In un’intervista all’Unità Luciano Violante è intervenuto sulla vicenda di Ottaviano del Turco – ex governatore dell’Abruzzo arrestato nel 2008 con l’accusa di associazione a delinquere, truffa, corruzione e concussione sulla gestione della sanità e che si trova ancora sotto processo nonostante le accuse si stiano via via sgonfiando – dicendo:
«Se alla fine del processo Del Turco dovesse risultare innocente è chiaro che il magistrato inquirente dovrebbe risponderne direttamente»




Buoni ultimi, lui e caselli, ci sono arrivati.
Con 30 anni di ritardo.
Non ci posso credere, sara’ una bufala.
Che un pubblico ministero possa esercitare l’azione penale ad minchiam può anche starci, è nella fisiologia del processo penale: tu incrimini qualcuno, si va a processo e siccome le prove mancano o sono traballanti il giudice assolve.
Il problema secondo me sorge se nella carriera di un pm sono più le assoluzioni che le condanne.
Magari il Csm in quel caso dovrebbe accertare se il magistrato in questione è capace di fare il suo mestiere, ma sappiamo tutti che in italia cane non mangia cane.
ah per del turco vale la responsabilità del magistrato, per i ‘nemici’ politici no, vero?
bravo violante, di nome e di fatto.
Vale per tutti? Secondo Violante intendo.
Comunque detta così mi pare francamente troppo semplificata. Bisognerebbe affrontarla come suggerisce @BIAGIO qui sopra. Bisognerebbe….. E’ una delle questioni per le quali la separazione delle carriere diventa ragionevole.
Io concordo con il ragionamento di Violante, e non trovo un solo motivo per pensarla diversamente da lui. C’è un’unica cosa che mi convince di più, ed è la vecchia Bocca di rosa, quella di De Andrè:
“….si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare cattivo esempio….”
Non ho mai capito perchè il delicato ed importante sistema della giustizia debba essere senza efficaci controlli e “punizioni\gratificazioni”. Forse perchè la maggior parte della gente semplicemente gode di vedere la sofferenza altrui (finchè non capita sulle proprie spalle).
Io non concordo, tanto più in un paese dove c’é l’obbligatorietà dell’azione penale. Se c’é una denuncia deve partire l’inchiesta, si raccolgono le prove e se c’é materiale si va a giudizio. Punto.
Il magistrato inquirente deve fare il suo dovere e deve essere libero di farlo senza condizionamenti esterni, altrimenti finisce che non intenta più una causa ai potenti.
Ad ogni modo se si arriva ad un processo non è per la fantasia di un magistrato inquirente, ci sono un sacco di passaggi prima (p.e. GIP) e quindi è sempre una scelta condivisa tra più magistrati. Perché dovrebbe pagare il singolo?
Ma perché i politici si inalberano solo quando vengono toccati in prima persona? Tanta ipocrisia fatico a reggerla.
@BClaudio: appunto, sta al PM decidere se gli elementi meritano di andare a giudizio o no, non c’è “l’obbligatorietà dell’andare a giudizio”.
@BClaudio: sono d’accordo con te, ma allora diventa essenziale la separazione delle carriere!
le ultime cose su del turco le ho lette qui, ci sono novità?
e poi scrivere “si trova ancora sotto processo nonostante le accuse si stiano via via sgonfiando” cos’è, una presa in giro? da quando in qua i processi sono brevi in italia?
Non riesco a capire: ci sono diversi gradi di giudizio in cui un giudice terzo (GIPO, GUP…) ha il dovere (e il potere, ovviamente) di fermare un PM che si sia fatto prendere la mano (o peggio sia in malafede).
Questi vanno puniti (e con forza), non il PM (che in fondo fa il suo lavoro di “avvocato dell’accusa”). Altrimenti ci tocca poi punire gli avvocati che hanno difeso i colpevoli.
@wiz.loz, forse no, basterebbe separare le funzioni (e già avviene) e punire severamente i giudici che non bloccano le azioni dei PM quando è evidente che sono infondate. Invece noi (da oggi) puniamo i PM.