La Francia vuole difendere altri paesi europei con le proprie armi nucleari
È una proposta del presidente Macron, anche per rispondere al disimpegno statunitense nella difesa dell'Europa

Lunedì il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di come migliorare la difesa della Francia e dell’Europa sfruttando il nucleare. Ha detto due cose notevoli: la prima è che la Francia nei prossimi anni aumenterà il numero delle sue bombe nucleari (al momento sono circa 300). La seconda è che per la prima volta nella sua storia la Francia potrebbe usare queste bombe non solo per difendere sé stessa, ma anche i paesi alleati che lo desiderano. Potrebbe quindi usare le proprie armi nucleari anche in caso di attacco contro altri paesi europei.
Macron ha ipotizzato la costruzione di basi aeree francesi in altri paesi europei: ospiterebbero militari francesi e testate nucleari, che rimarrebbero comunque sotto il controllo francese. Secondo Macron alcuni paesi europei hanno già detto di essere interessati: tra questi la Germania, la Polonia, la Grecia, i Paesi Bassi, il Belgio, la Danimarca e la Svezia.

Tre marinai a bordo di un sottomarino nucleare francese (Getty Images/Alexis Rosenfeld)
La Francia è l’unico paese dell’Unione Europea a disporre di armi nucleari proprie (anche il Regno Unito ne ha, ma non fa più parte dell’Unione Europea).
Dalla fine della Seconda guerra mondiale molti paesi europei hanno fatto affidamento sulla Nato e sulla protezione fornita dagli Stati Uniti. In Europa, anche in Italia, ci sono basi militari statunitensi in cui si trovano testate nucleari. Anche se esistono sistemi di coordinamento queste testate però sono sempre rimaste sotto il controllo degli Stati Uniti. L’idea è che se i paesi della Nato dovessero essere attaccati, gli Stati Uniti potrebbero usarle per difenderli.
Con la seconda presidenza di Donald Trump le cose si sono complicate. Trump si è dimostrato sempre meno disposto a pagare il prezzo della difesa dell’Europa, e anzi ha fatto diventare gli Stati Uniti un alleato di cui diffidare: per esempio minacciando di prendersi la Groenlandia. Per questo i tentativi dell’Europa (e soprattutto della Francia) di diventare più autonoma in termini di difesa hanno subìto una rapida accelerazione.
La Polonia è uno dei paesi maggiormente favorevoli a ottenere il sostegno della Francia, perché è uno di quelli più esposti a una possibile aggressione russa. Il primo ministro Donald Tusk in questo post su X ha scritto che la Polonia «si sta armando con i propri amici, così che nessun paese nemico oserà attaccarci».
La proposta di Macron non è sostenuta da tutti i partiti politici francesi, anzi. Per esempio Jordan Bardella e Marine Le Pen, i leader del partito di estrema destra del Rassemblement National (RN), hanno sostenuto che spostare le armi nucleari francesi al di fuori dei confini nazionali comporterebbe un indebolimento delle difese nazionali. Il prossimo anno in Francia ci saranno le elezioni presidenziali: Macron non può ricandidarsi, e questo progetto potrebbe venire abbandonato.



