Gli scontri tra tifosi prima di Brasile-Argentina

(Buda Mendes/Getty Images)
(Buda Mendes/Getty Images)

Nella notte tra martedì e mercoledì allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro si è giocata Brasile-Argentina, valida per le qualificazioni ai Mondiali di calcio del 2026. La partita è iniziata più tardi del previsto a causa degli scontri tra tifosi e polizia in un settore dello stadio occupato in prevalenza da argentini. Dopo gli inni le squadre erano pronte a giocare ma l’Argentina, guidata dal capitano Lionel Messi, ha deciso di ritirarsi negli spogliatoi per le violenze della polizia locale nei confronti dei suoi tifosi. A fine partita Messi ha poi denunciato la violenta repressione, analoga a quella successa durante la finale di Copa Libertadores giocata al Maracanã dalla squadra argentina del Boca Juniors.

Una volta tornata in campo, con mezz’ora circa di ritardo, l’Argentina ha vinto 1-0 con gol di testa su calcio d’angolo del difensore Nicolas Otamendi. Il Brasile ha terminato la partita in dieci per l’espulsione di Joelinton per un fallo di reazione su Rodrigo De Paul (in tutto ci sono stati 42 falli fischiati dall’arbitro). Con questo risultato l’Argentina è andata in testa al girone di qualificazione sudamericano, mentre il Brasile rimane sesto dopo tre sconfitte in sei partite.