Tre persone sono indagate per corruzione sul progetto del ponte sullo Stretto

La procura di Roma sospetta che abbiano condizionato le verifiche della Corte dei conti per cercare di farlo approvare

La zona di Torre Faro, dove dovrebbero esserci i cantieri del ponte sullo Stretto a Messina, 30 ottobre 2025 (ANSA/CARMELO IMBESI)
La zona di Torre Faro, dove dovrebbero esserci i cantieri del ponte sullo Stretto a Messina, 30 ottobre 2025 (ANSA/CARMELO IMBESI)
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La procura di Roma sta indagando su tre persone per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio rispetto alla progettazione del ponte sullo Stretto, che dovrebbe collegare Messina e Reggio Calabria. In base a una nota diffusa dalla procura, il sospetto è che abbiano cercato di condizionare i controlli per l’approvazione del progetto definitivo da parte della Corte dei conti, l’organo costituzionale che ha il compito di controllare i conti dello Stato.

Le persone coinvolte sono un magistrato contabile, ex presidente aggiunto della Corte dei conti, un avvocato che faceva parte del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina e un imprenditore. Gli ultimi due avrebbero fatto pressioni per convincere il primo a ottenere un parere preliminare positivo per la fattibilità del progetto in favore della società Stretto di Messina, a cui il governo ha affidato la gestione del progetto.

Secondo la procura il magistrato avrebbe fornito all’avvocato e all’imprenditore informazioni riservate; in cambio i due gli avrebbero promesso appoggio per fargli ottenere cariche pubbliche dopo il suo pensionamento.

La procura ipotizza che l’avvocato e l’imprenditore abbiano anche cercato di avvicinare altri magistrati che ritenevano utili per favorire gli interessi della società. Il magistrato indagato invece avrebbe riferito loro quali erano gli orientamenti dei propri colleghi rispetto all’approvazione del progetto e altre informazioni.

Il parere della Corte dei conti era decisivo per la pubblicazione del progetto definitivo del ponte in Gazzetta Ufficiale (molti atti e norme nazionali entrano ufficialmente in vigore solo quando sono pubblicati sulla Gazzetta). Di conseguenza, la decisione era anche fondamentale per l’apertura dei primi cantieri. Nell’ottobre del 2025 la Corte non aveva approvato il progetto. In seguito, il governo aveva deciso di non forzare le procedure e di cercare di sistemare i problemi segnalati, ricominciando quasi daccapo.

L’indagine è guidata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, che ha ordinato perquisizioni a Roma, in provincia di Frosinone e in quella di Reggio Calabria: ha detto che sono stati sequestrati documenti e dispositivi elettronici che verranno analizzati.