C’è stata una grande operazione contro una rete di diffusione di materiale pedopornografico

L'hanno portata avanti varie sezioni della Polizia Postale e la procura di Torino e ha portato a decine di perquisizioni, sequestri e tre arresti

(ANSA/ POLIZIA DI STATO)
(ANSA/ POLIZIA DI STATO)

Sabato mattina un’indagine che andava avanti da un anno su un’estesa rete di traffico di materiale pedopornografico ha portato a 50 perquisizioni, al sequestro di materiale per decine di terabyte e all’arresto di tre persone. L’indagine – che ha coinvolto 15 regioni italiane – è stata coordinata dalla procura di Torino e portata avanti dalla Polizia Postale di Torino e dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online, un organo operativo della sede centrale della Polizia Postale, a Roma. Le persone indagate sono accusate di detenzione, diffusione e produzione di materiale pedopornografico.

Fabiola Silvestri, dirigente della Polizia Postale del Piemonte, ha spiegato al Corriere della Sera che per arrivare ai responsabili sono stati fatti dei «veri e propri pedinamenti virtuali», con l’obiettivo di individuare gli indirizzi IP delle connessioni e risalire così all’identità delle persone coinvolte.

I giornali e le agenzie scrivono che il traffico di materiale sarebbe avvenuto tramite una nota app di messaggistica, ma non è ancora chiaro di quale parlino.