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  • Martedì 9 giugno 2026

La Serie A (e la Serie B) ai Mondiali

I campionati italiani porteranno ai Mondiali 71 calciatori: meno degli altri principali campionati europei, ma più di tutti gli altri

L'attaccante francese Marcus Thuram, dell'Inter, di fronte al centrocampista ivoriano Franck Kessié, ex del Milan, durante un'amichevole del 4 giugno (AP Photo/Jeremias Gonzalez)
L'attaccante francese Marcus Thuram, dell'Inter, di fronte al centrocampista ivoriano Franck Kessié, ex del Milan, durante un'amichevole del 4 giugno (AP Photo/Jeremias Gonzalez)
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Da quando l’Italia ha mancato la qualificazione ai Mondiali di calcio, si è discusso molto (anche sul Post) dei problemi del suo “sistema calcio” e del declino dei suoi campionati rispetto al passato. Eppure Serie A e Serie B porteranno in tutto 71 calciatori alla prossima Coppa del Mondo, che si giocherà dall’11 giugno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. È un dato inferiore soltanto a quello dei campionati inglesi, tedeschi, francesi e spagnoli, ma superiore a quello di qualsiasi altro paese. E che va un po’ contestualizzato.

A confronto con gli altri quattro grandi campionati europei (Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1), la Serie A, con i suoi 66 convocati, sembra messa male. Ma bisogna considerare che, a differenza degli altri campionati, la Serie A non ha la propria Nazionale rappresentata ai Mondiali. Anzi, rispetto all’edizione in Russia del 2018 (la prima senza l’Italia) i calciatori della Serie A che vanno a giocare i Mondiali sono pure aumentati.

Certo, poi conta soprattutto quali calciatori ciascun campionato “porta” ai Mondiali. Tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila c’erano in Serie A calciatori fenomenali, spesso tra i più forti dei Mondiali di quegli anni, come Diego Armando Maradona, Marco Van Basten e Roberto Baggio.

Quel tipo di calciatore, la “stella” di una nazionale, si trova ormai di rado in Serie A. C’entrano soprattutto lo scarso potere economico delle squadre italiane e quello spropositato dei club inglesi, ma anche di Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco, Paris Saint-Germain e di qualche squadra araba o turca. Non è un caso, dopotutto, che queste siano tra le squadre più rappresentate ai Mondiali; e che tra le prime 12 non ci sia nemmeno un’italiana.

Alcuni calciatori della Serie A che andranno ai Mondiali sono tutt’altro che scarsi, comunque. Per esempio, in Italia giocano quattro convocati della Francia, probabilmente la nazionale più forte del torneo: dal Milan arrivano il portiere Mike Maignan (uno dei più forti al mondo nel suo ruolo) e il centrocampista Adrien Rabiot (che fu titolare nella scorsa finale dei Mondiali, persa contro l’Argentina), dalla Roma il centrocampista Manu Koné e dall’Inter Marcus Thuram.

Thuram è un attaccante forte e determinante, che sarebbe titolare in quasi tutte le nazionali del torneo. Con ogni probabilità, però, non lo sarà con la Francia, che può contare su tre dei migliori attaccanti del mondo: Kylian Mbappé del Real Madrid, Michael Olise del Bayern Monaco e Ousmane Dembélé del Paris Saint-Germain, oltre a vari altri attaccanti talentuosi.

Dalla Serie A vengono anche alcuni dei giovani calciatori più attesi di questi Mondiali: l’argentino Nico Paz e il turco Kenan Yildiz, due trequartisti di 21 anni rispettivamente al Como (per ora, almeno) e alla Juventus.

La squadra italiana che porterà più giocatori ai Mondiali sarà il Milan, con 10 calciatori. È un bel risultato, ma anche la dimostrazione che il numero di convocati ai Mondiali non è sempre direttamente proporzionale alla qualità complessiva di una squadra, considerato il deludente finale di stagione del Milan, che ha chiuso al quinto posto.

E dire che tra i convocati del Milan ci sono calciatori niente male. Oltre a Maignan e a Rabiot, parteciperanno ai Mondiali anche Christian Pulisic, il più forte calciatore degli Stati Uniti, e il portoghese Rafael Rafael Leão, oltre che il difensore belga Koni De Winter e lo storico capitano della Croazia Luka Modrić, che nonostante i suoi 40 anni viene da un’ottima stagione. Tra i convocati del Milan c’è anche l’attaccante messicano Santiago Giménez, che non segna dal 23 settembre del 2025.

Dietro il Milan c’è l’Atalanta, con otto suoi calciatori ai Mondiali, e l’Inter campione d’Italia con sette. Fino a pochi giorni fa i calciatori dell’Atalanta ai Mondiali erano sette, ma l’allenatore italiano del Brasile Carlo Ancelotti ha dovuto sostituire il suo difensore Wesley, della Roma, con Ederson, dell’Atalanta.

Oltre a Thuram, tra i calciatori dell’Inter che giocheranno i Mondiali ci sono anche l’attaccante argentino Lautaro Martínez, vincitore della scorsa edizione, il centrocampista turco Hakan Calhanoglu e il difensore olandese Denzel Dumfries. Per i Paesi Bassi ci sarà anche Donyell Malen della Roma, che è stato uno degli attaccanti più prolifici dell’ultima Serie A, pur essendo arrivato solo a gennaio e senza grandi aspettative.

Nel Napoli giocano tre calciatori molto attesi di questi Mondiali. Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, i due giocatori più forti e di maggiore esperienza della cosiddetta “generazione d’oro” del Belgio, che non ha però vinto nulla; e lo scozzese Scott McTominay, un centrocampista che fa quasi da attaccante aggiunto.

La nazionale che, invece, ha convocato più calciatori di Serie A in vista di questi Mondiali è la Croazia, con sette. Per fare qualche nome, oltre a Modrić ci sono il centrocampista Mario Pašalić, all’Atalanta dal 2018, e l’attaccante Martin Baturina, i cui gol sono stati determinanti per la storica qualificazione del Como in Champions League.

Tra i 66 calciatori di Serie A convocati per i Mondiali c’è anche il trequartista del Sassuolo Cristian Volpato, che dopo aver fatto parte delle giovanili dell’Italia ha scelto a maggio – cioè a un mese dall’inizio del torneo – di cambiare nazionalità sportiva passando all’Australia, con la quale finora ha avuto il tempo di giocare solo un’amichevole.

Non è detto, però, che alla fine dell’estate tutti e 66 i calciatori di Serie A saranno ancora tali. È quasi certo, per esempio, che Dumfries ed Ederson lasceranno il campionato e andranno rispettivamente al Real Madrid e al Manchester United. E non è ancora chiaro se il Real Madrid deciderà di esercitare il suo diritto di recompra su Nico Paz, o se quest’ultimo rimarrà infine al Como.