Dodici canzoni di Franco Battiato

Oggi compie gli anni, ed è uno che ha scritto versi più conosciuti di quelli dell'Infinito di Leopardi

L’animale
(Mondi lontanissimi, 1985)
Una canzone d’amore non lusinghierissima nei confronti della destinataria, il desiderio nei confronti della quale è fatto risalire all’“animale che mi porto dentro”. Riflessione sulla propria schizofrenia, sul far convivere le inclinazioni solitarie con le passioni più bestiali.

No time no space
(Mondi lontanissimi, 1985)
La strofa è sfinente, con il solito apparato di civiltà sepolte, avanguardie di un altro sistema solare, viaggiatori anomali e territori mistici. Ma il ritornello è liberatorio, malgrado – anzi forse grazie a – l’accento inglese un po’ legnoso del professore.

E ti vengo a cercare
(Fisiognomica, 1988)
La canzone d’amore più limpida e semplice che gli sia mai venuta. Certo, non è “ti amo, mi manchi, senza di te non vivo”, naturalmente: ma è la versione Battiato di “ti amo, mi manchi, senza di te non vivo” (“questo sentimento popolare nasce da meccaniche divine, un rapimento mistico e sensuale m’imprigiona a te”). Ne fecero una bellissima cover i CSI, con la partecipazione dell’autore.

Alexander Platz
(Giubbe rosse, 1989)
La cantò prima Milva, nell’album Milva e dintorni del 1982. “Alexander Platz, auf wiedersehen, c’era la neve” è una citazione di “Auschwitz” di Guccini (“ad Auschwitz c’era la neve”).

Te lo leggo negli occhi

(Fleurs, 1999)
Nel 1999 Battiato fece un inatteso disco di covers pop, attingendo prevalentemente al repertorio italiano degli anni Sessanta. Fu un’operazione geniale e beneme
rita: alcune delle sue versioni era
no un po’ meno belle degli origi
nali, ma gli originali non se li ricordava nessuno, ed erano scelte stupende di De André, Brel, Endrigo (”Aria di neve” e “Te lo leggo negli occhi”).

Insieme a te non ci sto più
(Fleurs 3, 2002)
Era di Caterina Caselli, scritta da Paolo Conte e Vito Pallavicini. Poi Nanni Moretti la usò sia in Bianca che in La stanza del figlio e tornò sulla cresta dell’onda. Battiato la cantò nel secondo volume di cover, intitolato bizzarramente Fleurs 3. “Arrivederci amore ciao…”.

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