10 canzoni di Elvis Presley

Da riascoltare oggi che avrebbe compiuto 80 anni (anzi, li compie: come si sa, è vivo da qualche parte)

In the ghetto
(From Elvis in Memphis, 1969)
Sempre dalle Memphis Sessions, la prima canzone di impegno di Elvis, tra molte preoccupazioni diplomatiche del suo staff. In un grigio e freddo mattino nasce un bambino, nel ghetto di Chicago, e se nessuno si occupa di lui diventerà un piccolo delinquente, e poi un giovane criminale, e finirà ammazzato mentre starà nascendo un bambino, nel ghetto di Chicago, in un grigio e freddo mattino…

I just can’t help believin’
(That’s the way it is, 1970)
Ballatona: lui quasi ha paura di crederci, che lei davvero gli stia dando la mano, che dorma con lui, che gli sussurri cose dolci. Se lo ripete tre, quattro, cinque volte: questa è la volta buona, “this time the girl is gonna stay, for more than just a day”. Chissà cosa ha spinto le altre ad andarsene dopo le prime ventiquattr’ore.

Burning love

(Burning love and hits from his movies, 1972)
L’ultima canzone di Elvis a entrare nei primi dieci (con lui vivo). Nel 2005, le agenzie di stampa riferirono di una donna australiana che aveva colpito ripetutamente il suo compagno con delle forbici perché non sopportava più di sentirgliela suonare. Lui se la cavò.

The wonder of you
(On stage: February 1970, 1970)
E qui vorresti essere a Las Vegas, quasi quarant’anni fa, a goderti l’attacco trionfale e rassicurante, perfetto per concludere un concerto. Mai incisa in studio, sempre eseguita dal vivo.

Always on my mind

(Separate ways, 1973)
“Forse non ti ho amato proprio nel modo giusto
Forse non ti ho abbracciato quanto avrei dovuto
Avrei potuto fare e dire molte piccole cose
E non ne ho mai avuto il tempo
Ma ti ho pensata sempre
Ti ho pensata sempre”

« Pagina precedente 1 2