Dettaglio dell'homepage di Bookdealer (bookdealer.it)

Ora le piccole librerie italiane hanno un e-commerce in comune

Si chiama Bookdealer e ne fanno parte 124 librerie

Dettaglio dell'homepage di Bookdealer (bookdealer.it)

Giovedì ha aperto un nuovo sito di e-commerce italiano che vende libri: si chiama Bookdealer ed è una piattaforma per permettere alle piccole librerie indipendenti di vendere libri online, farsi trovare più facilmente dai lettori e provare a fare – molto in piccolo, ovviamente – concorrenza ad Amazon.

Bookdealer, creato da Leonardo Taiuti, uno degli editori di Black Coffee, e dal libraio torinese Mattia Garavaglia, è ispirato a Bookshop, un sito americano che fa la stessa cosa. Negli scorsi mesi se ne era parlato perché, nei mesi di confinamento a casa e della chiusura dei negozi per via della pandemia da coronavirus, era servito a molte piccole librerie per continuare a lavorare. In Italia, in assenza di una piattaforma simile, tante librerie si erano attrezzate per fare consegne di libri in autonomia e alcune hanno ottenuto buoni risultati. Forse anche per questo, dopo anni di esperimenti poco riusciti per dare a gruppi di librerie indipendenti una vetrina online, 124 librerie hanno aderito al progetto di Bookdealer. In altri paesi piattaforme simili ci sono da anni: in Francia, ad esempio, quella di Librairies Indépendantes, un’associazione di librerie.

Come funziona Bookdealer
Ci sono due approcci con cui si possono fare acquisti su Bookdealer. Il primo è cercare il libro che si vorrebbe acquistare e poi scegliere la libreria dove comprarlo tra quelle più vicine a casa propria; il secondo è scegliere prima la libreria – magari perché se ne conosce una in particolare e si apprezza il lavoro di chi la gestisce – e poi fare una ricerca tra i libri che vende.

Chi adotta il primo approccio può scegliere in quale libreria fare il proprio acquisto confrontando quelle i cui librai si occupano direttamente della consegna (opzione più economica) e quelle che invece usano un servizio di corriere per le consegne. Delle prime, è indicato quanto tempo ci vuole normalmente per ricevere i libri a casa, a seconda che siano presenti fisicamente nelle librerie o che queste debbano ordinarli dal loro distributore. Un esempio: delle dieci librerie che fanno consegne a domicilio nel quartiere milanese di Città Studi, ce ne sono sei che consegnano i libri il giorno successivo all’ordine se li hanno in negozio; se non li hanno possono impiegare dai due ai sei giorni. Altre hanno bisogno di più tempo anche per le consegne di libri che hanno in negozio.

– Leggi anche: Come funziona una libreria indipendente

Rispetto ai grandi siti di e-commerce, per comprare un libro su Bookdealer ci sono alcuni click in più da fare, ma la nuova piattaforma si rivolge evidentemente a lettori per cui questa piccola “fatica” aggiuntiva non è importante: persone che, anche quando fanno acquisti online, preferiscono comprare libri in una libreria di quartiere, e contribuire al suo benessere economico, piuttosto che su Amazon o altri grandi siti di e-commerce, anche a fronte di maggiori tempi di attesa e di una maggiore spesa. Al momento dell’ordine di un libro su Bookdealer non si sa quanto tempo ci vorrà per riceverlo: solo dopo l’arrivo dell’ordine ai librai, arriva un messaggio di conferma da parte loro che dice se i libri sono presenti fisicamente nella libreria (e quindi velocemente consegnabili) o meno, e di conseguenza una stima dei tempi di consegna.

Bookdealer comunque offre un piccolo valore aggiunto rispetto ai siti delle grandi catene di librerie e ad Amazon: ogni libreria infatti ha una propria pagina dove propone consigli di libri e percorsi di lettura. Sui grandi siti che vendono libri ci sono le recensioni degli utenti e – in alcuni casi – di addetti ai lavori, ma l’idea dietro quelli fatti dai librai è di conservare il rapporto di fiducia personale che si può avere solo con una libreria che si frequenta spesso.

Al momento non è possibile comprare ebook su Bookdealer, ma lo sarà da settembre. Saranno disponibili tutti i principali formati di ebook disponibili in commercio – fatta eccezione per quelli proprietari di Amazon – e anche in questo caso sarà possibile scegliere da quale libreria comprarli. I guadagni derivanti dalle vendite di ebook saranno spartiti in parti uguali tra Bookdealer e la libreria coinvolta, tolta una parte che andrà agli stessi lettori: con un formato di cashback, cioè con buoni sconto da utilizzare per fare altri acquisti sulla piattaforma.

Il modello di business di Bookdealer
Bookdealer è una srl, non un’organizzazione senza scopo di lucro, e la sua esistenza è fondata su un modello di business. Non chiede quote di iscrizione o percentuali sul venduto alle librerie, ma guadagna sul servizio di consegna a domicilio o di spedizione via corriere. Per ogni ordine consegnato a domicilio ottiene 95 centesimi di euro; 60 in caso di spedizione con corriere. Tolto il suo ricavo ciò che i lettori spendono per farsi arrivare i libri (a partire da 1 euro e 90, per le consegne fatte dai librai) copre i costi del servizio. Diverso è il caso, già spiegato, degli ebook, che ovviamente non necessitano di consegne.

– Leggi anche: Perché in Italia si pubblicano così tanti libri

Per le librerie vendere libri attraverso Bookdealer può portare a margini maggiori rispetto a quelli delle vendite in negozio per via della loro quota nella tariffa per la consegna. Possono anche scegliere di rendere più conveniente l’acquisto tramite Bookdealer per i propri clienti fissando delle soglie di spesa oltre le quali la consegna è gratuita: in quel caso è la libreria, in un’ottica di strategia commerciale, che copre la tariffa di Bookdealer. Sta sempre alle singole librerie la scelta di aderire o meno alle campagne promozionali delle case editrici, che si avvicendano nel corso dell’anno.

La questione delle affiliazioni
Una delle particolarità di Bookshop, la piattaforma delle librerie americane, è che ha un proprio programma di affiliazione – quei sistemi con cui i siti di e-commerce danno delle piccole commissioni ai giornali e agli influencer che segnalano i loro prodotti, usati anche dal Post nella sezione Consumismi – che peraltro è particolarmente vantaggioso per chi lo usa. Infatti offre percentuali di guadagno a chi ne fa parte superiori a quelle di Amazon per i libri: l’idea è che influencer e giornali arrivino a preferire i link a Bookshop rispetto a quelli ad Amazon. Il Post ha chiesto a Bookdealer se ha in programma di introdurre un programma di affiliazione simile e la risposta è stata: «Assolutamente sì».