parlano di questo.

    LA COSA PIU INCREDIBILE: uscire dall’euro MAI, ma in compenso perdita di diritti sul lavoro, presidenti non eletti, troike e piani di salvataggio, quelli dopo averne parlato li abbiamo pure subiti, senza tanti problemi. Perchè?

    L EUROPA CE LO CHIEDE. Già.

    PS
    Pure il Post ne parla poco e male. Come mai? Vuoi vedere …

  • tobuto

    @Lorenz:
    “1. Svalutazione non è inflazione”
    Lo so, mai detto che fossero la stessa cosa o che andassero di pari passo. La svalutazione provoca l’aumento dei prezzi al consumo dei beni esteri o dei beni prodotti prevalentemente utilizzando materie prime importate.
    _
    “2. Il debito pubblico non è l’origine della crisi”
    Di suo no. Ma non aiuta. Tipo, con il debito pubblico più basso avremmo potuto mettere in atto vere misure anticicliche (deficit spending).
    _
    “ma potrebbe essere l’euro la vera origine della crisi.”
    No guarda, è proprio questo il punto. In economia non ci sono molte certezze, ma due sì: non esistono pillole magiche che senza sforzo risolvono problemi; non esistono capri espiatori e peccati originali senza i quali saremmo nell’Eden. Sono dinamiche complesse, restare fuori dall’Euro avrebbe cambiato molte cose ma di suo non sarebbe stato una garanzia di salvezza, anzi.
    _
    “una insolita “svalutazione competitiva”.”
    La svalutazione competitiva è divertente se ti chiami Marchionne e puoi pagare i lavoratori con quelle che sui mercati internazionali sono noccioline e aumenti le vendite e i margini. E’ meno divertente se ti chiami Mario Rossi è puoi comprare solo Fiat perché una macchina straniera ti costa 20 anni di stipendio, devi fare sacrifici per cellulare e computer, i viaggi all’estero te li sogni, tuo figlio col cavolo che potrà andare a studiare all’estero.
    E’ ancora meno divertente se sei un’azienda ad alta tecnologia e hai bisogno di importare macchinari complessi.
    _
    “perchè non si legge mai su un giornale un’analisi credibile per uscire dall’euro. MAI, nonostante ci sia un discreto numero di economisti (Bagnai in primis) che invece parlano di questo.”
    Sono d’accordo. E’ che i giornali italiani hanno tutti, tutti un conflitto di interessi grande quanto la villa ad Arcore. O sono giornali di partito. Forse puoi trovare qualcosa sul Fatto, sennò il Post ogni tanto. Sennò ci sono tanti blog interessanti.

  • pablo72

    @TOBUTO Io posso essere d’accordo con te che non esistono free-lunch, ovvero la ricchezza o la produci o prima o poi avrei problemi di indebitamento o deficit, etc etc.
    -
    Ma rimane un problema di fondo, come tu dici lo Stato rappresenta la collettività e la sua banca centrale deve “gestire” la ricchezza dello stesso nell’interesse della collettività stessa. Per questo motivo ci deve essere un “rapporto” tra le istituzioni elettive e la Banca Centrale, che nella sua indipendenza, deve pero in qualche modo rappresentare tale collettività.
    -
    E’ evidente che la BCE e l’Euro, per ammissione dei suoi stessi ideatori, sono strumenti il cui scopo è di impedire che gli stati possano avere delle politiche monetarie ed economiche autonome, e si trasformano in strumenti punitivi per la maggioranza dei cittadini. Arrivando al preoccupante paradosso (dal punto di vista democratico) che la BC è indipendente alle richiesta dalla politica, ma la politica è subordinata alla richiesta della BC (!)
    -
    Ecco io davvero non capisco, come si possa sostenere un sistema del genere
    -
    @LORENZ
    Bagnai lo conosco e trovo il suo lavoro molto interessante, inoltre ne ammiro la capacità di argomentare le sue tesi in maniera efficace ed accessibile, utilizzando sempre dati e fatti verificabili e non facendo ricorso ad opinioni di carattere morale a cui tende generalmente certo tipo di giornalismo.

  • tobuto

    “Per questo motivo ci deve essere un “rapporto” tra le istituzioni elettive e la Banca Centrale, che nella sua indipendenza, deve pero in qualche modo rappresentare tale collettività.”
    Sì, su questo sono d’accordo. Però considera tre punti:
    1) Ricorrere al signoraggio significa per un governo avere enormi vantaggi nel breve termine. Immaginati Berlusconi che fronteggia la crisi con Bankitalia in mano. Sarebbe riuscito a resistere alla tentazione?
    _
    2) In generale, fare debito è una decisione che non coinvolge solo la collettività attuale (che ha eletto il governo), ma soprattutto quella futura. Perciò non possiamo pensare che la collettività (attuale, sempre) possa costringere la BC a fare quello che le pare. Sennò ci ritroviamo nella situazione attuale dove l’ultima generazione è nata già indebitatissima, o anche peggio. Poi possiamo discutere sul modo migliore per rendere la BC indipendente (le autorità indipendenti sono una novità democratica su cui si discute molto), ma che debba essere così per me non ci sono dubbi.
    _
    3) Il progetto Euro si inserisce in un più ampio progetto di unificazione dell’Europa, in modo da renderla essa stessa una collettività in sé. Purtroppo, la crisi ci ha presi alla sprovvista e ha causato un ritorno dei nazionalismi, da tutte le parti: 2 anni fa i tedeschi erano i modelli da imitare, ora sono i vampiri. Solo io ricordo le lettere degli Italiani all’estero di Repubblica?
    _
    PS: ricordo di aver letto da una parte che, per ragioni costituzionali, la Germania può delegare parte della sua spesa pubblica a entità estere solo attraverso la BCE. Dovrei informarmi meglio in proposito.

  • tobuto

    PS: ho una risposta-papiro a Lorenz in coda di moderazione (non so perché). Se passa un mod, magari…

  • lorenz

    @tobuto
    La risposta papiro tientela e inviala a Bagnai. Io non sono un’economista, ma visto che tu sei così esperto e intelligente, penso che sia giusto che ti confronti con qualcuno alla tua altezza. Così metti alla prova le tue convinzioni con le evidenze scientifiche.

    @pablo72
    Ah, ammiri Bagnai. Beh oltre ad ammirarlo forse dovresti pure leggerlo. Perchè Bagnai dice in modo chiaro che BISOGNA USCIRE DALL EURO e la svalutazione non sarà un’evento terrificante come ci viene raccontato.

    @tuttiedue
    Visto che siete degli esperti e scafati economisti, mi spiegate come mai la stampa italiana non riesce neppure a parlare dell’ipotesi “uscita dall’euro”. Non vi pare strano? Invece di dire scemenze e somarate, non vi conviene ragionare sulla perdita di diritti che stiamo subendo? Sul fatto che siamo governati da persone non elette? E’ mai stato fatto un referendum sull’euro? Come mai non ci sono clausole d’uscita dall’euro?

    Ragionate (e rispondetemi) su questi aspetti, piuttosto che straparlare di signoraggio e affini, che se aveste tutte queste capacità, magari facevate un altro lavoro (ad esempio gli economisti).

  • http://velimir.tumblr.com tchàcky

    Giusto per chiarire che stiamo discutendo di aria fritta, dal Sole24Ore (il quotidiano finanziario italiano, per intenderci):

    - 2 agosto 2012, «Mercati fortemente delusi dall’appuntamento con la Bce a Francoforte. Lo scotto viene puntualmente pagato dai listini, in particolare quelli di Madrid, che ha ceduto il -5%, e Milano, che ha accusato una perdita del 4,64% (Ftse Mib)».

    - 3 agosto 2012, «Borse in rally (guarda l’andamento degli indici) il giorno dopo il controverso Direttivo della Bce. Tanto gli investitori hanno espresso delusione ieri quanto si sono sbilanciati sul versante dell’euforia oggi [...] forse, a una seconda lettura di quanto accaduto a Francoforte in molti si devono essere convinti che non di marcia indietro del presidente Mario Draghi si sia trattato, quanto di un passo in avanti verso un Eurotower più vicina al ruolo di vera banca centrale dell’Unione».

    «Forse, in effetti, chissà». Boh?

    Basta, è inutile argomentare e discutere. Non si riuscirà mai a venire a capo dell’assoluta irrazionalità della finanza borsistica, tanto vale rinunciare, ed aspettare l’ennesimo comunicato stampa, l’ennesima misura, l’ennesima manovra. Pieno agosto, e ancora vogliamo stare qui a discuterne, con tanto sole e mare a disposizione?

  • tobuto

    @lorenz:
    Piano. Quanta aggressività.
    La stampa italiana non riese a parlare dell’uscita dall’Euro, a parte un po’ sul Post e credo sul Fatto, perché ha un conflitto di interessi grande quanto una casa. O è di proprietà di finanzieri o di industriali.
    E poi che ne sai che non facciamo gli economisti?

  • pablo72

    @TOBUTO Si pero bisogna capire di cosa stiamo parlando. Affermi di ritenere che almeno in principio il debito publico non sia un problema e che la BC debba essere in qualche modo dipendente dal potere pubblico, pero .. “Immaginati Berlusconi che fronteggia la crisi con Bankitalia in mano.”
    .
    Quindi in pratica sostieni che la politica debba essere subordinata al potere economico, perché non è in grado di gestire efficientemente le risorse economiche. In sostanza esattamente il discorso di Mundell da cui siamo partiti, e che a mio modesto parere sembra essere, per usare una metafora volgare, il marito che se lo taglia perché la moglie lo tradisce.
    .
    Ma soprattuto questa tesi è completamente smentita nei fatti, perché come è stato spiegato la crisi dell’euro è uno spettacolare fallimento del libero mercato e del laissez-faire liberista, nella misura in cui la crisi è stata determinata da bolle speculative e deficit commerciali interni all’area euro, proprio in conseguenza della libera circolazione dei capitali.
    .
    Sempre a proposito del debito pubblico e della “tentazione” dei politici, lo sai quando e perché è esploso il d.b. italiano, passando dal 60% al 120% in pochi anni? In seguito al famoso divorzio tra il Tesoro e la Banca di Italia (Ciampi), che in teoria doveva proprio servire a togliere ai politici l’accesso alla moneta facile, e nel ’92 per sostenere il cambio fisso della lira nella SME (il piccolo euro ..). Se vuoi approfondire Bagnai descrive molto bene questo processo http://goo.gl/P03gk
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    Ultima nota, vedo che ti riferisci sempre al signoraggio, ma in questo discorso non c’entra davvero nulla. Il reddito di Signoraggio lo ottiene la BC tramite la produzione di carta moneta, le banconote che vengono vendute alle banche commerciale. Ma le operazioni di monetizzazione del debito si fanno certamente tramite la stampa di banconote ..
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    @LORENZ Datte ‘na calmata