Scuole e università rimarranno chiuse in tutta Italia fino al 15 marzo

Lo ha deciso il governo per limitare la diffusione del coronavirus: dall'inizio dell'epidemia ci sono state in tutto 3.089 persone contagiate

Il Politecnico di Milano 
(Claudio Furlan - LaPresse)
Il Politecnico di Milano (Claudio Furlan - LaPresse)

Aggiornamento del 9 marzo
Il governo ha esteso la sospensione delle attività didattiche di ogni ordine e grado (quindi anche le università) a tutte le regioni italiane fino al 3 aprile, e non più fino al 15 marzo come precedentemente stabilito. È una delle misure di isolamento per il coronavirus (SARS-CoV-2) imposte sabato notte sulla Lombardia e su altre 14 province che da martedì saranno estese a tutta Italia, come ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lunedì sera.

Tra le altre cose, le misure prevedono rilevanti limitazioni degli spostamenti, la sospensione delle attività delle palestre, piscine e centri sportivi e le limitazioni per i bar e i ristoranti fino al 3 aprile; saranno anche sospese le competizioni sportive.

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Le scuole e le università di tutte le regioni italiane rimarranno chiuse dal 5 al 15 marzo per precauzione, a causa della diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2). Lo ha deciso il governo dopo una riunione tenuta mercoledì pomeriggio a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri, seguendo le indicazioni fornite da un comitato tecnico-scientifico su richiesta di Conte. Finora le lezioni erano state sospese fino all’8 marzo, ma solo in Liguria, Lombardia, Piemonte, Marche ed Emilia-Romagna.

Secondo gli ultimi dati forniti mercoledì pomeriggio dalla Protezione Civile, da quando è iniziata l’epidemia del coronavirus in Italia, ci sono state 3.089 persone contagiate, comprese quelle morte e quelle guarite.

Attualmente le persone positive al coronavirus sono 2.706 (erano 2.263 martedì), di cui 1.074 in isolamento domiciliare, 1.344 ricoverate con sintomi e 295 in terapia intensiva. Le morti legate in qualche maniera al virus sono 107, 28 in più di ieri, e le persone guarite sono in tutto 276, 116 in più di ieri.

L’86 per cento delle persone attualmente positive si trova in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto: in Lombardia ci sono 1.497 casi, in Emilia-Romagna 516 casi, e in Veneto 345 casi. Nelle altre regioni si contano 82 contagi attualmente positivi in Piemonte, 80 nelle Marche, 37 in Toscana, 31 in Campania, 27 nel Lazio, 21 in Liguria, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 9 in Umbria, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 nella provincia di Trento, 3 in Molise, 2 in Sardegna, 1 nella provincia di Bolzano, 1 in Basilicata,  1 in Calabria.

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Sempre mercoledì la regione Emilia-Romagna ha comunicato che due assessori regionali sono risultati positivi al coronavirus: si tratta dell’assessore alla Sanità Raffaele Donini e dell’assessora alla Montagna Barbara Lori. Inoltre, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha detto di essersi messo in autoisolamento poiché lo scorso 25 febbraio aveva avuto un incontro con l’assessore lombardo Alessandro Mattinzoli, risultato successivamente positivo al virus.

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Mercoledì è stato anche annunciato che la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Napoli e Inter, in programma giovedì sera allo stadio San Paolo, è stata rinviata a data da destinarsi come precauzione. Ieri era stata rinviata anche l’altra semifinale di Coppa Italia, Juventus-Milan.

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