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  • mercoledì 9 Aprile 2014

Diogo e Tito Mainardi, e la caduta

Come inizia il bel libro sulla storia di Tito, nato a Venezia con una paralisi cerebrale per un errore dell'ospedale

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John Ruskin, Le pietre di Venezia:

I due modelli piú raffinati del Primo Rinascimento veneziano furono la chiesa dei Miracoli e la Scuola Grande di San Marco.

La Scuola Grande di San Marco – l’ho già detto – fu progettata da Pietro Lombardo. Anche la chiesa dei Miracoli – lo sto dicendo adesso – fu progettata da lui.

Se imputo a Pietro Lombardo la paralisi cerebrale di Tito, debbo imputarla in egual misura a John Ruskin, che mi forní tutti gli indizi per interpretare l’architettura di Pietro Lombardo.Contemplando la Scuola Grande di San Marco, qualche istante prima di entrare nell’ospedale di Venezia, riuscivo a vedere solo ciò che John Ruskin aveva visto prima di me.

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Ciò che John Ruskin, con la sua eagle vision, aveva visto prima di me:

Il metodo di rivestimento in marmo e le forme degli archi e delle colonne prendono a modello gli edifici del secolo xii.

La Scuola Grande di San Marco, con i suoi elementi che rimandavano nostalgicamente all’architettura del secolo xii, si inseriva in quello che John Ruskin, nelle Pietre di Venezia, chiamò il Rinascimento bizantino.

Per John Ruskin, come per me, la cosa migliore di PietroLombardo era il suo carattere regressista. Per John Ruskin, come per me, la cosa migliore di Pietro Lombardo era il suo reazionarismo nonconformista.

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Nel 1853, John Ruskin pubblicò il terzo e ultimo volume delle Pietre di Venezia, intitolato La caduta.

L’architettura di un luogo, secondo lui, aveva il potere di plasmare il destino dei suoi abitanti. In questo modo, l’architettura bizantina del secolo xiii e l’architettura gotico-bizantina dei secoli xiii, xiv e xv avevano determinato la superiorità intellettuale e morale dei veneziani, assicurando loro l’egemonia commerciale e militare. Per contro, l’architettura rinascimentale, che aveva sterminato l’architettura gotico-bizantina a partire dal secolo xvi, rappresentava un’epoca corrotta dal sentimento di superbia. Lo stesso sentimento di superbia che, secondo John Ruskin, finí per mandare in rovina la città, destinandola a un lungo periodo di declino.

Sí: La caduta.

John Ruskin indicò gli elementi piú dannosi – ovvero gli «elementi immorali», che si opponevano alle «leggi dello Spirito» – resi manifesti dall’architettura del Rinascimento: l’Orgoglio della Scienza, L’Orgoglio dello Stato, l’Orgoglio del Sistema.

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Se l’architettura di un luogo ha realmente il potere di plasmare il destino dei suoi abitanti, come argomentò John Ruskin, posso dire che la facciata della Scuola Grande di San Marco plasmò la nascita di Tito.

Con le sue colonne isolate, con i suoi archi asimmetrici, con i suoi ornamenti grotteschi, con i suoi marmi colorati, la Scuola Grande di San Marco rimandava a un passato bizantino, non contaminato dal sentimento di superbia del Rinascimento.

Tornando a John Ruskin: l’architettura di Pietro Lombardo, nella facciata della Scuola Grande di San Marco, esaltava le «leggi dello Spirito», ripudiando l’Orgoglio della Scienza, l’Orgoglio dello Stato, l’Orgoglio del Sistema.

Anche la nascita di Tito fu cosí.

Orgoglio della Scienza? Un errore medico causò la sua paralisi cerebrale. Orgoglio dello Stato? L’ospedale di Venezia è pubblico. Orgoglio del Sistema? Il sistema, con le sue regole, con le sue norme e con le sue procedure, fallí – fallí ripetutamente – durante la nascita di Tito.

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La Caduta 03

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Nell’immagine precedente, Le Corbusier, come Ezio Auditore da Firenze, appostato davanti alla Scuola Grande di San Marco, pronto a sterminare l’architettura di Pietro Lombardo.

Sí: La caduta.

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Sono nato il 22 settembre 1962.

Nello stesso giorno, Le Corbusier ricevette l’incarico di progettare il nuovo ospedale di Venezia, che sarebbe stato trasferito dalla Scuola Grande di San Marco all’area del macello di San Giobbe.

Un fatto accaduto nel giorno della mia nascita, pertanto, avrebbe potuto alterare la nascita di Tito.

La storia di Tito è cosí: circolare.

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Secondo Le Corbusier, le vie e i campi di Venezia riproducevano

il funzionamento del sistema cardiovascolare, con le sue arterie e i suoi ventricoli.

L’ospedale che progettò si ispirava allo stesso modello: si trattava di un grande sistema cardiovascolare, formato da una serie di spaventosi blocchi di cemento armato, collegati da un reticolo di rampe e ponti.

Sei mesi dopo aver presentato il suo progetto, Le Corbusier si immerse in mare e morí. Le arterie e i ventricoli di cemento armato del suo sistema cardiovascolare cessarono opportunamente di funzionare.

Il suo progetto per l’ospedale di Venezia venne affossato.

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Il Bene, rappresentato dall’architettura di Pietro Lombardo, generò il Male, rappresentato da un errore nel parto. E il Ma- le, rappresentato dall’architettura di Le Corbusier, avrebbe generato il Bene, perché se il suo progetto per l’ospedale di Venezia fosse stato realizzato, io avrei scelto un altro posto per il parto di Tito.

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Adesso abitiamo a Rio de Janeiro.

Tito cammina tutti i giorni sulla spiaggia di Ipanema. Oggi ha fatto duecentodiciotto passi senza cadere. Poi è caduto. Cade sempre. La sabbia impedisce che si sfracelli. Può cadere senza sbucciarsi le ginocchia e senza spaccarsi i denti.

Come la Scuola Grande di San Marco, la spasticità di Tito rimanda al passato, paralizzando la sua maturazione motoria. Io mi incanto a ogni dettaglio bizantino della sua motricità. Come la Scuola Grande di San Marco, Tito tenta di resistere alla caduta. Cade sempre. Cade sempre ridendo a crepapelle.

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La Caduta 04

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Nell’immagine precedente, uno dei duecentodiciotto passi di Tito a Ipanema.

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Ciò che dissi ad Anna, contemplando la Scuola Grande di San Marco alcuni istanti prima di entrare nell’ospedale di Venezia, si realizzò in pieno:

– Con una facciata cosí, accetto persino un figlio deforme.

Ho accettato la paralisi cerebrale di Tito.

L’ho accettata con naturalezza. L’ho accettata con incantamento. L’ho accettata con entusiasmo. L’ho accettata con amore.

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Il giorno della nascita di Tito, Anna e io passammo per la porta della Scuola Grande di San Marco e attraversammo il suo atrio antico.

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La Scuola Grande di San Marco fu, per piú di cinquecento anni, la piú grande confraternita laica di Venezia.

Oltre ad accogliere i suoi membri quando si ammalavano o cadevano in miseria, accoglieva nel suo atrio anche gli abitanti piú poveri della città, garantendo loro un supporto vitale in periodi di epidemia, di carestia e di guerra.

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Napoleone occupò Venezia nel 1797. Qualche tempo dopo, si incoronò suo Imperatore.

Uno dei suoi primi atti fu smantellare la Scuola Grande di San Marco e trasformarla in ospedale militare.

L’ospedale militare di Napoleone Bonaparte, inaugurato nel 1808, fu l’antecedente dell’ospedale pubblico nel quale sarebbe avvenuto il parto di Tito.

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Imputo a Pietro Lombardo e a John Ruskin la paralisi cerebrale di Tito.

La imputo parimenti a Napoleone Bonaparte, senza il quale la Scuola Grande di San Marco non si sarebbe mai trasformata nell’ospedale di Venezia.

La caduta della Bastiglia determinò la caduta della Serenissima Repubblica. La caduta della Serenissima Repubblica determinò le cadute di Tito.

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La Cattura 05

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Nell’immagine precedente, la caduta della Bastiglia.

© 2012 Diogo Mainardi
© 2013 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino 

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