Kim Jong Un si sente molto ottimista
Il dittatore nordcoreano ha aperto il più importante evento politico del paese con toni trionfali: è anche merito di Russia e Cina

Il dittatore della Corea del Nord Kim Jong Un ha aperto giovedì il congresso del Partito del Lavoro, il partito unico che domina il paese: avviene una volta ogni cinque anni, ed è il più importante evento politico nazionale. Nel discorso di apertura, Kim ha assunto un tono decisamente positivo: ha detto che la Corea del Nord sta entrando in una nuova èra di «ottimismo e fiducia nel futuro», e che «non c’è mai stato un periodo come questo, in cui abbiamo ottenuto così tanti successi eccezionali a discapito di tutte le sfide e le difficoltà».
Il tono è molto diverso da quello del congresso precedente, nel 2021, quando il paese era tormentato dalle sanzioni internazionali e la sua economia distrutta dal prolungato isolamento provocato dalla pandemia da Covid-19. Allora Kim ammise in maniera piuttosto mesta che le sue politiche non avevano funzionato. Oggi invece le cose sono effettivamente cambiate.
Negli ultimi cinque anni la Corea del Nord ha espanso notevolmente le sue forze armate, ed è diventata a tutti gli effetti un paese nucleare – dotato cioè della bomba atomica. Questo rende molto più solida la sua posizione, perché è improbabile che un eventuale nemico voglia attaccarlo sapendo che rischia una ritorsione con armi nucleari.

I delegati al congresso, 19 febbraio 2026 (EPA/KCNA)
Il paese ha anche ampliato il suo arsenale missilistico e si ritiene che abbia le piene capacità di colpire non soltanto i paesi limitrofi come Corea del Sud e Giappone, ma anche il territorio degli Stati Uniti. Rimangono alcuni dubbi sul fatto che abbia ottenuto la tecnologia per miniaturizzare le testate nucleari in modo da piazzarle sui missili, ma la minaccia è ormai ritenuta concreta: lo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che ormai la Corea del Nord è «una specie di potenza nucleare», e durante il suo secondo mandato, iniziato l’anno scorso, non ha mai minacciato il regime dei Kim, segno probabile che ne conosca la pericolosità.
«Anche sul fronte delle relazioni esterne la posizione del nostro stato si è fermamente consolidata come irreversibile, e questo ha portato grandi cambiamenti nel panorama politico globale e nella nostra influenza», ha detto Kim. Prima dell’apertura del Congresso Kim ha partecipato alla cerimonia di presentazione di 50 nuovi lanciarazzi capaci di trasportare testate nucleari e di colpire la Corea del Sud. (Nel video qui sotto, la cerimonia per la presentazione dei lanciarazzi).
Questi grossi avanzamenti militari sono stati resi possibili soprattutto grazie alla Russia, con cui Kim Jong Un ha stretto un’alleanza nel 2024. La Corea del Nord ha inviato migliaia di soldati per sostenere la Russia nella guerra in Ucraina, e ha venduto alla Russia grandi quantità di armi e munizioni, poco sofisticate ma importanti per lo sforzo bellico. In cambio, la Russia ha ceduto alla Corea del Nord tecnologie militari avanzate: il paese sta lavorando alla costruzione di un sottomarino nucleare, e sta espandendo la propria flotta di droni, l’artiglieria e le difese aeree.
La Russia – assieme al suo altro alleato, la Cina – ha anche fornito alla Corea del Nord l’apertura commerciale necessaria per superare le sanzioni internazionali e risollevare la crescita economica: secondo una stima della banca centrale sudcoreana il PIL della Corea del Nord nel 2025 è cresciuto del 3,7 per cento, anche se il paese rimane estremamente povero.
Pochi giorni prima dell’apertura del Congresso, Kim ha tenuto una cerimonia in cui ha inaugurato nuove abitazioni per le famiglie dei soldati nordcoreani uccisi mentre combattevano per la Russia. Assieme a lui c’era sua figlia Kim Ju Ae, che peraltro indossava anche lei una giacca di pelle, uno degli indumenti simbolo del padre. Molti ritengono che Kim Ju Ae potrebbe essere nominata a succedere al padre già a questo congresso.

Kim Jong Un e sua figlia Kim Ju Ae ispezionano le nuove abitazioni per le famiglie dei soldati morti in guerra, 15 febbraio 2026 (EPA/KCNA)



