Un tribunale russo ha condannato 15 persone all’ergastolo per la strage del 2024 al Crocus City Hall di Mosca

Un tribunale militare di Mosca ha condannato quindici persone all’ergastolo per la strage del 2024 al Crocus City Hall, in cui furono uccise 147 persone e ne furono ferite oltre seicento, in uno degli attacchi armati più gravi della storia recente del paese.
Quattro sono uomini originari del Tagikistan e sono stati giudicati colpevoli di essere gli autori materiali dell’attentato terroristico: durante il processo Shamsidin Fariduni, Dalerdzhon Mirzoyev e Muhammadsobir Fayzov si sono dichiarati colpevoli, mentre Saidakrami Murodali Rachabalizoda ha continuato a dire di essere innocente. Altre undici persone invece sono state condannate per favoreggiamento del terrorismo, con accuse che comprendono il trasporto di armi e munizioni, aiuti economici agli aggressori e legami con gruppi terroristici.
Quattro persone infine sono state condannate a pene tra i 19 anni e 11 mesi e i 22 anni e mezzo di carcere per aver noleggiato un’auto e trovato un alloggio per i quattro autori dell’attentato.

Un soldato della Guardia nazionale russa davanti al Crocus City Hall a Mosca, 22 marzo 2024 (AP Photo/Dmitry Serebryakov)
L’attacco avvenne la sera del 22 marzo del 2024, un venerdì: un gruppo di uomini armati entrò nel teatro nella periferia nordovest della città, poco prima di un concerto, e cominciò a sparare contro i presenti. Gli uomini poi appiccarono un incendio che fece crollare il tetto dell’edificio.
L’attentato fu compiuto dall’ISIS-K, un gruppo terroristico affiliato all’ISIS attivo principalmente in Afghanistan, e venne subito rivendicato dall’ISIS attraverso la sua agenzia di stampa al Amaq. Pochi giorni dopo la Russia, che dapprima aveva accusato indirettamente l’Ucraina, arrestò e accusò i quattro cittadini del Tagikistan di atti terroristici. Il processo era cominciato lo scorso agosto in un tribunale militare, come di consueto per casi legati al terrorismo.


