La Russia vista da Boris Nemtsov

Il noto oppositore di Putin ucciso ieri a Mosca aveva scritto pochi mesi fa che «la Russia sta sprofondando verso un mondo di bugie, violenza, oscurantismo e paranoie da vecchio impero»

Boris Nemtsov – 55 anni, importante politico liberale russo ucciso ieri da alcuni colpi di arma da fuoco in centro a Mosca – era da anni molto critico con il presidente russo Vladimir Putin, contro cui aveva organizzato diverse manifestazioni di protesta. Da alcuni mesi criticava soprattutto la scelta di Putin di sostenere i ribelli ucraini filo-russi. In un editoriale scritto a settembre del 2014 per Kyiv Post, sito di news ucraino in lingua inglese, Nemtsov aveva definito «una follia» il fatto che «la Russia e l’Ucraina siano oggi in guerra». Nemtsov aveva inoltre utilizzato parole molto dure per descrivere la Russia di oggi.

 «La Russia sta sprofondando verso un mondo di bugie, violenza, oscurantismo e paranoie da vecchio impero»

Non si sa ancora nulla su chi siano gli uomini che hanno sparato a Nemtsov, anche se diversi esperti e analisti credono che il suo omicidio sia il risultato di un certo clima politico che si è sviluppato in Russia sotto la presidenza di Vladimir Putin. In una recente intervista del 10 febbraio al magazine Sobesednik, Nemtsov aveva risposto così a una domanda diretta dell’intervistatore, che gli chiedeva se avesse paura di essere ucciso da Putin: «Sì, un poco. Non quanto mia madre, eppure… E però, non ho una grandissima paura di lui».

foto: AP Photo/Misha Japaridze

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