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  • Domenica 23 novembre 2014

Hamilton ha vinto il Mondiale di Formula 1

È arrivato primo nell'ultima gara, al termine di una stagione in cui se l'è giocata contro il suo compagno di squadra Rosberg: per Hamilton è il secondo titolo dopo quello del 2008

Lewis Hamilton. 
(Clive Mason/Getty Images)
Lewis Hamilton. (Clive Mason/Getty Images)

Aggiornamento ore 16
Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio di Abu Dhabi (ordine di arrivo) e, di conseguenza, è il nuovo campione del mondo di Formula 1. Il suo rivale Nico Rosberg ha avuto problemi con la macchina e non ha ottenuto punti: ha tagliato il traguardo in tredicesima posizione.

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Domenica si correrà il Gran Premio di Abu Dhabi di Formula 1, la categoria di corse automobilistiche più importante e famosa al mondo: sarà l’ultima gara della stagione, cioè la diciannovesima, e si deciderà il pilota vincitore del campionato del mondo. Se lo giocano i due piloti della squadra tedesca Mercedes: l’inglese Lewis Hamilton ha 334 punti in classifica, il compagno di squadra tedesco Nico Rosberg ne ha 317. Nella gara di oggi Rosberg partirà in pole position, Hamilton appena dietro. Tra i due piloti ci sono 17 punti di distanza: non sono sufficienti per garantire già matematicamente a Hamilton la vittoria del Mondiale, dato che in Formula 1 una vittoria vale 25 punti e un secondo posto ne vale 18. Inoltre, per questa ultima gara della stagione, per la prima volta è stata introdotta una regola che modifica il normale sistema di assegnazione dei punti: ogni posizione dalla prima alla decima varrà il doppio dei punti che vale solitamente.

Che stagione è stata
Il campionato del mondo di Formula 1 del 2014 è stato uno dei più squilibrati di sempre: già nella prima parte della stagione, il dominio tecnico della Mercedes ha praticamente escluso dalla competizione per la vittoria finale tutti i piloti non-Mercedes. Su 18 gare disputate, 15 le ha vinte uno tra Hamilton o Rosberg, e in 11 occasioni – mai successo nella storia della Formula 1 – i due piloti sono arrivati al traguardo uno dietro l’altro (cioè 11 doppiette, come usano dire i giornalisti). La squadra Mercedes ha costruito una macchina nel complesso nettamente migliore rispetto a quelle di tutti i suoi concorrenti (in parte era un fatto già noto da dicembre scorso). A causa di alcune grosse modifiche al regolamento, le squadre hanno dovuto cambiare radicalmente il loro modo di costruire le macchine: la Mercedes ci ha lavorato meglio e ci si è dedicata più a lungo (nelle precedenti stagioni non competeva per il titolo).

Quest’anno, inoltre, al posto del tradizionale motore le macchine utilizzavano un aggeggio molto più complesso, in gergo chiamato “power unit”: oltre che essere un motore in senso stretto, integra due distinti sistemi di recupero dell’energia, sia quella termica che quella cinetica. A detta di tutti, Mercedes ha costruito la “power unit” migliore. In tutte le gare della stagione la pole position – la prima posizione sulla griglia di partenza – è stata ottenuta da una macchina equipaggiata con una “power unit” Mercedes (4 squadre, tra le quali anche la squadra Williams).

Lewis Hamilton e Nico Rosberg
Il dominio tecnico schiacciante della squadra Mercedes ha comunque prodotto una lotta molto avvincente, e non ancora chiusa, tra i suoi due piloti Hamilton e Rosberg, che hanno entrambi 29 anni e sono considerati tra i migliori della loro generazione. Lewis Hamilton, da molti considerato il più veloce in assoluto tra i piloti attualmente in Formula 1, ha già vinto un campionato: nel 2008, guidando per la squadra McLaren. Nella sua carriera, Hamilton ha ottenuto probabilmente risultati inferiori rispetto a quelli che il suo talento avrebbe potuto garantirgli: questo è successo soprattutto per alcuni limiti tecnici delle macchine che ha guidato prima di questa stagione, ma anche per un’eccessiva imprudenza che lo ha portato a commettere diversi errori. Ma sul talento puro non c’è storia: tra gli osservatori, soltanto Alonso beneficia di considerazioni e apprezzamenti paragonabili a quelle che si hanno di Hamilton.

Nico Rosberg non ha mai vinto un Mondiale di Formula 1, ma c’è da dire che ha guidato macchine meno forti rispetto a quelle di molti suoi avversari, anche meno bravi di lui. Il suo miglior risultato in un campionato mondiale è stato il sesto posto ottenuto nel 2013, sempre con Mercedes. Hamilton e Rosberg si conoscono praticamente da una vita e, almeno fino a un paio di stagioni fa, erano considerati grandi amici: hanno partecipato agli stessi campionati nelle categorie minori e, avendo la stessa età, sono sportivamente cresciuti insieme. La loro rivalità è nata di fatto in questa stagione: sia a causa della posta in palio, sia a causa di alcuni scontri in pista e contrasti all’interno della squadra.

(Hamilton e Rosberg, giovanissimi, mentre correvano in Formula A, la massima categoria nei kart)

Punti raddoppiati
Solo per questo ultimo Gran Premio della stagione i punti valgono doppio: ciascun pilota dalla prima alla decima posizione – quelle che nei Gran Premi di Formula 1 valgono punti – prenderà il doppio dei punti che avrebbe altrimenti ottenuto per quella stessa posizione in una “normale” gara del campionato. Chi vince prende 50 punti invece che 25, per capirci. E quindi, per le posizioni dalla prima alla decima, saranno assegnati rispettivamente 50, 36, 30, 24, 20, 16, 12, 8, 4 e 2 punti.

Si tratta una regola già nota fin dall’inizio della stagione, introdotta dagli organizzatori del Mondiale di Formula 1 per rendere più avvincente il campionato e prolungare la competizione per il primo posto. Dovrebbe servire a evitare che i giochi possano chiudersi già prima dell’ultima gara, eventualità non così rara in Formula 1. In questo modo si evita soprattutto che i diritti televisivi per la trasmissione delle gare di Formula 1, compresa l’ultima, generino profitti inferiori per gli acquirenti. In questo caso, per quanto riguarda l’assegnazione del titolo, qualcosa cambia ma non moltissimo: tra i prime due in classifica ci sono 17 punti di differenza. Hamilton non l’avrebbe già matematicamente chiusa neppure con la normale assegnazione dei punti.

Rosberg vince il Mondiale solo se
17 punti di differenza sono obiettivamente molti, considerando soprattutto che non ci sono attualmente squadre in grado di competere con Mercedes. A Hamilton per vincere il Mondiale basta arrivare secondo. Rosberg potrebbe vincerlo soltanto nel caso in cui si verifichi una di queste coincidenze:

• Hamilton arriva terzo, e Rosberg vince il Gran Premio
• Hamilton arriva sesto, e Rosberg arriva almeno secondo
• Hamilton arriva settimo o ottavo, e Rosberg arriva almeno terzo
• Hamilton arriva nono, e Rosberg arriva almeno quarto
• Hamilton arriva decimo o peggio, e Rosberg arriva almeno quinto

Chi lo merita, il Mondiale?
In questa stagione Rosberg è stato mediamente più veloce di Hamilton in qualifica: ha ottenuto 11 pole position, Hamilton 7. In gara è andata diversamente: Hamilton si è dimostrato un pilota sostanzialmente più forte. Fino al Gran Premio d’Italia – vinto da Hamilton, seguito da Rosberg – i due se la stavano giocando più o meno alla pari, sebbene un ritiro di Hamilton nel precedente Gran Premio del Belgio avesse avvantaggiato molto Rosberg in termini di punti. Poi, nel Gran Premio di Singapore, Rosberg si è ritirato e Hamilton ha vinto: l’equilibrio si è probabilmente interrotto in quel momento della stagione.

Nel Gran Premio degli Stati Uniti, alcune settimane fa, c’è stato anche un sorpasso in pista molto significativo, più che per i punti per il suo valore simbolico: Rosberg era al comando della gara dopo essere partito in pole position, ed è stato superato da Hamilton con un gran sorpasso (e Hamilton, teoricamente, poteva peraltro “accontentarsi” di rimanere in seconda posizione e gestire il vantaggio nella classifica generale).

Fernando Alonso e Sebastian Vettel
Un altro fatto del Mondiale del 2014 che ha generato particolare interesse nelle ultime settimane è stato l’ingaggio dell’attuale campione del mondo tedesco Sebastian Vettel da parte della squadra Ferrari, a partire della prossima stagione. Sebbene l’accordo fosse già noto tra gli addetti ai lavori da tempo, è stato ufficializzato dalla squadra Ferrari soltanto all’inizio di questa settimana. Sebastian Vettel viene da una stagione abbastanza deludente: per la prima volta da diversi anni a questa parte, non guidava la macchina più veloce. Non soltanto non è riuscito a vincere neppure una gara, ma le uniche tre gare non vinte da una Mercedes in questa stagione se le è aggiudicate il compagno di squadra di Vettel, l’australiano Daniel Ricciardo, probabilmente la più bella sorpresa di questa stagione.

Fernando Alonso – che ha 33 anni ed è ancora da molti ritenuto il miglior pilota tra quelli della generazione successiva a quella di Michael Schumacher – ha probabilmente scelto di lasciare la squadra a causa dell’assenza di risultati significativi. In 5 stagioni, Alonso ha vinto soltanto 11 gare e ottenuto 44 podi. Non è ancora noto se e per quale squadra guiderà nella prossima stagione, ma in molti sostengono che abbia già trovato un accordo con McLaren, dove sarebbe probabilmente affiancato dall’inglese Jenson Button, vincitore del Mondiale nel 2009.

Foto: Mark Thompson/Getty Images