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  • Martedì 19 maggio 2015

Il “calcioscommesse”, un’altra volta

Questa volta si parla di Lega Pro e Serie D: c'entra un'inchiesta di Catanzaro, riguarda 33 squadre e ha portato a 50 arresti

PAUL ELLIS/AFP/Getty Images
PAUL ELLIS/AFP/Getty Images

In Italia oggi sì è tornati a parlare di calcio e scommesse. La storia non riguarda però la famosa inchiesta iniziata dalla procura di Cremona, le cui indagini si sono chiuse a febbraio, ma di un’altra, nuova e diversa, che riguarda in questo caso scommesse clandestine relative a partite di Lega Pro – il terzo e più basso livello del calcio professionistico – e di Serie D, il più importante campionato organizzato dalla Lega nazionale dilettanti. La nuova indagine è partita da Catanzaro e riguarda le partite giocate da 33 squadre di Lega Pro e Serie D. La Stampa scrive che l’indagine «avrebbe accertato l’esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D» e ha portato a circa 50 arresti di calciatori, presidenti, dirigenti”. Tra loro ci sarebbero anche «un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della ’ndrangheta operante nella provincia di Lamezia Terme, e un poliziotto».

LE PARTITE COMBINATE
Sono una cinquantina i fermi emessi. La nuova indagine sul calcioscommesse (condotta dagli uomini del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Catanzaro) avrebbe accertato l’esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D. In manette sono finiti anche due dirigenti del Monza Calcio: Mauro Ulizio (oggi dirigente Pro Patria) e l’attuale direttore sportivo Gianni Califano.

L’OMBRA DELLA ’NDRANGHETA
I poliziotti di Catanzaro hanno operato nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova e Savona. Fra i personaggi coinvolti nell’indagine, oltre a calciatori ed ex, presidenti e dirigenti di club, figurano anche soggetti stranieri, un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della ’ndrangheta operante nella provincia di Lamezia Terme, e un poliziotto. Il direttore dello Sco (Servizio centrale operativo) Renato Cortese ha definito «esorbitanti le ramificazioni della ’ndrangheta non solo nei settori classici in cui operano le cosche ma anche nel mondo dello sport».

GLI INCONTRI
Era proprio indagando sulla cosca Iannazzo di Lametia Terme che gli uomini della Mobile di Catanzaro e dello Sco centrale, hanno scoperto il mondo delle partite «alterate». Ne hanno documentate ben 15 di Lega Pro e 13 di Lega nazionale dilettanti. Partite dei campionati appena terminati, mentre sono in corso i gironi di promozione e retrocessione. In tutto le squadre coinvolte sono 33. Non si può quindi parlare di «mele marce» ma di un sistema. Nelle oltre 1.300 pagine del fermo di polizia, si racconta tutto, le partite truccate, i soldi, i riferimenti.

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