L’arbitro somalo a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti non parteciperà ai Mondiali

La FIFA, l’associazione che gestisce i Mondiali di calcio, ha confermato che l’arbitro somalo Omar Artan non parteciperà al torneo, dal momento che lunedì gli Stati Uniti gli avevano negato l’ingresso nel paese senza spiegare chiaramente perché. Artan, il primo cittadino somalo selezionato per arbitrare le partite dei Mondiali, era stato respinto all’aeroporto di Miami e costretto a tornare a Istanbul, in Turchia.
La FIFA ha aggiunto di non essere coinvolta nella gestione dell’immigrazione del paese ospitante e che è quest’ultimo (in questo caso, gli Stati Uniti) che decide chi far entrare. I Mondiali si svolgeranno dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti: la Somalia è inclusa nel cosiddetto “travel ban”, un provvedimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che impedisce alle persone provenienti da determinati paesi di entrare negli Stati Uniti.
Artan però aveva ottenuto un visto diplomatico e la Federazione calcistica somala ha dichiarato di non avere ricevuto spiegazioni ufficiali sui motivi del respingimento. Anche il governo somalo ha tentato di negoziare, senza successo, con gli Stati Uniti e con la FIFA. Le politiche restrittive di Trump sull’immigrazione avevano già causato problemi per l’ingresso negli Stati Uniti di tifosi, giocatori e allenatori, ma quello di Artan è il primo caso in cui un arbitro viene rimandato indietro dopo essere arrivato negli Stati Uniti.
Artan si è limitato a ringraziare la FIFA e la Confederazione calcistica africana per il supporto e a dire che si focalizzerà sul suo lavoro da arbitro per mantenere un livello alto. Artan è un arbitro della FIFA dal 2018, e nel 2025 era stato premiato dalla Confederazione calcistica africana come miglior arbitro dell’anno. Nel 2023 e nel 2025 era stato fra gli arbitri della Coppa d’Africa.
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