OpenAI ha annunciato di aver avviato le pratiche per la quotazione in borsa

OpenAI, l’azienda che ha creato ChatGPT, ha infine annunciato di aver avviato le pratiche con le autorità finanziarie statunitensi per la sua quotazione in borsa, una delle più grandi e attese di sempre. Ha però smorzato l’entusiasmo degli investitori perché non ha dato dettagli su quando e a che condizioni avverrà la quotazione. Ha detto che deve ancora lavorare su alcuni progetti che a suo dire sono più agevoli da terminare da azienda non quotata, senza specificare quali.
Intorno alla quotazione c’è da tempo molto fermento: sia perché tra gli investitori c’è molta richiesta di titoli legati all’intelligenza artificiale, al punto che si parla con sempre più insistenza di una bolla, sia perché quella di OpenAI sarebbe non solo l’Offerta pubblica iniziale più grande in questo campo ma anche una delle più grandi nella storia.
L’Offerta pubblica iniziale – più nota con l’acronimo inglese IPO, Initial Public Offering – è la prima emissione di azioni di un’azienda destinate al mercato. Recentemente OpenAI è stata valutata 965 miliardi di dollari, e con il grande entusiasmo del mercato per la sua quotazione è probabile che arrivi velocemente ai mille miliardi, diventando una delle società quotate con più valore al mondo.
Nelle ultime settimane anche altre grandi aziende del settore hanno deciso di quotarsi in borsa: sono aziende che hanno bisogno di enormi capitali per continuare a svilupparsi, e la quotazione in borsa serve proprio ad attirare una mole di investimenti altrimenti difficile da reperire. Tra queste c’è Anthropic, conosciuta soprattutto per il chatbot Claude, e il 12 giugno lo farà anche SpaceX, la società spaziale di proprietà di Elon Musk, che di recente è stata fusa con xAI, la sua società di sviluppo di intelligenze artificiali. Secondo il Financial Times queste operazioni sarebbero «tre delle più grandi quotazioni in borsa di tutti i tempi».
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