Preparatevi

Le cose che costano soldi che non abbiamo, questo governo non potrà farle: il reddito di cittadinanza è stato già rinviato a data da destinarsi dal programma di governo, la flat tax è una chimera, il ministro Tria parla già come il ministro Padoan. D’altra parte esiste una norma costituzionale sul pareggio di bilancio, esiste l’Unione Europea ed esiste la banale logica: al massimo vedremo dei tentativi per arrivare allo scontro e poter dire “ci abbiamo provato”. Come farà quindi questo governo a cercare di sopravvivere all’inevitabile tradimento delle sue più grandi promesse elettorali? E come faranno i partiti che lo compongono ad adattare alla loro nuova dimensione – oggi che sono maggioranza, che sono governo, che sono il potere – un tono e una comunicazione da sempre improntati per loro all’aggressività, all’opposizione, alla protesta minoritaria? Troveranno dei nuovi nemici con i quali usare gli stessi toni. E troveranno delle promesse da mantenere tra quelle che si possono mantenere a costo zero. Nel dubbio esagereranno, vedi quella disgustosa fotografia di Salvini, per sperare che il rumore copra gli altri fallimenti. Contro gli immigrati, certo, ma non solo: i più deboli tra noi se la passeranno brutta. Era tutto abbastanza prevedibile, e non abbiamo ancora visto niente.

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