Da giorni il Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, giustifica alcuni discutibili tagli alle attività culturali ricordando che «la cultura non si mangia». Al termine del Consiglio dei ministri di oggi, Tremonti avrebbe ribadito il proprio pensiero così:
«Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia.»




in pochi dubitavano della sua ignoranza….
e adesso anche quei pochi saranno soddisfatti!
La prossima volta dirà che la cultura è dannosa.
Poi passiamo direttamente a bruciare i libri.
Allora che licenzino Bondi.
ormai zelig non caccia più un comico decente.
Logica conclusione del ragionamento “l’iPad cambia le nostre facoltà mentali”.Gli regalino qualche libro veh…
@crack
lolsi!
Beh, ci provi. Io comunque preferisco pensarlo intento nella filologia dantesca che a scrivere finanziarie, non so voi.
Tremorti sa di finanza dello Stato sicuramente meno di quanto sappia di filologia dantesca, solo che nel primo caso può dire tutto il giorno prima e il contrario di tutto il giorno dopo nella convinzione, e forse nella certezza, che nessuno glielo contesterà. Al più risponderà con un “le do una notizia…”.
Grande capo indiano Estiquaatsi dice: nessuno ricorda da dove viene? Che era tra i consiglieri finanziari di quel tale che è responsabile del debito pubblico? Mi pare lo chiamassero Cinghialone…
Neanche di politica si vive… e se tagliassimo un pò lì?