• Scienza
  • mercoledì 29 febbraio 2012

L’infanticidio e la libertà di discussione

Dopo l'articolo sull'"aborto post-natale" il direttore della rivista scientifica risponde alle violente proteste e minacce contro i due autori italiani

Le violente critiche all’articolo sull'”aborto post-natale” pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medical Ethics, hanno spinto il direttore della rivista a intervenire sul sito per difenderlo e contrattaccare il fanatismo che ha accolto lo studio.

L’articolo, che il Post aveva raccontato ieri, è una riflessione accademica sul cosiddetto “aborto post-natale”, una definizione usata per indicare la possibilità di equiparare un neonato a un feto, cui potrebbe quindi essere tolta la vita per le stesse ragioni per cui le nostre società contemplano la legittimità dell’aborto. Ed è stato realizzato da due ricercatori italiani: l’esperto di bioetica e filosofia Alberto Giubilini dell’Università di Milano e la ricercatrice Francesca Minerva del Centre for applied philosophy and public ethics della Università di Melbourne (Australia).

(La discussione sull'”aborto post-natale”)

Molti siti cattolici o di destra in tutto il mondo hanno pubblicato in questi giorni proteste e denunce indignate contro l’articolo, e ieri era intervenuto anche un più moderato ma sempre severo editoriale dell’Avvenire. Ma quasi tutte queste reazioni sembravano prendere spunto solo dal breve riassunto disponibile online dell’articolo scientifico messo in rete a pagamento (e non ancora uscito su carta). Il Journal of Medical Ethics ha così deciso oggi di rendere accessibile gratuitamente l’intero testo. E il direttore Julian Savulescu ha elencato sul blog della rivista una serie di commenti e attacchi particolarmente aggressivi e offensivi e spiegato che gli autori hanno ricevuto violente minacce personali.

Come direttore del Journal, voglio difendere la pubblicazione dell’articolo. Le opinioni esposte sono in gran parte non nuove e sono state avanzate più volte nella letteratura accademica e in occasioni pubbliche dai più eminenti filosofi e bioetici mondiali, tra cui Peter Singer, Michael Tooley e John Harris in difesa dell’infanticidio, che gli autori chiamano “aborto post-natale”.
Il contributo nuovo di questo articolo non è una posizione a favore dell’infanticidio – sono ripetuti gli argomenti resi famosi da Tooley e Singer – ma piuttosto la loro applicazione rispetto al bene della madre e della famiglia. L’articolo segnala anche che l’infanticidio è praticato in Olanda.
Molti sono e saranno in disaccordo con queste posizioni. Ma lo scopo del Journal of Medical Ethics non è affermare la Verità o promuovere qualche legge morale. È di presentare opinioni ragionevoli basate su premesse diffusamente accettate.

Dopo aver riassunto il senso dell’articolo, Savulescu spiega:

Naturalmente, molti diranno che su queste basi l’aborto dovrebbe essere proibito di nuovo. È una posizione che può essere sostenuta e il Journal ospiterebbe un articolo che la esponesse efficacemente, in modo originale e riguardo a questioni di interesse pubblico e medico. Il Journal non sostiene specifiche visioni morali, ideologie, dogmi, teorie, piuttosto che altri. Sostiene le opinioni razionali. E soprattutto, la libertà di espressione etica.
Quello che è sgradevole non sono le opinioni di questo articolo, né la sua pubblicazione in un giornale di etica. Sono le ostili, violente e minacciose risposte che ha ricevuto. Più che mai, la discussione accademica e la libertà sono minacciate da fanatici che si oppongono ai valori di una società liberale.

Dopo aver citato altri commenti in cui i due autori dell’articolo vengono definiti tra l’altro “you comunisti italiani pigs” (“you comunisti italiani pigs avrete: Bang, bang. Scaricati in discariche per prodotti tossici di sinistra”), Savulescu conclude:

Quello che la risposta a questo articolo rivela, attraverso le lenti del web, è il profondo disordine del mondo moderno. Non che qualcuno abbia opinioni a favore dell’infanticidio, ma il profondo contrasto che oggi esiste tra i valori liberali e l’opposizione fanatica a ogni tipo di discussione razionale.

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