Sono stati firmati due accordi preliminari per il salvataggio della fabbrica di Pernigotti a Novi Ligure

(ANSA)
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Sono stati firmati due accordi preliminari per il salvataggio dello stabilimento dell’azienda dolciaria Pernigotti, che si trova a Novi Ligure, in Piemonte. Gli accordi, firmati in seguito a un incontro che si è tenuto presso il ministero dello Sviluppo economico, prevedono la reindustrializzazione dello stabilimento, la sua continuità operativa e il mantenimento del posto di lavoro di tutti i suoi dipendenti. Il Corriere della Sera scrive che all’incontro hanno partecipato il ministro Luigi Di Maio, i sindacati e, soprattutto, l’imprenditore Giordano Emendatori, che rileverà una parte della Pernigotti (quella che si occupa di «preparati per gelati») e la cooperativa torinese Spes, «che rileverà il ramo d’azienda che produce il cioccolato e il torrone».

La Pernigotti fu fondata nel 1860 da Stefano Pernigotti e all’inizio era una drogheria famosa per il torrone. Il suo successo è tuttavia legato soprattutto al gianduiotto, il cioccolatino inventato a Torino nel 1865, che Pernigotti iniziò a produrre industrialmente nel 1927. Nel 1935 acquistò Sperlari e un anno dopo avviò la produzione dei preparati per gelateria, una delle maggiori fonti di entrate. Nel 1971 acquistò la Streglio, specializzata in prodotti a base di cacao mentre negli anni Ottanta attraversò una crisi che portò alla vendita di Sperlari, nel 1981 alla statunitense H. J. Heinz Company. Nel 1995 Stefano Pernigotti, rimasto senza eredi dopo la morte dei due figli in un incidente stradale, vendette il marchio alla famiglia Averna che lo cedette nel 2013 al gruppo turco della famiglia Toksöz, attivo nel settore dolciario, farmaceutico ed energetico. Fu proprio la Toksöz che circa un anno fa annunciò la chiusura dello stabilimento di Novi Ligure, spiegando però che non intendeva cedere il marchio Pernigotti.