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  • martedì 20 novembre 2018

Un ascensore è precipitato per 84 piani e nessuno si è fatto niente

È successo venerdì a Chicago in seguito alla rottura di un cavo, ma è un evento rarissimo

(Scott Olson/Getty Images)

La mattina di venerdì 16 novembre un ascensore di un grattacielo di Chicago, negli Stati Uniti, è precipitato per 84 piani con sei persone dentro. Nessuno si è fatto niente. Le persone sono uscite dall’ascensore illese e nessuna di loro ha avuto bisogno di ricevere cure in ospedale. L’incidente è avvenuto nel grattacielo di 875 North Michigan Avenue, fino all’anno scorso conosciuto come “John Hancock Center”, il quarto più alto della città e il dodicesimo più alto al mondo.

L’ascensore ha iniziato la sua caduta al 95esimo piano, dove le sei persone, tra cui una donna incinta, avevano appena lasciato la “Signature Room”, un bar con vista panoramica sulla città, e si è fermato all’11esimo piano. Secondo le prime ricostruzioni, a causare la caduta sarebbe stata la rottura di uno o più cavi, ma non è ancora chiaro come e perché l’ascensore sia caduto fino all’11esimo piano nonostante ci fossero diversi altri cavi a sorreggerlo e nonostante la presenza del freno d’emergenza. Sul motivo della rottura, comunque, le indagini sono ancora in corso.

«Ho pensato che stavamo tutti per morire», ha detto a CBS Chicago Jaime Montemayor, un turista messicano che era tra le sei persone coinvolte nell’incidente. «All’inizio stavamo scendendo ma poi ho capito che stavamo cadendo e dopo ho sentito un rumore simile a un “clack clack clack clack clack clack”». Sua moglie, Maria Castillo, anche lei nell’ascensore, ha raccontato che l’ascensore ha preso velocità improvvisamente, pochi secondi dopo la chiusura delle porte, e che durante la caduta nella cabina è entrata quella che sul momento le è sembrata polvere.

Quando la cabina si è bloccata all’undicesimo piano le sei persone a bordo, che pensavano di essere cadute solo per un paio di piani, hanno avvertito la sicurezza dell’edificio, che ha a sua volta contattato i vigili del fuoco. Questi ultimi, una volta arrivati, hanno dovuto creare un’apertura in un muro di cemento, dato che all’11esimo piano non ce n’era una, per poter arrivare all’ascensore ed aprire le porte: l’operazione di salvataggio è durata in tutto tre ore. Il capo dei vigili Patrick Maloney ha raccontato che l’operazione è stata particolarmente complessa perché non si è potuto fare un salvataggio entrando dall’alto.

Quante probabilità ci sono che accada una cosa del genere?

Gli ascensori si possono dividere, a grandi linee, in due categorie: quelli a trazione elettrica ad argano e quelli a trazione oleodinamica. I primi funzionano con un motore elettrico che fa girare una ruota attorno a cui scorrono degli spessi cavi di acciaio, a cui sono appesi da una parte la cabina e dall’altra un contrappeso. Nei secondi invece il motore aziona una pompa ad olio. Per far salire la cabina la pompa spinge del fluido in un pistone, mentre per farla scendere il pistone si svuota lentamente del fluido.

Tra i primi rientra quello precipitato a Chicago, ma generalmente le probabilità che in un ascensore del genere la rottura di un cavo ne provochi la caduta sono molto basse. Gli ascensori infatti sono di solito sostenuti da sei o otto cavi, ciascuno dei quali è abbastanza robusto da reggere l’intera cabina più il venticinque per cento del suo peso. Inoltre c’è un apposito cavo collegato a un apparecchio che registra se l’ascensore sta scendendo più velocemente della velocità massima prevista: in quel caso attiva i freni di emergenza, un tempo costruiti in bronzo, che sono installati nel vano in cui scorre la cabina e la fermano in modo abbastanza lento da non causare pericoli a chi ci sta dentro. Come mai i cavi integri dell’ascensore di Chicago non abbiano retto da soli il peso della cabina, e come mai il freno d’emergenza abbia impiegato così tanto tempo ad attivarsi, è ancora da chiarire. Ad ogni modo, nel caso in cui vi capitasse la rarissima situazione di trovarvi in un ascensore che precipita, ricordate che la cosa migliore da fare è stendersi a terra, e non cercare di assorbire l’impatto piegando le ginocchia. E lasciate perdere il “saltino“.

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