Guida alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio

Dove si vota, come si vota e quali sono le città più importanti da tenere d'occhio

(Simona Granati/Getty Images)
(Simona Granati/Getty Images)
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Domenica 24 e lunedì 25 maggio si vota in 744 comuni italiani a cui tra due settimane si aggiungeranno 149 comuni della Sardegna, dove per via di regole regionali si voterà il 7 e l’8 giugno. Complessivamente le elezioni riguardano l’11 per cento di tutti i comuni italiani, e potenzialmente 6,2 milioni tra elettori ed elettrici. La gran parte sono comuni molto piccoli (779 hanno meno di 15mila abitanti), ma tra quelli al voto ci sono anche 19 capoluoghi di provincia e un capoluogo di regione, Venezia. La regione con più comuni al voto è la Sardegna (149), seguita da Lombardia (93) e Campania (90).

I seggi sono aperti domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 dalle 7 alle 15. La conta dei voti inizia subito dopo la chiusura. In tutti i comuni si elegge il sindaco insieme al consiglio comunale, con un’unica scheda.

Il modo in cui si vota però cambia a seconda di quanti abitanti ha il comune. La legge distingue due casi: nei comuni sotto i 15mila abitanti si vota con un turno solo, ovvero vince il candidato sindaco che prende più voti, senza bisogno di una soglia minima, e si va al ballottaggio solo se i due arrivano pari; nei comuni sopra i 15mila abitanti invece per essere eletti al primo turno serve superare il 50 per cento dei voti. Se nessuno ci riesce, due settimane dopo si torna a votare al cosiddetto ballottaggio per scegliere tra i due candidati più votati. I ballottaggi, dove serviranno, si terranno domenica 7 e lunedì 8 giugno, con gli stessi orari del primo turno.

Tra le città che andranno al voto, 19 sono capoluoghi di provincia e uno – Venezia – sia di provincia che di regione. Sono Salerno, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Enna, Messina, Tempio Pausania, Sanluri.

A Venezia il sindaco uscente Luigi Brugnaro non può essere rieletto perché ha raggiunto il limite dei due mandati consecutivi. I candidati sono otto, tutti uomini. Il centrosinistra punta su Andrea Martella, senatore del Partito Democratico e segretario regionale del partito, il centrodestra su Simone Venturini, assessore al turismo, al lavoro e alla coesione sociale nella giunta uscente. Gli altri candidati sono Michele Boldrin, Giovanni Andrea Martini, Pierangelo Del Zotto, Claudio Venier, Roberto Agirmo e Luigi Corò.

A Salerno si ricandida Vincenzo De Luca, che dopo due mandati da presidente della Campania torna a correre per la guida della sua città, dove è già stato sindaco quattro volte (tra il 1993 e il 2001 e tra il 2006 e il 2015). A causa degli attuali equilibri tra i partiti della coalizione di centrosinistra, De Luca non si candida per il Partito Democratico, che ha rappresentato mentre era presidente di regione. Mentre il PD non ha presentato nessun candidato, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno candidato Franco Massimo Lanocita, mentre la coalizione di centrodestra sostiene Gherardo Maria Marenghi.

A Prato si vota in anticipo dopo le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti. Il centrosinistra candida Matteo Biffoni, consigliere regionale ed ex deputato, già sindaco della città dal 2014 al 2024; il centrodestra Gianluca Banchelli. In tutto i candidati sono sei. A Lecco il sindaco uscente Mauro Gattinoni, del centrosinistra, prova a ottenere un secondo mandato con la coalizione “Lecco 2031”. Il centrodestra candida Filippo Boscagli, di Fratelli d’Italia. I candidati in tutto sono cinque.

A Reggio Calabria il centrodestra prova a strappare la città al centrosinistra con Francesco Cannizzaro, deputato e vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera, sostenuto anche da Azione. Il centrosinistra corre con Domenico Battaglia. A Crotone ci riprova Vincenzo Voce, eletto la prima volta con una lista civica e questa volta sostenuto dal centrodestra unito. Il centrosinistra schiera l’avvocato Giuseppe Trocino; in corsa anche Fabrizio Meo, con una lista civica.

Ad Arezzo il centrosinistra corre con Vincenzo Ceccarelli, del Partito Democratico ed ex presidente della provincia; il centrodestra con Marcello Comanducci. A Pistoia il centrodestra candida la vicesindaca Annamaria Celesti, il centrosinistra Giovanni Capecchi.

Ad Agrigento la coalizione composta da Lega, Democrazia cristiana, Prima l’Italia e Sud chiama Nord-Noi moderati sostiene Luigi Gentile, mentre Dino Alonge è il candidato di Forza Italia, Udc e Fratelli d’Italia. A differenza del centrodestra, il centrosinistra è unito a sostegno di Michele Sodano. A Enna i candidati sono Mirello Crisafulli per il centrosinistra, Ezio De Rose per il centrodestra e Filippo Fiammetta per un movimento civico.

A Mantova il Partito Democratico, dopo i due mandati di Mattia Palazzi, prova a tenere la città con l’assessore uscente all’ambiente Andrea Murari. Il centrodestra candida Raffaele Zancuoghi, il Movimento 5 Stelle Mirko Gragnato. A Fermo si sono candidati Leonardo Tosoni, di centrodestra, Alberto Maria Scarfini, con una lista civica, e Angelica Malvatani, sostenuta da una coalizione larga che va dal PD ad Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Movimento 5 Stelle, Rifondazione e liste civiche. A Macerata il centrosinistra candida Gianluca Tittarelli, sostenuto da PD, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Casa Riformista e liste civiche, per prendere il posto del sindaco uscente Sandro Parcaroli.