Il M5S e la questione psichiatrica

Perché, lo dico, se nel 2050 mi dovessi trovare ancora con queste cazzo di mail di merda, ad ordinare roba sul web che poi impiega due settimane ad arrivarmi a casa, sarei molto ma molto incazzato. Ok?!!1!!!

Scusate. Non ho preso la medicina. Lo faccio. Ecco.

Stavo dicendo: trovo singolare che, mentre lo sguardo sulle visioni politiche del M5S sia attento e pure, a tratti, maniacale (almeno, il mio sguardo è maniacale. Solo maniacale), ho l’impressione che passi in secondo piano la questione psichiatrica.

Insomma, amici, prevedere un futuro che debba passare da una guerra batteriologica globale non è una bella base di ragionamento. Se poi quella previsione ha quel retrogusto di segreto desiderio, peggio ancora.

Però, voi direte: “DICI QUESTO PERKE SEI SERVO DELLA KASTA!!”. No, a parte questo, potreste dire: è solo un video. Una stupidata. Chi non ne fa almeno una nella vita? Diciamo una al giorno, va.

È vero. Ma quello è un video promozionale aziendale. È come se la Fiat avesse sul proprio sito web una guida allo scippo. C’entra niente con le auto, ma del resto neppure la guerra batteriologica ha molto a che vedere con la comunicazione (se ho capito bene la Casaleggio e associati si occupa di comunicazione e marketing).

Ma non finisce qui.

Adesso tutti i media sono in fregola per questa storia del Costa Rica. Roba di resort di lusso costruiti in un paradiso fiscale, dicono.

Io sono andato a vedermi il sito web dove questo resort, questo eco villaggio in verità, questo Ecofeudo, come è stato battezzato, viene descritto (sinceramente sono andato a vedere per comprarmi una di queste stilosissime casette in legno autosufficienti e fare parte degli eletti che se la spassano, poi ho letto che forse ci sarebbe stato da lavorare nei campi e sono tornato sui miei passi). Sono andato a vedermi le specifiche alla voce “sicurezza” (perché sono un fifone e non volevo trovarmi con qualche costaricano sottosviluppato all’uscio a cercare di vendermi dei calzini, con il caldo che immagino possa fare là). Sono andato a vedermi alla voce sicurezza ed ho trovato questo:

“L’area in cui sorge Ecofeudo non è stata scelta a caso ma per le specifiche legate alla sua collocazione strategica. La proprietà, in posizione collinare, è circondata da pendii e si trova a 155 metri sopra il livello del mare. Questa particolare dislocazione è stata pensata per via del global warning che influenza e caratterizza un lento ma continuo aumento del livello del mare.

L’intero villaggio sarà circoscritto da mura in pietra ed equipaggiato con un sofisticato sistema d’allarme a raggi infrarossi.

Per la massima sicurezza Ecofeudo si avvale di tecnologie avanzate.

Ogni abitazione sarà dotata, grazie alla struttura geologica del terreno, di bunker antiatomico fornito di particolari filtri depuratori progettati per difendersi da contaminazioni chimiche, biologiche e batteriologiche…

Sulla cosa dell’innalzamento delle acque ho sorvolato. Chi se ne frega. Ho sempre avuto paura a fare i tuffi. Per me, più si alza il mare e meglio sto.

Ma poi sono arrivato al paragrafo del bunker antiatomico, antibatteriologico. Certo, prima c’era la parte del muro con le telecamere, ma quello mi sembra il minimo se vai a fare la bella vita in un posto sottosviluppato come il Costa Rica, non vorrete davvero avere questi che vi vendono i calzini alla porta?

Dopo i calzini, quindi, sono finito ai bunker antiatomici e antibatteriologici e ho cominciato a temere che vi possa essere una vera idea di fondo. Una visione approvata e condivisa.

Intendiamoci: non credo ad un piano per distruggere il mondo, ma ad uno sguardo sulla Terza guerra mondiale che è come un colpo d’occhio di banalità, una roba da infilare nel discorso, una sorta di: “si, dovremmo pensare alla disoccupazione, anche se certo, poi ci sarebbe la guerra batteriologica… lasciamo perdere…”.

Così me la vedo questa cosa della Terza guerra mondiale. Una chiacchiera senza peso, data per scontata.

Eppure, deve essere tanto scontata che quando si vanno a costruire case in Costarica, con questo modello ideale di esistenza in testa, oltre alle mura per tenere i peones del cazzo a debita distanza, si deve progettare pure il rifugio antiatomico antibatteriologico?

Accidenti. Davvero questo scenario sembra cosa normale? Davvero nel 2013 si devono costruire bunker antiatomici? Ma non era finita quella cosa? Io ci sono cresciuto durante la Guerra fredda, con i test atomici che mi hanno strinato gli spermatozoi, accidenti, basta. Ancora, adesso, bunker antiatomici?

Eppure questa cosa della Terza guerra mondiale è il pensiero dell’ideologo (si dice così?) del M5S.

Dico io, ma quelle brave persone che stanno nel movimento per cambiare l’Italia, come conciliano le due cose?

Siete sicuri che non vi siete ritrovati, contro la vostra volontà, a far parte delle fila di uno che se dovessero scomparire i quattro quinti dell’umanità ci avrebbe pure un po’ di soddisfazione e sogghignerebbe un bel “ve l’avevo detto”?

Quando guardavo i film di 007 da piccolo ero sempre colpito non tanto dal pazzo di turno che voleva distruggere il mondo, ma dagli impiegati e gli operai e le guardie armate che lo seguivano nel progetto. Insomma, per ogni base lunare o sottomarina o deposito missilistico dal quale guidare l’arma fine di mondo per distruggere la Terra, c’era sempre una anonima forza lavoro, instancabile e sacrificabile, che lavorava giorno e notte per attuare il piano.

Mi chiedevo sempre, da piccolo, se quegli impiegati agli ordini del distruggitore non avessero case o famiglie o amori e figli da proteggere. Come avevano fatto a trovarsi tutti d’accordo nel disintegrare il globo terracqueo?

Cosa avrebbero fatto dopo?

Di solito non facevano niente dopo perché venivano sterminati. Con buona pace delle famiglie a casa e delle madri che dovevano inventarsi scuse con i figli per giustificare il non ritorno del papà.

Mi ricordo anche, sempre quando ero ragazzo, anche se non capivo niente di politica, che c’era una frase che mi risuonava nelle orecchie.

Nei partiti, sopratutto nella Democrazia Cristiana, mi sembra, c’era una cosa che si chiamava “questione morale”, se l’ho capita bene, era una roba che veniva dal fatto che c’era un sacco di corruzione e gente che rubava a destra e a manca in quei partiti.

Non credo che la cosa sia stata risolta, ma a parte questo, ora mi chiedo: è possibile che nella dirigenza del M5S, visto questi presupposti di distruzione di quattro quinti di mondo, si potrà un giorno parlare di “questione psichiatrica?”

Senza offesa. Ma ci sono delle famiglie e dei bambini a casa.

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