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Il primo ministro rumeno si è dimesso
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Il primo ministro rumeno si è dimesso

Emil Boc ha lasciato l'incarico dopo settimane di proteste contro il governo e le misure di austerità

6 febbraio 2012

Il primo ministro della Romania, Emil Boc, si è dimesso. La decisione arriva dopo settimane di proteste e manifestazioni contro il governo e le sue politiche di austerità. Nelle scorse settimane Boc aveva licenziato il suo ministro degli Esteri, Teodor Baconschi, a causa delle sue dichiarazioni critiche nei confronti dei manifestanti. Boc ha detto ai suoi colleghi di partito di aver preso questa decisione “per non compromettere la stabilità economica del paese, che dopo due anni di gravi difficoltà ha chiuso positivamente il 2011″ e per “distendere le tensioni politiche e sociali”. Il presidente rumeno Traian Băsescu ha subito nominato un nuovo premier ad interim, ossia il ministro della Giustizia del governo di Boc, Cătălin Marian Predoiu. Tuttavia, non è ancora chiaro se Predoiu guiderà l’attuale governo in attesa di una nuova nomina del presidente o se toccherà a lui formarne un altro. Predoiu è un ex rappresentante del Partito liberale, ma dal 2008 viene considerato un indipendente.

(Che cosa succede in Romania)

La Romania è una repubblica semipresidenziale. Il presidente rumeno in questo momento è Traian Băsescu, politico di centrodestra eletto per un secondo mandato nel 2009. Emil Boc era stato eletto nel 2008. La Romania attraversa un periodo particolarmente delicato e difficile. Dopo una crescita molto positiva nei primi anni del decennio, la crisi finanziaria del 2008 ha portato a una grossa contrazione dell’economia (del 7 per cento nel 2009 e dell’1,3 per cento nel 2010) e a una pesantissima recessione. Nel 2009 lo Stato aveva sottoscritto con il Fondo Monetario Internazionale un prestito da due anni per 27,5 miliardi di euro, allo scopo di ridurre il debito e rilanciare la ripresa economica.

Nel frattempo il governo, soprattutto nel 2010, ha varato misure di austerità e tagli crescenti: gli stipendi dei dipendenti pubblici sono stati ridotti di un quarto, le tasse sono state aumentate e l’IVA è salita dal 19 al 24 per cento. La disoccupazione è ferma al 5,1 per cento, ma secondo alcuni analisti il dato è incompleto perché non comprende coloro che non ricevono più il sussidio di disoccupazione ma non hanno ancora un lavoro. Il livello di corruzione nel paese, intanto, è rimasto molto alto (la Romania è il terzo paese europeo più corrotto, secondo l’UE) e tutti questi fattori hanno composto nel tempo un quadro sociale di grande disuguaglianza e ingiustizia. Il tutto in un contesto nazionale in cui solo 6,7 milioni di persone pagano le tasse (ma alcuni dicono addirittura 5), su 21,5 milioni di abitanti.

(Le foto delle proteste in Romania)

foto: Diego Azubel-Pool/Getty Images

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2 Commenti

  1. lmanconi

    Scommettiamo che il prossimo presidente romeno sarà un bancario, e che il prossimo ministro della difesa accetterà di comprare inutili, costosi e vecchi F-16 dalla Lockheed Martin via FMS? e lo farà – visto che non ha i fondi – indebitando il popolo romeno e promettendo lavoro per la manutenzione degli stessi F-16?

  2. peciorin

    @LMANCONI: il prossimo primo ministro sarà, molto probabilmente, l’attuale consigliere del Governatore della Banca Nazionale, un certo Lucian Croitoru.

    Per quanto riguarda gli F-16: l’acquisto di questi aerei inutili, la concessione dei giacimenti di gas provenienti da scisti bituminosi alla Chevron (30 anni) e ad altre aziende americane, la forte presenza militare romena in Afganistan, sono la moneta di scambio per l’installazione dello scudo anti-missilistico in Romania.

    Il P.M. transilvano è un politico integerrimo. Ha sacrificato il suo capitale elettorale per salvare il paese dalla crisi. Tornerà a fare il sindaco a Cluj dove i cittadini, memori del periodo Funar (sindaco ultra-nazionalista) e Apostu (arrestato recentemente per le centinaia di migliaia di euro di mazzette ricevute da parte di varie aziende italiane e non), lo accoglieranno a braccia aperte.

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