
La dimensione del nome di Oliviero Toscani nella homepage del progetto “Nuovo Paesaggio Italiano” rende sospettosi sulle priorità dell’iniziativa, non bastassero i solidi precedenti autopromozionali del suo ideatore. Ma il progetto, lanciato come una collaborazione di Toscani con lo storico dell’arte Salvatore Settis (il cui nome però è scritto più piccolo) si è proposto come una buona idea, una sorta di archivio di delazioni benintenzionate degli scempi contro il paesaggio italiano. Dice Settis:
«C’è molto bisogno di azione popolare perché e’ in corso una mutazione genetica: con la cementificazione, gli eco-mostri, l’abusivismo, e i condoni, gli italiani stanno facendo a pezzi i paesaggi del Belpaese costruiti nei secoli. Come ha detto il poeta Zanzotto, siamo arrivati allo sterminio dei campi, che è il rovescio della medaglia dello sterminio nei campi.»
L’immagine divulgata come simbolo dello scempio urbano dal progetto “Nuovo Paesaggio Italiano”, con un capannone e tanto cemento che coprono la Piazza dei Miracoli, è una foto scattata con un teleobiettivo così potente che avrebbe potuto appiccicare il mare al monte, la Terra alla Luna (tra il capannone in primo piano e la Torre ci sono molte centinaia di metri e tra le altre cose una stazione ferroviaria, un paio di grandi parcheggi, una quantità di strade, un cimitero, molte case e giardini, una piazza, le mura urbane). Non è falsa, è falsata. Serve a farsi tornare un ragionamento che in sé è sacrosanto ma, proprio per questo, dovrebbe evitare semplificazioni e inganni. E pensare che, se all’autore mancavano immagini così, bastava che fotografasse, come abbiamo fatto noi, con un 50 millimetri il mostruoso prefabbricato che si è fatto costruire per lavorare. È lì vicino, del resto, a un paio di chilometri. Ma vediamo di capire meglio.

La posizione del capannone nella foto-denuncia di Nuovo Paesaggio Italiano
La storia riguarda Oliviero Toscani, più noto come fotografo. Il suo percorso, fino al sodalizio con Benetton, è pubblico. I suoi scandalosi manifesti hanno fatto epoca e sono entrati, a buon diritto, nella storia delle immagini del secolo scorso.
Ma poi il secolo è cambiato. Oliviero Toscani si trova a spasso, abituato a una gloria ora ridimensionata, e si mette a bussare insistentemente alla porta della Regione Toscana – abita in Maremma – dove trova ascolto presso il governatore di allora Claudio Martini che, a un certo punto, nel 2001, decide che tra la Toscana e Toscani nascerà un sodalizio volto a valorizzare l’immagine della terra di Dante nel mondo.
Per questo gli viene destinato – in uno dei luoghi più belli e intonsi del pianeta che si chiama “Tenuta di San Rossore” ed è a Pisa – un’ampia fetta di un bellissimo edificio datato 1862, allora le stalle del re: si chiama la Sterpaia. Dev’essere ristrutturato, però (investimento previsto 4 milioni e mezzo di euro) e, per procedere, bisogna svuotarlo di quel che contiene (animali e attrezzature). Solo per quest’ultima operazione, che implica la costruzione di nuovi edifici (un primo tentativo risulterà inadeguato e verrà distrutto da un misterioso incendio) vengono spesi, tra il 2002 e il 2005, ulteriori 1 milione e 400 mila euro: senza che il lavoro, ad oggi, risulti compiuto.

I prefabbricati della “Factory etica” nella tenuta di San Rossore
Toscani ha fretta e allora chiede e ottiene, nel 2004, che nell’attesa gli sia allestito un enorme prefabbricato che verrà piantato proprio nel cortile dell’antico edificio. Avrà un bel nome, però: “La Sterpaia, factory etica”. Toscani annuncia: “Cominceremo l’attività all’interno di container, in modo molto eroico, come degli sfollati, dei terremotati”. Il primo problema di una idea del genere è la climatizzazione: che implica, secondo i desiderata del Maestro e la tradizione degli sfollati, la collocazione sulla struttura di 24 (ventiquattro) impianti di aria condizionata. L’oggetto, già indecente in sé, acquisisce un aspetto definitivamente mostruoso e sbuffante che stride in maniera clamorosa con il contesto.
Ma è provvisorio, i lavori nell’antica struttura sono iniziati e presto lo sconcio sarà rimosso. Ecco però che il diavolo ci mette la coda. O l’elmetto giallo. È infatti in una mattina di giugno del 2006 che un operaio che sta lavorando al recupero della Sterpaia si dimentica di calzare l’elmetto giallo di protezione. Toscani è lì, lo vede, lo fotografa e diffonde l’immagine per il suo progetto “l’Arte della Prevenzione”. I lavori vengono per prudenza bloccati e a tutt’oggi così, sospesi, son rimasti.

L’orripilante prefabbricato permane quindi, e il nostro, in attesa di tempi migliori, opera all’interno del parco di San Rossore come una normale agenzia inventando campagne per clienti pubblici e privati, dalla Regione Calabria alla nuova Unità, da un ministero a un altro; è circondato da stagisti a basso costo, ma ospita molti vip, i cui nomi (Dalla, Jovanotti, Piano, Sgarbi, Lerner, Stark, Crepet eccetera) sono esibiti sul sito della Sterpaia. Non risulta che i padroni di casa – la Regione Toscana, rammentate? – ne ricavino alcunché.
Nel frattempo, altrove, Toscani diventa assessore alla Creatività della giunta Sgarbi a Salemi in Sicilia. Ma intanto, lamentando la lungaggine dei lavori che lui stesso ha contribuito a bloccare, fa sapere alla Regione Toscana che li considera ingrati e infami e lui (siamo nel settembre del 2008) se ne andrà sbattendo la porta del capannone.
Ma non se ne va e anzi chiede e ottiene, per sé e per i suoi ragazzi, due grandi appartamenti contigui (12 stanze) nel cuore della tenuta, a Cascine Nuove: in affitto per 23 mila euro annui. Lì, nel fresco, decide a gennaio di quest’anno di candidarsi come presidente della Regione. Inizia la campagna elettorale con toni misurati, e dopo aver parlato di regime e di stalinismo, dichiara alle agenzie: “Io sono il candidato dei Radicali e ho proposto al Pdl di appoggiarmi: così ci sarebbe davvero il rischio di vincere e di battere la sinistra che qui governa da oltre 60 anni” (consegnandogli San Rossore, nel frattempo). I partiti che dovrebbero sostenerlo si sfilano, però, e la cosa si perde.
Ed eccoci ai giorni nostri. Toscani trasferisce infine il suo laboratorio a Campigallo di Cecina, dove abita. Il prefabbricato nel maggio scorso viene svuotato di tutte le attrezzature e abbandonato. È tuttora lì, con l’aria condizionata in funzione. Lui però frequenta ancora la casa nella tenuta e una mattina, armato di superteleobiettivo e di un solido cavalletto, si piazza sull’Aurelia e scatta una foto di Piazza dei Miracoli vista da là, per denunciare lo scempio.


A parte che chissenefrega di cosa fa/dice toscani, ho una domanda: in che modo esattamente lo “sterminio dei campi” è un rovescio della medaglia dello “sterminio nei campi”? E qual’è invece il lato buono della medaglia dello sterminio nei campi?
Letto dell’iniziativa di Toscani, la prima immagine che mi è venuta in mente sono state le orrende pubblicità di Almo Natura a firma Toscani-itself che tappezzano Roma.
La Sterpaia ha una storia legata alle bestie: prima i cavalli di Vittorio Emanuele II, poi le vacche (ahi, la crisi…) e adesso lui, il genio sregolato.
Come chiosa, per chiudere il post, andava bene anche il caro vecchio “chiagni e fotti” che, nonostante l’età, sembra sempre in ottima forma.
Ecco! Ho letto proprio stamattina una lettera nella cronaca del Tirreno sugli “orridi manufatti in metallo.” Ora so anche il colpevole, e devo dire che non mi stupisce affatto.
Sono andato sul sito in questione; non è presente nemmeno una fotografia. Che razza di archivio fotografico è?
Grazie per questo pezzo!
ciao
c
Altra foto della torre “soffocata” http://bit.ly/bcOW6o postata un anno fa; direi che Toscani ha fatto una foto dalla prospettiva molto “comoda”.
Non ho capito il taglio di questo articolo e dei commenti e premetto che non conosco molto bene Toscani nè sono un suo “fan”.
Un opera d’arte perde il suo valore se l’artista, per esprimere il concetto, “forza” la realtà con il proprio strumento espressivo?
Stiamo chiedendo ad un artista un comportamento moralmente corretto, altrimenti non ha senso parlare dell’opera d’arte?
Andando sul pratico, stiamo paragonando delle fabbriche prefabbricate (grandi ad occhio metà dl duomo) a due container temporanei (e se rimarranno lì una vita non è certo colpa di Toscani) all’interno di una corte?
A me non interessa la vita di Toscani ma ciò che denuncia nella sua opera…stiamo distruggendo l’unica vera materia prima che abbiamo in Italia, il paesaggio. Quella foto, seppur ripresa con un superteleobbiettivo e dal punto più sfavorevole, è di impatto e riassume benissimo il concetto dell’autore….non è forse quello che generalmente fa qualsiasi artista con la propria arte?
Incredibile. Sto lottando contro questa farsa da tempo su Facebook ma senza troppa visibilità. Questa la mia nota:
Questa simpaticissima iniziativa di Oliviero Toscani sta diventando grottesca.
Se andate a vedere la pagina dedicata al progetto qui su Facebook vi imbatterete in commenti imbarazzanti.
ad esempio, quello di Antonio Menconi, che dice:
“Ho inviato una foto (da anni colleziono gli orridi del paesaggio italico) ma ho ricevuto una liberatoria che è un capestro.”
o quello di Rosalba Zucco, che risponde:
“Io ho negato il consenso, quando l’ho letta.
Mi sembrava che fosse il minimo, a fronte dell’assoluta cessione dei diritti, chiedere che almeno venisse garantito il nome dell’autore, ma non ho ricevuto neppure risposta.”
la liberatoria, volete leggerla? eccola:
dichiara di accettare le seguenti condizioni
* l’assenza di diritti di terzi sulle fotografie inviate;
- la legittimità dell’acquisizione delle fotografie e l’assenza di violazioni di qualunque diritto di terzi;
* l’assenza di precedenti pubblicazioni delle medesime;
- il trasferimento, in via esclusiva, gratuita e per tutta la durata della loro efficacia e validità, di tutti i diritti di utilizzo delle fotografie, mediante qualsiasi mezzo di comunicazione, di conservazione e archiviazione, a qualunque scopo, economico e non, tra i quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, il diritto di pubblicazione, di riproduzione, di modificazione, di trasformazione, di distribuzione, di messa in commercio, di messa a disposizione del pubblico, di catalogazione in data-base anche accessibili al pubblico, di cessione in tutto o in parte a terzi.
Dopo l’invio tutto il materiale fotografico entrerà nell’esclusiva e integrale disponibilità di oliviero toscani studio.
Non so, a questo punto, quanto sia il caso di pubblicizzare una cosa del genere.
Ma soprattutto, io ho scritto loro per avere maggiori informazioni e non mi hanno mai risposto.
E infine, caro Oliviero, ci spiegheresti per cortesia a cosa diavolo ti serve avere i diritti esclusivi sulle foto con cui ti aiutiamo a farti bello col mondo?
Uno deve regalare le foto e fidarsi.
Ma lo sapete voi cos’ha detto Toscani in un’intervista? Ve lo dico io:
A me capita spesso di fare utilizzare le mie opere agli altri, ma chiedo sempre: “Fatemi vedere come le utilizzate”
(la fonte è questa: http://www.scarichiamoli.org/main.php?page=interviste%2Ftoscani )
Come sarebbe? per LUI vale e per NOI no?
Mi dovrei fidare di uno che ha criticato pubblicamente l’uso del nudo nella campagna pubblicitaria dell’APT Massa-Carrara (fonte: http://tinyurl.com/34rbfwx) dicendo “Cos’ho fatto di male per commentare questa mediocrità, l’opera di questi poveretti…” e un minuto dopo realizza la campagna per Almo Nature fotografando uomini e donne nudi con delle maschere da cani e gatti. Quello sì che è gusto.
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la nota, con tutti i suoi commenti, la trovate qui:
http://www.facebook.com/amelillo?v=app_2347471856#!/note.php?note_id=412912724081
grazie per l’articolo, è ottimo.
“siamo arrivati allo sterminio dei campi, che è il rovescio della medaglia dello sterminio nei campi”
Cioè?
Nel senso che il Buon Contadino non proverebbe mai la stessa soddisfazione dell’operaio, del borghese o dell’impiegato a vedere gli ebrei bruciati nei forni?
O nel senso che nei campi hanno sterminato tutti i contadini ed adesso possono dedicarsi indisturbati a distruggere i campi?
@damone
la foto non si presenta come un’opera d’arte ma come uno scatto di denuncia. io, guardandola, avevo avuto l’impressione che fosse adiacente all’edificio storico, invece la foto dall’alto svela che non è così. come mai mi si è voluta confondere?
gran bell’articolo, complimenti
E’ un po’ di tempo che non vado alla Sterpaia (per chi non lo sa è una parte della tenuta di San Rossore a Pisa), e non avevo mai visto quelle belle costruzioni invero così conformi alle architetture vicine… il problema come al solito non sono i soloni come Toscani (che pure è bravo nel suo mestiere), ma chi li foraggia e appoggia, vero Presidente Martini? vero Presidente Rossi? vero Sindaco Franceschini? se uno di noi costruisse su un terreno vicino o facente parte della zona di pertinenza del parco di San Rossore, dopo due secondi risulterebbe multato e vilipeso, ma per gli amici degli amici, così trendy, facciamo un’eccezione…
Ho sempre pensato che Toscani fosse un gran parac…! Ne ho avuto un’ulteriore conferma!
@barbarap
Toscani si vende come fotografo/artista, non come giornalista. Quindi quello che fa dev’essere per forza giudicato come un opera d’arte non come un servizio di denuncia.
Si stanno facendo scempi edilizi sopra le nostre ricchezze artistiche, secondo me questo è quello che dice quella foto, lo dice in modo diretto e provocatorio…e mi sta benissimo. Poteva fare un collage, ma è stato bravo come fotografo ad avere lo stesso effetto con uno scatto.
Poi al di là di tutto la foto pubblicata da VitoM non mi sembra che ritragga un bellissimo paesaggio che rende onore al nostro paese. E non voglio neanche entrare nel merito di Pisa che non conosco, ma viaggio per l’Italia ed è innegabile che ovunque stiamo facendo danni irreparabili.
Mi chiedo, ma almeno su quello siamo tutti d’accordo?
Un buon pezzo.
Partire dalla cronaca locale per arrivare a costruire un pezzo piu’ ampio con il quale raccontare “vizi privati e pubbliche virtu’” del nostro “ceto” intellettuale, in alcuni casi corresponsabile e complice del declino culturale e strutturale del paese.
Complimenti a Guadagni!
PS Ma la tenuta di San Rossore non apparteneva un tempo alla Presidenza della Repubblica?
Pifo, per competenza biografica: la tenuta di San Rossore è passata alla Regione Toscana ormai direi un decennio fa, a occhio e croce. Prima era in effetti della presidenza della repubblica, prima del re.