Il dottor Miele

No, lui non ammise mai una cosa così imbarazzante.

No, lui non ammise mai una cosa così imbarazzante.

Bernardo, per contro, negli anni Quaranta era sulla cresta dell’onda; leader dei cistercensi (benedettini integralisti), pope-maker, boccuccia melliflua e mani ancora pulite dal sangue delle crociate di cui si sarebbero sporcate in seguito. Ci fu chi lo accusò, senza mezzi termini, di aver voluto vincere facile: “Hai trovato Abelardo come bersaglio della tua freccia, per vomitare contro di lui tutta la tua acidità, per spazzarlo via dalla terra dei vivi… eri infiammato contro Abelardo non dallo zelo della correzione, ma dal desiderio di vendetta” (Berengario di Poitiers). Forse più che al vecchio Abelardo, troppo orgoglioso per non farsi mazzolare periodicamente da qualche inquisitore, Bernardo temeva i suoi studenti, loro sì ancora in grado di seminare guai per mezza Europa: come quell’Arnaldo di Brescia che qualche anno dopo avrebbe teorizzato un papato privo di potere temporale, senza fermarsi alla teoria, ma profittando di una vacanza papale per fondare un libero comune a Roma. Erano tempi duri per la cristianità, come sempre d’altronde: scismi in ogni dove, papi e antipapi, che costringevano l’umile Bernardo a uscire periodicamente dal monastero che aveva fondato, a riconquistare il cuore e l’anima dei fedeli, con prediche ben calibrate ed effetti speciali (=miracoli). La gente lo amava, metteva in giro voci ancora più grosse di quanto fosse autorizzato: le api han fatto il nido nella sua bocca, la Madonna stessa lo ha allattato a distanza, ecc. ecc. Ma non andava sempre così bene. In vari centri della Linguadoca i catari, ormai maggioritari, lo buggeravano sistematicamente. Altri santi, come Domenico o Antonio, li affronteranno con più pazienza, mostrando anche una certa ammirazione per la coerenza e la serietà degli avversari. Bernardo no, a un certo punto lasciò scritto che andavano tutti sterminati, tanto non ascoltavano: erano in cattiva fede. Bernardo era già nella tomba da una decina d’anni quando il massacro dei catari cominciò. Più dirette sono le sue responsabilità nel grande flop della seconda crociata in Palestina

Fu papa Eugenio III a metterlo nei guai. All’indomani della sua consacrazione, l’umilissimo Bernardo gli scriveva ricordandogli che prima di essere papa era stato un cistercense ordinato a Chiaravalle, insomma una sua creazione: e sapete cosa si dice in giro Santità? “Che non siete voi a essere papa, ma io e ovunque, chi ha qualche problema si rivolge a me”. Benissimo, ma anche Eugenio aveva un problema: Edessa, bastione crociato in Assiria, era caduta, Gerusalemme rischiava di tornare ai Saraceni in tempi brevi. Sarebbe stato uno smacco per tutta la cristianità occidentale; viceversa, una seconda crociata (a mezzo secolo dalla prima) avrebbe fortificato il prestigio della Chiesa romana e dato sfogo a un sacco di nobili riottosi. Bernardo era sensibile all’argomento: aveva già indirizzato i fondatori dell’ordine dei templari con un libretto in cui ammetteva che ammazzare i saraceni poteva essere seccante, erano anche loro creature del buon Dio. Tuttavia, non essendo desiderosi di convertirsi, ma viceversa propensi a minacciare i pellegrini nella loro stessa esistenza, non restava che farli fuori, con qualche attacco preventivo mirato. Era la teoria del “malicidio” (uccidere è male, ma uccidere il male non è così male), uscita un po’ in ritardo per giustificare il massacro di Gerusalemme del 1099, ma che avrebbe giustificato un’altra dozzina di spedizioni crociate nei secoli a venire. Da bravo intellettuale neocon dei suoi tempi, Bernardo si mise al servizio della propaganda crociata con la consueta dedizione: dopo le prediche gli ascoltatori gli strappavano lembi del saio, non potevano aspettare che morisse per averne una reliquia.

I'll never look into your eyes, again.

I’ll never look into your eyes, again.

Per la Seconda Crociata si smossero anche le teste coronate, che non si erano fatte vedere durante la Prima: un imperatore e un Luigi di Francia, il settimo. Non servì a niente, anzi, il flop fu ancora più eclatante e Bernardo (rimasto in Francia) ne subì il contraccolpo. Scrisse che i crociati erano stati puniti per i loro peccati, e si disse disponibile a partire in testa a una terza spedizione: un bluff che nessuno gli vide mai. Cominciava ad avere un’età, anche lui. Morì a 64 anni nella sua abbazia; fu santificato vent’anni dopo; nel 1830 proclamato dottore della Chiesa. Pio XII gli dedicò una delle sue numerose encicliche, Doctor mellifluus, il dottore al gusto miele. Nella sua bocca melliflua Dante infila la preghiera a Maria, “figlia del tuo figlio”, all’inizio dell’ultimo canto della Commedia. In cielo insomma il suo astro non tramonta.

Su questa terra, mah. C’è rimasta solo un po’ di testa a Troyes, snobbata dai turisti. Abelardo ed Eloisa invece sono seppelliti assieme al Père-Lachaise, sì, quello di Jim Morrison. La gloria del mondo gira così.

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