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  • sabato 13 ottobre 2018

Cosa pensa Trump del presunto omicidio del giornalista Jamal Khashoggi

Che è «terribile e ripugnante» e che sta pensando a una «severa punizione» nel caso in cui il coinvolgimento dell’Arabia Saudita fosse confermato

Donald Trump intervistato dalla trasmissione 60 Minutes

In un’intervista data alla trasmissione televisiva statunitense 60 Minutes, che andrà in onda integralmente domenica sera, Donald Trump ha commentato il presunto omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, dopo giorni di risposte vaghe e inconcludenti.

Nonostante non ci sia ancora la certezza, le ricostruzioni fatte finora sembrano indicare che Khashoggi sia stato ucciso all’interno del consolato saudita a Istanbul, in Turchia, da agenti inviati dal regime saudita. Trump ha detto che esponenti del governo saudita gli hanno negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, ma ha aggiunto di non escludere che possa venire confermata l’ipotesi opposta. Ha inoltre promesso una «severa punizione» nei caso in cui il coinvolgimento dell’Arabia Saudita fosse confermato.

Ma l’Arabia Saudita non stava cambiando?

In un’anticipazione dell’intervista diffusa da 60 Minutes, si sente Trump usare parole piuttosto dure sulla vicenda, diversamente da quanto aveva fatto fino ad oggi. Lui stesso in un passaggio definisce l’omicidio «terribile e ripugnante» e aggiunge, rivolgendosi all’intervistatrice, che le sue affermazioni potrebbero sorprenderla.

«Quest’uomo era un giornalista. C’è qualcosa – sarà sorpresa di sentirmelo dire – c’è qualcosa di davvero terribile e ripugnante, se venisse fuori che le cose sono andate così»

Finora Trump e la sua amministrazione erano stati molto prudenti a criticare il regime saudita, e in particolare il principe ereditario Mohammed bin Salman, l’uomo più potente del regno con cui Trump ha stabilito da tempo un rapporto di fiducia. Secondo diversi analisti, era stato proprio l’appoggio indiscriminato di Trump verso il regime di Riyadh a spingere Mohammed bin Salman a fare mosse aggressive e spericolate (tra cui il sequestro del primo ministro libanese Saad Hariri e l’embargo praticamente totale sul Qatar). È per questa ragione che un’eventuale ritorsione decisa da Trump contro l’Arabia Saudita sarebbe così rilevante: potrebbe cambiare la politica adottata finora dagli Stati Uniti nei confronti del loro alleato più importante nella regione del Golfo Persico.

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