(Enegan)
  • Articolo Sponsorizzato

Come si possono “compensare” le emissioni di anidride carbonica

Il caso di Enegan, una società che fornisce energia, gas e telecomunicazioni (ma anche efficientamento e mobilità elettrica) a "impatto zero"

(Enegan)

Negli ultimi decenni, da quando i temi dell’inquinamento e del riscaldamento globale hanno acquisito sempre più importanza tra i consumatori e all’interno delle istituzioni politiche di tutto il mondo, le aziende hanno dovuto cominciare a preoccuparsi di come ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica, il principale gas che causa l’effetto serra. In questo contesto, nel 2010, è nata Enegan, un’azienda italiana che garantisce ai suoi clienti una fornitura di energia elettrica al cento per cento “verde”, e cioè proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili e quindi a basso impatto ambientale.

Dalla sua fondazione, Enegan fornisce anche gas, con il proposito di ridurre al minimo l’impatto ambientale di tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione. In questo caso però la questione è più complicata: l’uso del metano (o gas naturale) infatti provoca necessariamente emissioni di anidride carbonica (CO2) e l’unico modo per eliminarle è “compensare” queste emissioni con progetti di valore socio-ambientale.

Cosa sono i carbon credits
Quella di compensare il proprio impatto sull’ambiente investendo in iniziative ecologiche parallele è una delle strategie che si sono più diffuse negli ultimi anni. In molti casi le aziende ricorrono ai cosiddetti carbon credits, che furono introdotti nel 2005 dal Protocollo di Kyoto, uno dei più importanti accordi internazionali sul clima e l’ambiente. Sono strumenti finanziari che le aziende possono ottenere sviluppando progetti di conservazione dell’ambiente o facendo investimenti certificati in energie alternative: si ottengono dimostrando di aver “risparmiato” all’atmosfera emissioni di anidride carbonica, cioè di aver investito in progetti che permettono di farlo, come compensazione per le emissioni inquinanti prodotte dalla propria attività. I modi per ottenere carbon credits sono numerosi e vari, e spesso prevedono investimenti in parti del mondo lontane da quelle in cui si lavora.

Il tema è molto attuale in Italia. Da qualche mese si sta discutendo di una proposta per rendere il mercato volontario dei carbon credits – tradotto come “crediti di carbonio”, anche se riguardano l’anidride carbonica – più strutturato. La proposta prevede di istituire un registro che raccolga le informazioni sui crediti generati da progetti forestali e agricoli sul territorio, un sistema che incentiverebbe le aziende a ricorrere a questo tipo di compensazione.

I progetti di Enegan
Nel caso di Enegan, il progetto ecologico per compensare l’impatto ambientale del gas distribuito è Aruba Wind GS, cioè la costruzione e il mantenimento di una parte del parco eolico Vader Piet, sulla costa orientale dell’isola di Aruba, pochi chilometri a nord del Venezuela. Finanziando il parco eolico, Enegan permette la produzione di grandi quantità di energia rinnovabile – quella prodotta dal vento – e un diretto abbattimento delle emissioni di gas serra causate dagli impianti locali che utilizzano combustibili fossili. In questo senso, e sulla base anche della certificazione rilasciata da Carbonsink, una società italiana che certifica carbon credits con i principali standard internazionali, la vendita di gas di Enegan è interamente compensata.

Oltre al progetto di Aruba Wind GS, Enegan è impegnata in diversi altri progetti non direttamente collegati al modello dei carbon credits, ma comunque promotori della sostenibilità ambientale. Uno di questi è la foresta di Enegan, realizzata in collaborazione con Treedom, una startup che permette a chiunque desideri (non solo alle aziende) di piantare alberi in varie parti del mondo. Piantare alberi e contrastare il fenomeno della deforestazione è una delle azioni più immediate che si possano fare per compensare le emissioni di anidride carbonica: le foreste infatti sottraggono CO2 all’atmosfera, diminuendone la concentrazione.

Un altro progetto innovativo nel campo dell’energia ecosostenibile portato avanti da Enegan si chiama E-Cube: è una banca dell’energia, per ora in fase sperimentale, i cui clienti possono depositare energia pulita prodotta ad esempio con i propri pannelli fotovoltaici, sempre più usati dalle aziende, e prelevarla attraverso le colonnine per ricaricare le auto elettriche in città. L’obiettivo è quello di ottimizzare la produzione e l’accumulo di energia proveniente da fonti rinnovabili col risultato, a lungo termine, di abbattere le emissioni di CO2 e incrementare l’uso dei mezzi di trasporto elettrici. Per questo progetto, Enegan ha collaborato con le due amministrazioni comunali di Vinci (sede di Enegan) e di Empoli (sede di una delle aziende che hanno aderito al
progetto pilota), ricordando in più occasioni come l’innovazione e lo sviluppo di nuove soluzioni sul territorio italiano rientri tra gli obiettivi dell’impresa, che è nata e “cresciuta” in Toscana.

Da anni poi Enegan collabora con le scuole per sensibilizzare ed educare i ragazzi ai temi dell’ambiente e della sostenibilità. Con “Elio e i Cacciamostri”, un’iniziativa rivolta agli studenti delle scuole elementari, cerca di insegnare ai bambini la capacità di riconoscere e mettere in pratica piccoli gesti quotidiani utili a tutelare l’ambiente e ridurre l’inquinamento con giochi e materiali didattici. I “mostri” sono le azioni che causano spreco di energia.

Enegan è anche il principale sostenitore dell’associazione non profit Save the Planet, che si occupa di promuovere azioni concrete in tre principali ambiti: il cambiamento climatico, le malattie globali e le catastrofi ecologiche. Tra i progetti attualmente attivi (anche se ancora in fase di raccolta fondi) di Save the Planet c’è quello legato all’Escola Agricola Rainha Dos Apostolos di Manaus, in Brasile, dove ogni anno 120 ragazzi dai 14 ai 18 anni provenienti dalle varie parti dell’Amazzonia studiano tecniche di coltivazione rispettose dell’ecosistema pluviale e sviluppano le competenze necessarie a fronteggiare la crisi che sta vivendo la foresta amazzonica.

Dal 2011 Enegan aderisce al Club Impresa Amica del Meyer, contribuendo all’acquisto di strumentazione medica per l’Ospedale Pediatrico Meyer e all’erogazione di borse di studio per giovani ricercatori e ricercatrici all’interno di prestigiosi istituti di specializzazione pediatrica. Nel 2017 Enegan ha partecipato al progetto Meyermusica, che prevede l’incontro tra musicisti, bambini ricoverati e tutto il reparto ospedaliero. Da molti anni Enegan sostiene in vari modi anche le attività di Dynamo Camp, un’associazione che si occupa di organizzare vacanze in Toscana per bambini con malattie molto gravi provenienti da tutto il mondo. Dal 2016, ogni anno, Enegan ha contribuito con l’acquisto di cavalli addestrati al programma di equitazione di Dynamo, una della attività per bambini e ragazzi più apprezzate.

Qualcosa in più su Enegan
Enegan è un fornitore di energia per certi versi unico in Italia: fin dalla sua nascita ha sempre orientato la propria comunicazione e la propria mission aziendale verso l’ambizioso obiettivo di “salvare il pianeta”. Questo per Enegan significa partire dalla tutela dell’ambiente per estendere poi il proprio intervento ad ambiti come quello della solidarietà, della sostenibilità e dell’innovazione a sfondo sociale. I clienti di Enegan sono privati e aziende che vogliono risparmiare e contemporaneamente contribuire a ridurre l’inquinamento e le emissioni di anidride carbonica, partecipando indirettamente anche ai progetti sociali che l’azienda sostiene sul territorio italiano.

Le aziende piccole e grandi che si rivolgono a Enegan ricevono una consulenza dedicata fatta da esperti e una proposta il più possibile innovativa e orientata alla crescita della loro attività. Per rispondere a queste esigenze, Enegan ha costruito una rete di vendita di 900 persone, che lavorano in tutta Italia. Il servizio clienti di Enegan è interamente gestito da un call center interno all’azienda, che è quindi in grado di offrire assistenza e risolvere problemi più velocemente ed efficacemente di quanto farebbe un servizio esterno come quello che usano molte altre aziende.

TAG: