La maschera più venduta sul sito Amazon.com è quella di Guy Fawkes, racconta il New York Times. La riproduzione del volto del cospiratore inglese del 17esimo secolo, indossata dal protagonista del film “V per vendetta”, batte Batman, Harry Potter e Darth Vader. E questo anche col concorso del gruppo di hacker di “Anonymous“, di recente popolarità per i molti attacchi a corporations e istituzioni online, che ne ha fatto un simbolo della sua “lotta contro il potere”. «Abbiamo venduto 100.000 maschere in un anno: è la miglior vendita di sempre», ha riferito Howard Beige, vicepresidente della “Rubie’s Costume”, l’azienda di New York che distribuisce la maschera prodotta in Messico e in Cina e venduta a sei dollari.
«Le altre maschere più vendute arrivano ai 5000 articoli l’anno. All’inizio non riuscivo a spiegarmi questo improvviso aumento delle vendite e pensavo semplicemente che alla gente piacesse molto il film. Ma un giorno ho visto una fotografia delle proteste del gruppo Anonymous davanti alla chiesa di Scientology»
Time Warner, una delle più grandi società editoriali americane, è la proprietaria dei diritti dell’immagine e incassa una percentuale su ogni maschera venduta. L’anno scorso Guy Fawkes ha fruttato quindi alla Time Warner sonori guadagni. Ma oltre alla bizzarra contraddizione di un gruppo anarchico e sovversivo che aumenta i guadagni di una grande corporation, il successo della maschera di Guy Fawkes racconta anche il caso dello straordinario e prolungato successo del film che la produsse e del fumetto a cui era ispirato.
Guy Fawkes, quello originale, era membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che nel 1605 tentarono di far saltare in aria il re Giacomo I d’Inghilterra con tutti i membri del Parlamento inglese. Il complotto venne scoperto da un soldato del re, Thomas Knyvet. Da allora nel Regno Unito e in Nuova Zelanda il 5 novembre di ogni anno si festeggia il fallimento dell’attentato con la “Guy Fawkes Night” e i bambini bruciano in un falò un pupazzetto dell’attentatore.
La maschera, prima di diventare un segno distintivo di Anonymous (ma anche di molte altre iniziative di protesta, ed è stata vista pure durante le rivolte nordafricane), non era molto conosciuta negli Stati Uniti se non per un esteso manipolo di fans del film del 2006 “V per vendetta” tratto dalla serie a fumetti scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd negli anni Ottanta. La storia è ambientata in una Gran Bretagna futuristica, governata da un regime totalitario. Un misterioso uomo mascherato, che si fa chiamare semplicemente V, tenta di distruggere il regime, progettando un attentato con un treno carico di esplosivo al parlamento inglese. Il fumetto gode di gran culto dal tempo della sua prima pubblicazione, culto amplificato dal film con i suoi contenuti sovversivi e romantici di gran presa presso il pubblico giovane o rimasto giovane. Oltre che dalla spettacolare creatività della storia.
La maschera di Guy Fawkes venne utilizzata dal gruppo di Anonymous per la prima volta nel 2008, quando centinaia di membri decisero di scendere in strada per denunciare gli abusi della Chiesa di Scientology. Gli hacker rimasero in silenzio, a centinaia, mascherati da Guy Fawkes: lo stesso Alan Moore si disse fiero che avessero usato la maschera.




Il film e’ pessimo mentre il fumetto e’ un capolavoro, la miglior graphic novel che abbia mai letto.
Ottima trasposizione cinematografica di un capolavoro ( e qui convengo con RYOGA) della graphic novel.
En passant.. dietro quella maschera, a Londra in Tottenham Court Road davanti alla Scientology Church, c’ero anche io ;-)
Si potrebbe aggiungere il dettaglio che la parola inglese guy, che indica genericamente un uomo, è un eponimo che deriva proprio da Guy Fawkes.
Adesso in Inghilterra la tradizione dei falò è meno diffusa ma fino a una quindicina di anni fa, all’inizio di novembre, era comune essere avvicinati per la strada da ragazzini che cercavano di raccattare qualche soldo chiedendo in maniera cantilenante “A penny for the guy!” mentre indicavano il fantoccio che avevano accanto (grandezza più o meno naturale, quindi non proprio un “pupazzetto”).
E si potrebbe anche parlare della bizzarria dello scegliere un cospiratore cattolico, “papista”, per farne un eroe anarchico. Ironia della storia…
Il fumetto è immenso, ma il film è un capolavoro. Era uscito quasi in sordina nelle sale, ora però si fa fatica a trovare il dvd nei negozi. Il 5 Novembre scorso mi sono recato a London per partecipare ai festeggiamenti, ma sono rimasto stradeluso dagli eventi previsti a Londra per la Bonfire Night. Ho assistito a quella che doveva essere la manifestazione più grande in Bethnal Green, e ho dovuto subirmi i fuochi d’artificio più penosi della mia vita, con in sottofondo “Firework” di Katy Perry. I Londinesi erano estasiati, e io mi chiesi “ma se questi vedono i fuochi d’artificio anche solo del più piccolo comune italiano gli viene un infarto”. E nessun falò, nè bambolotti di Guy Fawkes da bruciare. Ah, e per non andare off topic, di maschere ce n’erano si o no 20 fra i 5000 presenti, fra cui io e mia sorella. Mah.