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  • Lunedì 17 giugno 2019

Non c’è ancora una spiegazione per il grande blackout in Argentina e Uruguay

È dipeso da un errore dei computer che gestiscono il sistema elettrico, ma non si sanno le cause

Una stazione della metro di Buenos Aires senza corrente elettrica durante il blackout (AP Photo/Tomas F. Cuesta)
Una stazione della metro di Buenos Aires senza corrente elettrica durante il blackout (AP Photo/Tomas F. Cuesta)

Domenica 16 giugno un enorme blackout ha colpito Argentina e Uruguay, lasciando quasi 50 milioni di persone senza energia elettrica per diverse ore. Il blackout è cominciato verso le 7 di mattina (ora locale) ed è terminato solo dopo le 14. Le compagnie argentine Edesur e Edenor hanno detto di aver ripristinato il servizio al 100 per cento dei loro clienti, mentre l’uruguaiana UTE ha detto che l’energia elettrica è tornata al 98,5 per cento della popolazione, aggiungendo che resta un 1,5 per cento ancora interessato dal blackout nella capitale Montevideo.

In una conferenza stampa tenuta poco prima che il problema venisse risolto, il ministro dell’Energia dell’Argentina, Gustavo Lopetegui, ha detto che il problema è stato causato da un guasto al Sistema di interconnessione (Sadi) – il servizio che collega le diverse centrali del paese – tra le centrali idroelettriche di Yacyretá e Salto Grande. Dopo l’interruzione della trasmissione di energia tra le due centrali, il problema si sarebbe esteso a tutto il resto della rete elettrica del paese. Lopetegui ha aggiunto che il problema è stato causato da un errore dei computer che controllano il servizio, e che non dipenderebbe da un intervento umano.


Lopetegui ha continuato spiegando che le cause dell’errore non sono ancora note, e che sarà avviata un’indagine per scoprirle. Ha anche specificato che l’ipotesi che sia stato causato da un attacco informatico per ora non è tra quelle prese in considerazione. «Non ci sono ragioni per cui sia successo, ma è successo ed è qualcosa di molto grave: non possiamo lasciare il paese senza elettricità da un momento all’altro. Dobbiamo andare fino in fondo per capire cosa è successo e punire coloro che sono responsabili di non aver fatto qualcosa che era di loro responsabilità. Ma lo sapremo in 15 giorni», ha detto.

Al problema argentino è stata attribuita la responsabilità anche del blackout in Uruguay dove, come ha spiegato la società UTE, l’interconnessione con le reti dei paesi vicini è necessaria per compensare cali o scompensi del servizio. Anche il presidente argentino Mauricio Macri ha detto che il fatto è stato «un caso inedito che sarà investigato a fondo». In un’intervista in tv il capo della Protezione civile, Daniel Russo, ha detto che le cause «potrebbero essere legate a un fenomeno meteorologico».

Quello che si dovrà appurare è cosa abbia causato l’interruzione della trasmissione di energia in un momento in cui non c’era nessun picco di utilizzo. In Sudamerica infatti in questo periodo è inverno e il picco massimo di richiesta è di 12mila Megawatt, una cifra piuttosto bassa rispetto ai 25/26mila Megawatt che si possono raggiungere in estate. Inoltre, al momento del problema erano le 7 di mattina: molte persone stavano ancora dormendo, cosa che rende il blackout ancora più insolito.