Gui Minhai, uno dei 5 librai di Hong Kong arrestati nel 2015, è stato condannato a 10 anni di carcere

Una manifestazione contro la scomparsa di Gui Minhai (a sinistra) e l'altro libraio Lee Bo a Hong Kong, Cina, 10 gennaio 2016
(EPA/JEROME FAVRE/ANSA)
Una manifestazione contro la scomparsa di Gui Minhai (a sinistra) e l'altro libraio Lee Bo a Hong Kong, Cina, 10 gennaio 2016 (EPA/JEROME FAVRE/ANSA)

Un tribunale cinese ha condannato un libraio di Hong Kong, Gui Minhai, a dieci anni di carcere accusandolo di «aver fornito informazioni segrete all’estero». Gui è stato anche privato dei diritti politici per cinque anni.

Il tribunale ha detto che Gui, che ha anche la cittadinanza svedese, aveva deciso di riprendere la cittadinanza cinese nel 2018: secondo gruppi per i diritti umani, questo consentirebbe alla Cina di negargli altri diritti e assistenza da parte dei diplomatici svedesi nel paese. Intanto la Svezia ha convocato l’ambasciatore cinese a Stoccolma per protestare contro la condanna di Gui e per chiederne la scarcerazione.

La storia di Gui era diventata nota in tutto il mondo quando, nel 2015, scomparve per mesi durante un viaggio in Thailandia. Venne fuori che si trovava in un carcere in Cina insieme ad altri 4 editori e librai, probabilmente per aver pubblicato e venduto libri critici nei confronti dei politici cinesi. Poi Gui era apparso in televisione raccontando di essersi consegnato alle autorità cinesi e confessando un omicidio stradale colposo avvenuto un decennio prima. Era stato liberato nell’ottobre del 2017, poi a gennaio 2018 era stato nuovamente arrestato.

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