Un uomo è stato ucciso dal Secret Service statunitense dopo aver sparato fuori dalla Casa Bianca

La polizia sul luogo della sparatoria (Aaron Schwartz/Bloomberg)
La polizia sul luogo della sparatoria (Aaron Schwartz/Bloomberg)

Sabato sera un uomo è stato ucciso dal Secret Service statunitense, l’agenzia che si occupa della sicurezza del presidente, dopo che si era introdotto nel perimetro della Casa Bianca a Washington D.C. e aveva sparato dei colpi con una pistola. Si chiamava Nasire Best, aveva 21 anni ed era già noto al Secret Service perché lo scorso luglio aveva oltrepassato i limiti consentiti della Casa Bianca, e altre volte si era aggirato intorno al complesso chiedendo informazioni sulle varie vie di accesso. Un passante è stato ferito nella sparatoria, ma non ci sono informazioni sulle sue condizioni.

Sono stati sparati in tutto una decina di colpi, all’incrocio tra la 17th Street e Pennsylvania Avenue NW, vicino all’Eisenhower Executive Office Building. Best aveva anche un passato di problemi psichiatrici, dicono i media americani, e durante un precedente arresto aveva detto alla polizia di essere Gesù Cristo.

È la terza volta in poche settimane che qualcuno spara nei pressi di un luogo importante di Washington: lo scorso 25 aprile c’era stato il tentato attentato alla cena dei corrispondenti, e il 4 maggio un uomo aveva sparato in direzione di un agente del Secret Service vicino al monumento a George Washington.