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Costa Concordia, cosa succede oggi
— Italia

Costa Concordia, cosa succede oggi

È stata completata la rimozione dei 103 metri cubi di carburante dal primo serbatoio della nave

13 febbraio 2012

16.10 - È stata completata la rimozione dei 103 metri cubi di carburante dal primo serbatoio della Costa Concordia.

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Un mese fa nave da crociera Costa Concordia urtava gli scogli di Punta Le Scole e poche ore dopo si inclinava a pochi metri dalla costa dell’isola del Giglio. Oggi, un mese dopo, il bilancio ufficiale è di 17 morti e 15 dispersi, persone probabilmente ancora nel relitto. Ieri sono stati fatti dei passi avanti significativi nell’estrazione del carburante dalla nave, 2380 tonnellate che mettono a rischio l’ambiente e il mare della zona: dopo giorni passati a posizionare le valvole all’altezza dei principali serbatoi, dovendo spesso interrompere le operazioni a causa del maltempo, ieri è iniziato il prelievo del carburante. Le operazioni andranno avanti a oltranza finché le condizioni meteorologiche lo permetteranno e richiederanno 28 giorni lavorativi per svuotare i 15 serbatoi che contengono l’84 per cento del carburante. Al prelievo di carburante è accompagnato un versamento di acqua, per evitare di sbilanciare la nave. Soltanto alla fine della rimozione del carburante si potrà passare a rimuovere il relitto, operazione che dovrebbe richiedere almeno sette mesi.

L’amministratore delegato e presidente di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, ha detto alla Stampa che l’azienda ha perso il 35 per cento dei clienti rispetto a questo mese dello scorso anno, che «la società è solida» ma potrebbe fallire «come marchio». «Siamo stati azzerati mediaticamente, il nostro marchio è stato massacrato. Quanto ci vorrà perché si torni a guardare alle nostre navi con serenità? Lavoreremo sodo affinché queste preoccupazioni svaniscano in tempi ragionevoli perché cancellare il brand è l’ultima cosa che vorrei».

foto: Laura Lezza/Getty Images

- Tutte le foto della Costa Concordia

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Un commento

  1. mkhammer

    Caro Foschi
    Le tue considerazioni suonano come una canapana a morto.
    In primis la decisione della cancellazione del brand dipendera’ da Carnival e non dalla Costa.
    Il massacro mediatico e’ il naturale effetto della gestione complessiva dell’emergenza.

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