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  • venerdì 13 novembre 2015

Ci sono novità sul colpo Lufthansa del 1978, quello di “Quei bravi ragazzi”

Un nuovo accusato – l'ottantenne Vincent Asaro – è stato dichiarato innocente a sorpresa a New York, ed è tornato in libertà

(Spencer Platt/Getty Images)

Nel 1978 alcuni criminali statunitensi – quasi sicuramente mafiosi – organizzarono e portarono a termine con successo quello che è noto come il “colpo Lufthansa”, una delle più grandi e famose rapine della storia degli Stati Uniti. La rapina fu organizzata all’Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York e chi la fece rubò circa 6 milioni di dollari – cinque in contanti e uno in diamanti – da un caveau nell’aeroporto di Lufthansa, la principale compagnia aerea tedesca. A quel colpo partecipò tra gli altri anche Henry Hill, il mafioso morto nel 2012 la cui storia è raccontata nel romanzo Il delitto paga bene di Nicholas Pileggi, da cui Martin Scorsese trasse nel 1990 uno dei più famosi e meglio riusciti gangster-movie della storia del cinema: il film Quei bravi ragazzi (Goodfellas, in inglese).

La gran parte dei soldi e dei diamanti rubati nel 1978 non sono mai stati recuperati e le indagini su quel colpo vanno avanti da decenni senza grandi risultati. Una possibile svolta nelle indagini sul colpo Lufthansa ci fu nel gennaio 2014, quando fu arrestato, insieme ad altri, Vincent “Vinny” Asaro, presunto mafioso accusato di aver preso parte al colpo. Giovedì 12 novembre una corte federale di Brooklyn, a New York, ha però deciso che Asaro non è colpevole, lasciandolo tornare in libertà.

Il New York Times spiega che la decisione della corte federale ha lasciato «sbalorditi» molti dei presenti, perché ad accusare Asaro, che ha 80 anni, erano le testimonianze di alcuni dei più importanti esponenti della mafia newyorkese e le registrazioni di un informatore dell’FBI. Asaro era accusato di quello che in Italia definiremmo “associazione mafiosa”, di estorsione e di omicidio: per esempio per aver strangolato con il collare di un cane un sospetto informatore dell’FBI, nel 1969.

Asaro – che su un braccio ha tatuato la scritta “la morte prima del disonore” – è molto sospettato di essere affiliato alla famiglia Bonanno, una delle cinque famiglie mafiose che da decenni operano a New York e non solo. Per quanto riguarda il colpo Lufthansa, Asaro era accusato di aver atteso che i suoi presunti complici finissero la rapina stando in un’auto a circa due chilometri dall’aeroporto, insieme a Jimmy Burke, il personaggio interpretato da Robert De Niro in Quei bravi ragazzi (nel film Burke si chiama Jimmy Conway, il suo vero nome). Burke è uno dei protagonisti del film: è lui che introduce il protagonista Henry Hill nel mondo della mafia e dei gangster, è lui quello che si pensa elaborò il piano per il colpo Lufthansa ed è lui che, per avidità decise, dopo la rapina, di provare a impossessarsi della parte di bottino che spetterebbe agli altri complici. Burke è morto nel 1996, mentre scontava un ergastolo.

Il processo nei confronti di Asaro durava da circa tre settimane e i giurati – a cui il giudice aveva concesso l’anonimato – erano riuniti da lunedì 9 novembre per prendere la loro decisione. Per poter accusare Asaro di aver preso parte al crimine organizzato era necessario che la giuria lo dichiarasse colpevole di almeno due dei 14 crimini di cui era accusato, e non sarebbe nemmeno stata necessaria la provata colpevolezza in un omicidio perché Asaro potesse essere condannato all’ergastolo.

Asaro viene descritto come un “presunto” e “sospetto” mafioso: sono molti gli elementi che farebbero pensare a un suo ruolo nella malavita newyorkese degli ultimi decenni, ma sono sempre mancate solide prove o comunque condanne definitive. Asaro è stato spesso arrestato, è stato spesso in prigione, ma mai per crimini davvero rilevanti. Allo stesso modo c’è un grande sospetto – praticamente la certezza – che il colpo Lufthansa fu organizzato dalla mafia: non c’è però mai stato nessun mafioso direttamente condannato per quel colpo, spiega il New York Times. Le vicende che riguardano quel colpo sono più o meno note – l’opinione generale è che Quei bravi ragazzi le racconti in modo piuttosto fedele – ma le condanne per quelli che si pensa vi presero parte sono arrivate per altri crimini, non esplicitamente e direttamente legati a quel furto. Uscendo dal tribunale dopo la sentenza, Asaro ha detto ai giornalisti: «Non credete a tutto quello che vedete nei film». Poco dopo Asaro ha detto al suo avvocato, scherzando – e mostrando una certa sicurezza: «Sam, non fargli vedere il cadavere nel bagagliaio».

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