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Le manifestazioni contro il Papa in Germania
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Le manifestazioni contro il Papa in Germania

Le foto delle contestazioni di questi giorni a Berlino, con grande abbondanza di cartelli, striscioni, magliette e costumi

22 settembre 2011

Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI, è arrivato oggi in Germania: si tratta della sua prima visita ufficiale nel suo paese da quando è stato eletto papa. Oggi ha visitato il parlamento tedesco, accolto da molti applausi ma anche da qualche assenza “politica”: un nutrito gruppo di deputati socialdemocratici e verdi ha deciso di boicottare l’evento, considerando inappropriata la presenza del papa in Parlamento. L’accoglienza di Ratzinger in Germania è stata piuttosto problematica: oltre al boicottaggio dei parlamentari, infatti, a Berlino ci sono state diverse manifestazioni di contestazione nei suoi confronti. I manifestanti contestano le posizioni della Chiesa sull’omosessualità e sulla contraccezione, nonché naturalmente l’atteggiamento nei confronti dei casi di abusi sessuali sui minori emersi negli ultimi anni. Il sindaco di Berlino appena rieletto, Klaus Wowereit, gay e di sinistra, ha accolto il papa e ha detto che lo incontrerà, ma ha detto anche di comprendere le posizioni dei manifestanti.

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40 Commenti

  1. sop82

    @atlantropa: “Voi” chi, di grazia? Che siamo, maniche? Non si richiede certo di riequilibrare nessuna linea editoriale, solo di tenere conto che per dare una valutazione omogenea e attenta di un fenomeno sociale come la chiesa cattolica (e che vada un poco oltre le formule, diciamo quelle scritte nei messaggi qui sopra) ci vuole qualcosina di più (più attenzione, più ricerca, più prudenza, vista anche la delicatezza del tema) che per scrivere dello scioglimento dei R.E.M.
    Non mi pare, questa, una considerazione così insensata.

    Inoltre: mi pare la maggior parte degli interventi sui quotidiani riporti la notizia principale (il Papa in Germania) e accenni, giustamente e con diversa larghezza a seconda degli interessi della testata, alla protesta di alcuni parlamentari. Qui invece si accenna alla visita e si parla diffusamente della protesta.

    In ultimo: davvero non capisco tutta questa sicurezza quando si parla di cristianesimo. Faccio un esempio: nessuno credo parlerebbe con leggerezza, da profano, di fisica nucleare; in qualsiasi ambiente, se si sentisse qualcuno parlare di fisica nucleare, la prima domanda che sorgerebbe naturale sarebbe “ma con che titoli parli? Che libri hai letto? Quale è la tua istruzione?”. Sembra invece che sul cristianesimo si possa dire qualunque cosa, senza aver letto altro che le terze pagine dei quotidiani, o i post della blogsfera. Questo è un insulto verso tutti coloro che, studiando un vita, cercando di districare una rete molto complessa.

    Ci sono molte persone semplici che credono nel cristianesimo, e il loro credo immagina vada rispettato. Ci sono parimenti stati molte grandi persone, i cui intelletti e arte hanno segnato la storia dell’uomo, che credevano alla stessa maniera di questi semplici (Andy Warhol, Johann Sebastian Bach, Miguel de Cervantes Saavedra, Thomas Stearns Eliot, Louis Pasteur, Martin Lutero, Michael Faraday, Martin Luther King, Paul Claudel, Lev Nikolaevic Tolstoj, Blaise Pascal, Antoni Gaudì, Oscar Wilde, James Clerk Maxwell, G.K.Chesterton, Tony Blair, Paul Verlain…) sotto tutte le forme possibili. Davvero si può pensare di liquidare il tutto con superficialità?

  2. propositionjoe

    Se uno dice che babbo natale non esiste manca di rispetto a chi a babbo natale crede?

  3. amilcare

    Secondo me sí. Inoltre se provi ad accennare ai miei bimbi che babbo natale non esiste ti prendo a testate.
    Da un punto di vista piú ampio cerchi di far equivalere mele con pere, sempre frutta si tratta, ma sono diverse.
    Da un punto di vista ancora piú ampio prova ad argomentare ad es con un islamico e e disprezza i suoi valori e stai vedere quanto tempo rimani in piedi.
    Noi occidentali siamo ben abituati in quanto i cattolici non si scompongono piú di tanto alle critiche. Altre religioni non sono cosí accomodanti né aperte alle critiche.

  4. sop82

    Immagino che se qualcuno ponesse il suo cuore, il suo coivolgimento emotivo ed intellettuale nel babbonatalismo, anche se si fosse in disaccordo con le premesse di questo, ne si disprezzassero i mezzi e ritenessero improponibili le conclusioni, si potrebbe lucidamente contrastare le sue tesi, ma non disprezzarle, denigrarle e farne oggetto del più basso scherno e sardonico umorismo, quantomento per delicatezza e civiltà.

    Dai, bisogna cercare di andare un poco fuori dalla generazione spinoza (blog, non filosofo) ;)

  5. atlantropa

    Il fatto che per commentare una semplice critica di un lettore non si trovi altro argomento che tirare in ballo autodafè, inquisizione e compagnia cantante la dice lunga sulla qualità del dibattito (e delle opinioni dei “dibattenti”)

    Anche non riconoscere Voltaire o Foucault, se è per questo. Cordialità.


    @sop82
    No, vabbe’, fammi capire.
    Il Post scrive un articolo di tre righe spiegando per sommi capi le dimensioni e le modalità delle reazioni critiche al papa.
    Al che scatta il solito fuoco di sbarramento cattolico; l’armamentario è quello d’ordinanza: è una questione più complessa e sfacettata, si parla della pagliuzza ma non della trave, emergono pregiudizi anticattolici, eppure 2000 anni di storia che hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia.
    La reazione sembra un tantinello spropositata, specie in relazione a quanto avviene qui da noi sulle testate online più celebrate – per non parlare di quelle cartacee – dove nel migliore dei casi l’esistenza della protesta di cento parlamentari ha fatto fatica a far capolino nell’occhiello di un qualche articolo secondario; e ve lo si fa notare.
    E ora tu che cosa rispondi?, che per parlare di cattolicesimo sarebbero necessari anni di studio (magari di esegesi, ed interpretazioni metaforiche?), e che si starebbe tentando di liquidare sbrigativamente la storia del pensiero umano da Bach a Warhol (impressionante, peraltro, vederli così vicini nella stessa frase).
    Ripeto la mia impressione: overreaction/state messi male.
    Cordialità.

  6. sop82

    Sai cosa? Avevo letto l’articolo, poi ho pigiato il tag “Chiesa cattolica”, l’elenco che ne viene fuori è quello che è. Diciamo che l’articolo in questione è stato un catalizzatore. Comunque, non ti pare una “overreaction” dire “state messi male” (giudizio abbastanza perentorio, un poco offensivo, un pochino, un pochinino) per qualche post estemporaneo, su un sito estemporaneo alla periferia dell’Impero?

  7. atlantropa

    Sop, magari la Chiesa Cattolica starà sulle balle a qualcuno nella stanza dei bottoni (del Post, intendiamoci)…
    Del resto qui al Post è così: per uno l’ipad è la più grande invenzione dopo il Big Mac, per un altro gli americani sono bravi ragazzi, forse appena un po’ impulsivi, per un altro ancora gli islamici vogliono ucciderci tutti, per il peraltro direttore nel 2011 non si può più dire “ove”, etc

    Fatto sta che nei commenti ad un trafiletto – di cui non è ancora chiaro cosa si vorrebbe contestare – tocca leggere di lobby internazionali e volontà di liquidare la civiltà.
    Per cui la mia impressione rimane quella: state messi male.

  8. pensieroleggero

    Mi aggiungo a chi dice che su questo argomento il Post riporta solo la notizia delle proteste contro il Papa. Perché non parlare anche del contenuto dell’intervento tenuto in Germania? Il Post mi piace perché è un luogo di comunicazione nuovo, che parla con linguaggio fresco e diretto. Quando fa così mi piace un po’ meno, anche perché come hanno già sottolineato altri, la stessa cosa era successa per la giornata mondiale della gioventù a Madrid.

  9. propositionjoe

    Io non stavo parlando dei diversi gradi suscettibilità tra le varie religioni o sette, quella è un’altra qstione. Certo che non entro in una chiesa a urlare che dio non esiste (come d’altronde non mi metto a contestare uno che crede in scientology o uno che ritiene sacri i gormiti). La questione è, piuttosto, che un giorno si dovrà avere il coraggio di dire che tutte le religioni sono un superstizioso retaggio del passato di cui si potrebbe fare a meno e che il fatto che la maggior parte degli esseri umani creda in un dio non rende l’esistenza di qsto dio più probabile.

  10. cecchettobello

    @atlantropia
    Continui a usare l’espressione “fuoco di sbarramento cattolico” ma è inappropiata e rivela malignità. Siamo persone che pensano controcorrente (NOI) ed esprimono liberamente la loro opinione senza elemosinare pietà ma pretendendo rispetto ed auspicando intelligenza o equanimità di giudizio.
    In secondo luogo che siamo messi male su questo mi trovi perfettamente d’accordo ma io penso che stia messa male l’umanità intera con questo. Overreaction invece nn mi trova molto d’accordo è più il tedio e la rabbia di vedersi sempre giudicati con odio dal bar al lavoro solo per avere un opinione diversa.
    La radice di questo atteggiamento è l’odio, noi siamo solo sulle difensive e credo che chi stia messo male è proprio chi è animato da questo sentimento.
    Cmq è verissimo che la linea di questo giornale è (o da questa impressione) eccessivamente (a mio modo di vedere) anticlericale e forse sarebbe giusto dare spazio anche alle ragioni opposte o al contenuto dell’intervento del papa come dice Pensieroleggero. Questo papa nn è uno stupido e sa comunicare in una maniera incredibile, se invece di abbandonarsi allo spirito dell’odio e del pregiudizio si leggesse qualcosa di più si potrebbero allargare i propri orizzonti in maniera utile e positiva. Mi riferisco proprio a atlantropia che sembra godere molto di questa sconfitta storica e culturale che la chiesa sta vivendo. Io sono piu preoccupato del dove andremo veramente…

  11. atlantropa

    Per prima cosa faccio notare come ancora non abbiate spiegato cosa c’è che non va nell’articolo qui sopra; nè avete dato sostanza alle varie accuse di anticlericalismo sulla “”linea editoriale”" del Post.

    Peraltro il Post è fatto così: fa passare alcune notizie e ne ignora delle altre. Lo fa in base ad una varietà di criteri – privilegiando la curiosità sul notizione, cercando se possibile di riprendere il notizione da un’angolazione meno banale, e prim’ancora assecondando i gusti e le simpatie di chi ci scrive – ma lo fa sempre. Se non vene siete accorti sin’ora mi sa che siete parecchio distratti; in ogni caso pretendere dal Post il “”contraddittorio”" o il “”bilancino”" è sia insensato (se non ti piace non lo leggi) che stupido (quanti sono quelli che costruiscono da zero le loro opinioni a partire da un articolo del Post?).

    Ciò detto, per me il punto cruciale della vicenda sta in quanto diceva più sopra SOP82: quando si parla di Chiesa/religione “ci vuole qualcosina di più (più attenzione, più ricerca, più prudenza, vista anche la delicatezza del tema) che per scrivere dello scioglimento dei R.E.M.”.
    Ecco, ciò che contesto è proprio questa pretesa.
    Cosa vi fa supporre che il sentire del lettore della Bibbia sia più profondo, più essenziale di quello dell’ascoltatore musicale dei REM?, perchè chiunque dovrebbe poter dire che una canzone/un libro/una scultura è bella/o o brutta/o senza alcuna cognizione di teoria musicale/critica letteraria/storia dell’arte, mentre per poter dire che Genesi è una sequenza ininterrotta di ingenuità ed inestattezze c’è bisogno di laurearsi in teologia?, perchè il papa deve poter dire, in spregio alla verità scientifica ed all’impegno di milioni di volontari, che “i preservativi non risolvono ma al contrario aumentano il problema dell’AIDS” ed io non dovrei poter dire che ha detto una cazzata astronomica?

  12. sop82

    @atlantopra: per una questione piuttosto semplice: la musica dei R.E.M., apprezzabile e tutto quanto, ha coinvolto, indirizzato e condizionato la storia occidentale degli ultimi duemila anni un po’ meno rispetto al cristianesimo.

    Questo comporta una cosa importante: molti intelletti brillanti nel corso di questi duemila anni hanno dato un contributo alla lettura ed alla rilettura del “fenomeno Cristo”, attingendo ad esso secondo diverse forme, applicandolo a differenti momenti storici, diversi movimenti artistici, diverse scuole filosofiche e teologiche. Per cui di Cristo parla Agostino d’Ippona e parla Voltaire, lo affronta Michelangelo e lo affronta Petrarca, lo accarezza Papini e lo frusta Renan, ne riflette Tommaso d’Aquino e lo vive Francesco d’Assisi.

    Per capire tutto questo ci vuole una certa umiltà, che dice: “io non mi considero particolarmente sveglio. Credo che prima di me siano venuti uomini più capaci di me. Non intendo privarmi del loro pensiero solo perché incidentalmente loro sono morti ed io sono vivo. Loro hanno ritenuto che le loro menti e i loro spiriti non fossero diminuiti dalla lettura di quella favola che è la Genesi. Potrebbero avere visto qualcosa che io non ho visto?” . Questo è un atteggiamento aperto e razionale.

    E così si arriva alla conclusione: la mole del contributo al cristianesimo è enorme (in positivo e negativo), per cui io credo sia doveroso, per parlarne con proprietà, una maggiore attenzione e prudenza.

    Quindi: un lettore della bibbia può naturalmente essere profondamente ottuso, mentre un ascoltatore dei REM può essere più preparato, colto, sensibile.
    Ma chi volesse farsi una idea piuttosto completa della discografia dei REM, nell’arco di un paio di mesi potrebbe reperire materiale sufficiente non dico per diventare un esperto, ma quantomeno per non essere più uno sprovveduto. Mentre per non essere più uno sprovveduto nella conoscenza della bibbia (e la bibbia è solo un frammento del vasto “fenomeno Cristo”, come accennavo) si dovrebbe studiare molti anni; e questo non tanto per la materia, quanto per la mole di contributi sull’argomento.

    Mi sembra un atteggiamento piuttosto serio, no?

    Tutto qua.

  13. sop82

    Per capirci: io non è che conosca i REM. So che sono un gruppo musicale, ho ascoltato qualche loro canzone alla radio, magari ho picchiettato le dita da un tavolo ascoltandola.

    Tuttavia so che altri li apprezzano, ne riconoscono le capacità, immagino qualcuno abbia affrontato la loro poetica e spessore musicale, valutando le fonti d’ispirazione, i temi, le ascendenze, contestualizzando tutto questo nel loro particolare periodo di attività, e forse anche esternalizzandolo su una scala più ampia.

    Ho piena libertà, in base a quel poco che ho ascoltato, di dire “non è di mio gusto”, ma non potrei esprimermi, per ammessa ignoranza, in pareri più perentori, per i motivi di cui sopra (e onestamente, per l’appunto, non vorrei nemmeno farlo per delicatezza).
    E questo vale per un gruppo che (fonte: wiki :D) ha avuto una trentina d’anni di attività, e in un ambito piuttosto ristretto come quello della musica moderna.

    Come si può quindi, razionalmente, esprimere giudizi così netti su un qualcosa che copre un arco di tremilaquattrocento anni e una multidisiplinareità (coinvolge poesia, diritto, filosofia, teologia, escatologia, arti visive, esegesi…) spinta?

    Chi è, insomma, qui, l’uomo “superstizioso”?

  14. atlantropa

    Probabilmente non mi sono spiegato bene, per cui ci riprovo, riprendendo gli esempi di prima.

    1. La Bibbia è un libro.
    Così come alcuni devono poter dire che il protagonista di quel libro è il creatore di ogni cosa, l’origine della vita, la fonte della salvezza e della vita eterna, altri devono poter dire che il protagonista di quel libro è un personaggio sgradevole e livoroso, o che quel libro è pieno di assurdità, errori, ingenuità, anacronismi.
    Quando un critico letterario valuta un’opera letteraria non deve tener conto dell’eventuale risentimento o dispiacere dei fan di quell’opera, ma solo del suo giudizio e dei “”dati di fatto”".
    Così è per l’Iliade o per Gigamesh, e così dev’essere pure per la Bibbia; è solo in questo senso che dico che i REM (manco io li conosco) valgono il Pentateuco.

    2. Il papa un bel giorno dice che la distribuzione dei preservativi non risolve, ma anzi aggrava il problema dell’AIDS; questa è una grossolana stupidaggine (il Lancet si chiedeva se fosse dovuta ad ignoranza o a malafede); soprattutto è un’affermazione potenzialmente gravissima, perchè se davvero qualcuno mai avesse seguito alla lettera le indicazioni del papa in tema di contraccezione, il numero di malati di AIDS sarebbe aumentato a dismisura (proprio per questo a suo tempo il Parlamento del Belgio ha inoltrato una protesta formale in merito a quelle “inaccettabili” dichiarazioni).
    Ecco, di fronte ad una cosa del genere – così come di fronte alla volontà di considerare l’omosessualità come un disturbo, o di canonizzare papi che hanno fiancheggiato dittatori e massacratori – chiunque deve essere libero di criticare; e questo senza dover aver letto neppure un rigo del libello sacro, o delle assurde riflessioni di Tommaso sulla regressione ad infinito.

  15. brucekduke

    Chissà perchè uno per criticare la Chiesa deve studiare una vita per conoscere l’argomento, invece per abbandonarsi acriticamente ad essa basta la fede.
    .
    .
    La cognizione di causa vale in entrambe le direzioni.

  16. sop82

    1. Ma un critico che volesse confrontarsi con un’opera (un’opera diciamo “consolidata” nel tempo) DEVE essere a conoscenza della bibliografia critica che lo ha preceduto. Se intendi dare una valutazione seria del Cantico dei Cantici DEVI conoscere il commento sul Cantico di Origene e quello di Bernardo di Chiaravalle, o chiunque sia nell’argomento sorriderà leggendo le tue osservazioni. Un qualsiasi giudizio perentorio (e “libro pieno di assurdità, errori, ingenuità, anacronismi” sembra un giudizio piuttosto perentorio) richiederebbe una giustificazione puntuale. E per la Bibbia, che ricordo essere un insieme di testi scritti da autori diversi in epoche diverse, con registri differenti, intenzioni e finalità differenti, ed utilizzando generi letterari diversi (giurdico, simbolico, cosmogonico, giuridico, poetico, cronacistico, apocalittico…) forse si dovrebbe andare ancora maggiormente coi piedi di piombo.
    Altrimenti non fai una critica: esprimi le tue impressioni, dei pareri sui generis, del tutto legittimi ma accettabili in un dialogo solo se preceduti dall’espressione “a mio parere”.

    L’unica cosa che si richiede è di essere “umanisti”, ovvero cercare di comprendere l’uomo nella sua interezza. Porsi delle domande, perché no. Studiare, se possibile.

    Per dire: Saulo era il “flagello dei seguaci di Gesù”, poi un giorno è cambiato e si è fatto decollare per quel Gesù che odiava. Luigi IX era un grande re, a capo di un regno in pieno sviluppo economico, ottimo amministratore, militare brillante, cosa lo ha portato a farsi sconfiggere, imprigionare, umiliare in una guerra oltremare? Huysmann era il principe della decadenza di Parigi, perché si è convertito? Cosa ha spinto Chiara Badano ad accettare con serenità la morte a vent’anni? Un uomo di così grande talento come René de Chateaubriand come poteva credere, nel XIX secolo, ad una cosa così anacronistica come il cristianesimo? E perché il Genio di Isaac Newton ha scritto maggiormente di teologia che di fisica?
    Possibile che tutti questi siano stati corrotti dal loro tempo, siano stati resi ciechi dalla superstizione, siano stati tanto ingenui da credere ad un libro pieno di assurdità, siano stati così superficiali, così sprovveduti?
    Sì, è possibilissimo. Ma un uomo dotato di ragione tiene aperta una porta, e pensa anche “ma potrebbero anche non essere così”.

    2. Naturalmente in questo particolare caso si è liberissimi di criticare la condotta della Chiesa. In modo sobrio, decoroso, senza offendere e scalmanarsi ;)

  17. atlantropa

    A me pare che stiamo confondendo discorsi diversi.

    Un primo discorso (l’unico che mi interessa, limitatamente a questa sede) riguarda la possibilità di criticare “legittimamente” la Chiesa (operato, visione del mondo, affermazioni, etc., insomma tutto ciò che è immanente) senza “aver studiato”.
    Ecco, qui manco si inizia a discutere.
    Io non devo essere obbligato a capire come e perchè nel tempo la Chiesa abbia iniziato ad avere in odio l’ebreo, l’idea che la terra non sia immobile, l’omosessualità, o il socialismo; magari mi interessa solo dire che l’idea di ghetto è esecrabile, che – neutrini o no – la relatività di Einstein è incompatibile con l’idea della terra immobile, che la vita sessuale è un affare privato su cui nessuno può/deve dare lezioni, o che Allende m’è più simpatico del dittatore amico di Wojtyla che gli è “”succeduto”".
    Ecco, mettiamo che voglia sostenere una cosa di questo tenore, e conseguentemente criticare la Chiesa (la Chiesa!, non la condotta della Chiesa o del particolare uomo di Chiesa! io non critico la condotta giapponese durante il massacro di Nanchino!, critico il massacro e critico il Giappone!) per il fatto di sostenere/aver sostenuto qualcosa di in qualche modo “opposto”.
    Domanda: perchè mai lo “studio” delle “prove” di Tommaso o la lettura del poema in cui Mar Rosso si apre e poi inghiotte i carri del faraone sarebbero precondizioni per poterlo fare?

    Un secondo discorso riguarda il portato del problema del credere, del sentire soprannaturale/religioso/magico che ha sempre accompagnato la storia dell’uomo. Questo è un problema vastissimo, trasversale e specialistico (filosofico, psicologico, storico, sociologico, antropologico, biologico, medico, linguistico, logico e quant’altro).
    Qualora si scenda nel particolare, poi, c’è da fare anche parecchia “archeologica”: perchè Tizio si è convertito? perchè Caio ha sacrificato la tal cosa per la sua fede in xyz?, ovvio che per poter dire qualcosa di sensato devo cercare di ricostruire un certo numero di elementi salienti delle loro vite.
    Ma faccio notare che tutto ciò attiene ad interessi ben distinti da quelli inerenti il discorso precedente.

    A margine, poi, mi pare tu insista con la domanda retorica: “ma come, se uomini geniali/profondi/ammirevoli come Newton, Bach, Tolstoj si sono posti certi problemi e si son dati certe risposte, sulla scorta di cosa possiam noi derubricare tutto ciò come sprovvedutezza/superstizione?”.
    Beh, con la collezione di figurine non so dove puoi arrivare.
    Per esempio puoi fare una analoga collezione di figurine per altre categorie, ad esempio i razzisti.
    Peraltro Newton, che è uno di quelli che ho un po’ più sottomano, non è certo passato alla storia per la sua idea di dio – così come per i suoi vasti interessi nell’alchimia, o per i falsari che ha fatto ammazzare quando era a capo della zecca.
    Ed in ogni caso, anche qui: cosa c’entra tutta ‘sta roba con il problema originario?

  18. cecchettobello

    la possibilità di criticare la chiesa nn è negata a nessuno né dal diritto né è quello che vogliamo dire noi ma se uno che scrive su un sito come questo lo fa dovrebbe essere documentato se nn vuol fare la figura del polemico aggressivo. Non si tratta di studiare molto ma di avere più umiltà nel parlare. Io credo che nn sei obbligato a conoscere tutta la storia ma un dovere di tipo morale lo hai verso la verità. Se di una visita del papa in germania si riportano SOLO le manifestazioni contro questo serve solo a fomentare l’odio che nei quartieri più malfamati si trasforma molto facilmente in violenza e sinceramente io questo credo che sia un punto di cui tu godi abbastanza…
    Le opinioni della gente semplice si formano anche con questo martellamento anticlericale sennò Hitler nn avrebbe mai ottenuto tanto consenso nella civilissima Germania.

    La “linea editoriale” secondo me nn va bene perchè mi pare che informi molto di più in senso polemico per sobillare l’anticlericalismo e disprezzare i cattolici. Dare a una notizia meno banalità facendo leva su sentimenti di odio, ormai largamente diffusi, non mi pare un modo per fare di un “giornale” un “buon giornale”. E nn si tratta di fare il contraddittorio ma di concedere ai lettori la possibilità di essere informati e non indirizzati verso dove il post desidera.
    Infine riguardo al fatto che il papa esprima le sue opinioni su aids preservativi e quant’altro io credo che sia del tutto legittimo visto che in fondo nn lo ascolta nessuno e la storia dimostra che la realtà ormai è profondamente secolarizzata…

  19. atlantropa

    Ok, devo studiare, e rispettare maggiormente la Verità, ora me lo appunto.
    Del resto io avevo studiato che il primo riconoscimento internazionale al nazismo fosse venuto proprio dalla chiesa cattolica, con tanto di firma dell’”"”eroico”"” Pacelli; ma probabilmente ricordo male, qusta non può certo essere la Verità.
    Da quello che avevo studiato, poi, m’era parso di capire che l’antisemitismo non fosse stato inventato nei laboratori dell’IG Farben; mi pare fosse piuttosto una roba un po’ più vecchia – qualcosa come un paio di millenni – e che avesse qualcosa a che fare con una certa religione, quella che fino a poche decine d’anni fa pregava ancora per i “perfidi giudei”; chissà quanto sono lontano dalla Verità.
    Pensa, non riesco neppure ad afferrare quell’idea in base alla quale il Post non dovrebbe indirizzare i suoi lettori dove desidera indirizzarli; ecco, ora magari corro a studiare un po’ di logica.
    Cordialità.

  20. cecchettobello

    Bravo! il nazismo fu osteggiato dal vaticano -e ci sono i documenti di archivio a provarlo- quando il vaticano si rese conto di cosa era in un periodo tra due guerre terribili con lo stalimismo in russia il fascismo in italia i turchi che uccidevano milioni di armeni colonialismo apartheid in africa segregazione negli usa torture e stragi (hai citato quella di nankino mi pare) etc Quel periodo storico proponeva queste cose e pensare di astrarre il vaticano dalla mentalità dell’epoca è anacronistico. Loro d’altra parte avevano già smesso da tempo di mettere la gente sul rogo…
    Riguardo alla verità io credo che tu nn hai il background culturale sul cristianesimo e l’atteggiamento positivo ben disposto verso il vaticano e nn mi pare giusto (verso la verità) scrivere su di esso se ne sai poco (escluso il bagaglio culturale anticlericale), al contrario appari ben carico di odio e credo che dovresti interrogarti su questo.
    Se vuoi andare a studire cmq credo che nn farai un danno a nessuno, oggi essere cristiani implica una duplice difficoltà difendersi dalla ostilità sempre piu diffusa della gente e approfondire la propria fede. Questa è la sfida che la chiesa dovrà affrontare per sopravvivere nel futuro.

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