Il procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Khan, accusato di molestie sessuali, è stato sospeso

Il procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Khan, accusato nel 2024 di ripetute molestie sessuali da una sua collaboratrice, è stato sospeso in attesa che gli Stati membri della Corte valutino eventuali provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. Khan si trovava già in congedo volontario dal maggio del 2025. Lui ha sempre negato le accuse e sostenuto che facessero parte di una campagna di disinformazione contro di lui.
La Corte penale internazionale (ICC) è il principale tribunale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità e Khan è il suo procuratore capo dal 2021: in questi anni ha chiesto mandati di arresto per il presidente russo Vladimir Putin e per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu (fra gli altri).
La sospensione di Khan è arrivata dopo che il caso è stato deferito all’Assemblea degli Stati Parte, che riunisce tutti i 125 paesi membri della Corte, dal bureau dell’Assemblea, l’organo di controllo e gestione. Il bureau ha valutato le prove presentate da una squadra di inquirenti delle Nazioni Unite e l’opinione data sulle prove da un collegio di giudici e ha preso una decisione sul caso, che però non ha reso nota in attesa che l’Assemblea decida come procedere.
La data per la sessione speciale in cui si discuterà del caso di Khan non è ancora stata fissata. La sospensione di Khan non implica necessariamente che verranno presi effettivamente procedimenti contro di lui. Solo l’Assemblea avrebbe eventualmente l’autorità di rimuovere il procuratore capo dall’incarico, con un voto a maggioranza.


