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— Scienza

A quante radiazioni siamo esposti?

Lo schema di xkcd per farsi un'idea della quantità di radiazioni che riceviamo, Fukushima a parte

21 marzo 2011

Randall Munroe ha lavorato come consulente per la NASA e nel settembre del 2005 ha creato xkcd, un fumetto «sul romanticismo, il sarcasmo, la matematica e il linguaggio» disponibile online. Oltre a pubblicare strisce molto divertenti, xkcd raccoglie all’occorrenza schemi e infografiche solitamente legati alla scienza e all’informatica. In seguito all’incidente della centrale nucleare giapponese Fukushima I e alle preoccupazioni per una possibile contaminazione, il sito web del fumetto ha diffuso questo schema per dare un’idea sulla quantità di radiazioni cui siamo esposti nelle vita quotidiana, anche se non viviamo vicino a una centrale atomica in avaria.

L’unità di misura per quantità di radiazioni assorbita in un certo periodo di tempo è il “sievert“, abbreviato con il simbolo Sv.

Il sievert misura l’effetto che una dose di radiazioni avrà sulle cellule del corpo umano. Un sievert (tutto in una volta) ti fa star male, dosi più alte ti possono uccidere, ma ogni giorno assorbiamo piccole quantità di radiazioni naturali.

Dormire affianco a qualcuno porta a 0,05 microsievert, mentre se vivi entro 75 chilometri da una centrale nucleare di microsievert all’anno ne ricevi 0,09. Mangiare una banana equivale a 0,1 microsievert, volare da New York a Los Angeles comporta l’assorbimento di circa 40 microsievert che si accumulano nel corso del volo, che ha mediamente una durata di 5 ore.

A 50 chilometri da Fukushima I la dose giornaliera era pari a 3,6 millisievert nei giorni del 16 e del 17 marzo. Il numero è relativamente alto, ma è ben poca cosa rispetto alla dose di radiazioni che si ottengono stando un’ora nei pressi della centrale di Chernobyl: 6 millisievert. Un millisievert equivale a 1000 microsievert.

Una dose pari a 8 sievert si rivela fatale, mentre con 4 sievert le possibilità di sopravvivere ci sono, ma solo se si viene decontaminati in brevissimo tempo. Il periodo di esposizione è comunque determinante: più radiazioni si ricevono in poco tempo, più aumentano le probabilità di subire danni gravi per la salute.

clicca per vedere lo schema su xkcd

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25 Commenti

  1. @akiro
    tutti i dettagli riassunti qui, un grafico un po’ pieno ma leggibile:
    http://dl.dropbox.com/u/16653989/NuclPlants/index.html

  2. skelfrog

    “Cell phone doesn’t produce ionizing radiation UNLESS it’a a bananaphone”
    Grande Randall Munroe.

    Notevole anche constatare come le centrali a carbone producano (immagino per via del solito C14) più del TRIPLO di radiazioni ionizzanti di quelle nucleari.
    Oltre ovviamente a smog e particolati vari.

  3. skelfrog

    @ guidoc
    Bel link che hai postato.
    Però l’inevitabile utilizzo di una scala logaritmica, stante l’elevata dinamica delle grandezze da rappresentare, non viene certo incontro a quanti han già qualche difficoltà con Sievert e relativi sottomultipli.

  4. skelfrog

    A parte il fatto che senza sapere nulla di ciò che c’è attorno allo strumento che il furbastro di Roma usa per puro narcisismo mediatico, a parte questo, dicevo, il Geiger del video sarebbe un AUTOCOSTRUITO da kit di Nuova Elettronica.

    Chiunque abbia mai bazzicato con riviste del settore sa che Nuova Elettronica è sempre stata assai carente dal punto di vista scientifico.
    Bellissime illustrazioni ma articoli assai scadenti.

    La necessità di rivolgersi ad ogni tipo di pubblico (che potesse poi acquistare i kit per realizzare i circuiti) spingeva a banalizzare la materia oltre il decente.
    Bandita ogni formula che contemplasse operatori matematici più complessi della divisione.
    Trasformazione delle stesse a forme empiriche ed adimensionali per eliminare persino il PiGreco e non solo (comunissime in questo campo) i valori di costanti fondamentali come quelle Dielettrica o di Permeabilità magnetica.

    Nello specifico del Geiger mostrato dal cialtrone di Youtube, basti osservare i valori dei sei range di valori osservabili.
    Procedono a balzi.
    Da 0,001 a 0,030
    da 0.040 a 0,050
    da 0.060 a 0,070
    da 0.080 a 0,090
    da 0.100 a 0,150
    da 0.200 a 0,350

    Non sono contigui tra di loro (cioè come devo interpretare ad esempio un 0.035?).
    Mentre i valori misurabili di qualsiasi fenomeno naturale di questo genere variano con continuità.

    Già questo dovrebbe fornire parecchi dubbi sulla competenza scientifica dei redattori di quella rivista.

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