Il filosofo di paglia

Michele De Napoli, bozzetto del 1878 per un affresco che si trova nella chiesa di San Domenico a Napoli.

Come dice a un certo punto il personaggio narrante nel Pendolo di Foucault: “uno che fa la tesi sulla sifilide finisce per amare anche la spirocheta pallida”. L’autore vero del Pendolo però non ha scritto una tesi sulla sifilide, bensì sul Problema estetico in Tommaso d’Aquino. E Tommaso è rimasto uno dei punti di riferimento di Umberto Eco, fino a Kant e l’ornitorinco e oltre.

Il fatto che in Italia ci sia almeno uno studioso serio di Tommaso – e sia un laico – dovrebbe creare qualche imbarazzo alla Chiesa, quell’istituzione che in teoria continua a basarsi sulla Summa Theologiae, ma in pratica non manda nessun tecnico preparato a controllare la cantine da secoli. Eco per la verità non ha mai avuto tanta voglia di litigare, però ogni tanto gli capita di mettere il dito sulla piaga, più per giocoso e accademico puntacazzismo che per cattiveria. Io non so francamente se senza di lui qualcuno si sarebbe accorto che la moderna dottrina dell’embrione va contro la posizione tradizionale, tomista, della Chiesa. Ovvero: questa idea che l’essere umano sia già un individuo completo dal concepimento, da dove arriva esattamente? Non si sa, ma è un’esplicita sconfessione di quello che dettava Tommaso. Con le parole dell’alessandrino:

La posizione di Tommaso (che nel corso dei secoli la Chiesa non ha mai espressamente negato, condannando anzi quella opposta di Tertulliano) è la seguente: i vegetali hanno anima vegetativa, che negli animali viene assorbita dall’anima sensitiva, mentre negli esseri umani queste due funzioni vengono assorbite dall’anima razionale, che è quella che rende l’uomo dotato di intelligenza e ne fa una persona come ‘sostanza individua di una natura razionale’. Tommaso ha una visione molto biologica della formazione del feto: Dio introduce l’anima solo quando il feto acquista, gradatamente, prima anima vegetativa e poi anima sensitiva. Solo a quel punto, in un corpo già formato, viene creata l’anima razionale (‘Summa Theologiae’, I, 90). L’embrione ha solo l’anima sensitiva (‘Summa Theologiae’, I, 76, 2 e I, 118, 2). Nella ‘Summa contra gentiles’ (II, 89) si dice che vi è una gradazione nella generazione, “a causa delle forme intermedie di cui viene dotato il feto dall’inizio sino alla sua forma finale”. Ed ecco perché nel Supplemento alla ‘Summa Theologiae’ (80, 4) si legge questa affermazione, che oggi suona rivoluzionaria: dopo il Giudizio Universale, quando i corpi dei morti risorgeranno affinché anche la nostra carne partecipi della gloria celeste (quando già secondo Agostino rivivranno nel pieno di una bellezza e completezza adulta non solo i nati morti ma, in forma umanamente perfetta, anche gli scherzi di natura, i mutilati, i concepiti senza braccia o senza occhi), a quella ‘risurrezione della carne’ non parteciperanno gli embrioni. In loro non era stata ancora infusa l’anima razionale, e pertanto non sono esseri umani.
Si può dire che la Chiesa, spesso in modo lento e sotterraneo, ha cambiato tante posizioni nel corso della sua storia che potrebbe avere cambiato anche questa. Ma è singolare che qui siamo di fronte alla tacita sconfessione non di una autorità qualsiasi, ma dell’Autorità per eccellenza, della colonna portante della teologia cattolica. […]
Conclusione: le attuali posizioni neofondamentalistiche cattoliche non solo sono di origine protestante (che sarebbe il meno) ma portano a un appiattimento del cristianesimo su posizioni insieme materialistiche e panteistiche, e su quelle forme di panpsichismo orientale per cui certi guru viaggiano con la garza sulla bocca per non uccidere micro-organismi respirando. Non sto pronunciando giudizi di merito su una questione certamente molto delicata. Sto rilevando una curiosità storico-culturale, un curioso ribaltamento di posizioni. Dev’essere l’influenza del New Age. (Bustina di Minerva del 15/3/2005)

« Pagina precedente 1 2 3 Pagina successiva »