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  • lunedì 10 marzo 2014

Gli ultimi anni di Alessandro Del Piero

Un leggendario calciatore italiano gioca a Sydney da un anno e mezzo: com'è andata fin qui, tra gol fantastici e sconfitte memorabili, e cosa lo aspetta

di Luca Misculin – @LMisculin

Durante la stagione 2011/2012 non fu quasi mai titolare e segnò pochissimo (tre gol in campionato, due in Coppa Italia). Alla sua ultima partita in campionato, il 13 maggio 2012, segnò un gran gol al 26esimo del primo tempo – a giro, di interno, da fermo – e dopo fu abbracciato a lungo dai suoi compagni. Al 56esimo fu sostituito e moltissimi spettatori dello Juventus Stadium rimasero in piedi ad applaudirlo per quasi due minuti; Del Piero mimò il gesto “dell’inchino” rivolto a tutti tifosi, salutò i compagni vicino a lui, l’arbitro Gabriele Gava, il portiere Gianluigi Buffon, e se ne andò in panchina camminando lontano da Antonio Conte. Quel giorno la Juventus vinse il suo 28esimo scudetto. Con 290 gol in parite ufficiali, Del Piero è tuttora il miglior marcatore della storia della squadra.

Alessandro Del Piero, dopo
Il 5 settembre 2012 Del Piero firmò il contratto con il Sydney e undici giorni dopo arrivò in città accolto da centinaia di tifosi. All’aeroporto, la prima cosa che disse fu: «Non sono qui per finire la mia carriera. Sono qui per cominciare la mia nuova carriera». Del Piero firmò un contratto per una stagione – con un’opzione per la seconda – da circa quattro milioni di dollari australiani per entrambe le stagioni, cioè 2,6 milioni di euro in tutto, 1,3 l’anno: una cifra risibile rispetto a quella che avrebbe potuto ottenere andando a giocare, per esempio, negli Stati Uniti, in Cina o negli Emirati Arabi Uniti, i posti dove vanno solitamente a svernare gli ex campioni (nel 2011 il suo ex compagno di squadra David Trezeguet firmò un contratto annuale da 2 milioni di euro con il Baniyas, una squadra di Abu Dhabi: giocò tre partite senza segnare nessun gol; il leggendario calciatore spagnolo Raùl in Qatar guadagna l’equivalente di oltre 10 milioni di euro l’anno).

Nell’edizione inglese della sua autobiografia Playing On uscita alla fine del 2013 (in italiano è stata pubblicata qualche mese prima col titolo “Giochiamo ancora” e qualche parte in meno), Del Piero racconta:

Ci sono momenti in cui la fuga e il cambiamento presentano lo stesso approccio; tempi in cui abbiamo bisogno di staccare anche fisicamente dalla familiarità della nostra routine. È un passo per una cosa successiva, un nuovo livello di un videogioco – totalmente diverso dal precedente, e ancora più stimolante. Venire in Australia mi ha ricaricato e dato ciò di cui avevo bisogno.

Del Piero, inoltre, spiega così i criteri con cui scelse di andare a giocare in Australia.

Sulle prime, da giocatore svincolato, valutai offerte sulla base della competitività dei tornei disputati [dalle squadre che mi cercavano], oppure dalla possibilità di giocare in grossi eventi come la Champions League o la Coppa Libertadores. Ma stavo ancora ragionando con la mentalità del “vecchio” Alessandro Del Piero. Non avevo ancora realizzato che ero già andato oltre a quel livello del videogioco: quello era finito quel giorno indimenticabile allo Juventus Stadium.

Per vent’anni avevo viaggiato a 300 all’ora, con una sola ossessione: raggiungere la perfezione, che nello sport significa vincere. E ho lasciato la Juventus con una vittoria [lo scudetto della stagione 2011/2012]. Che cos’altro avrebbe potuto farmi provare le stesse emozioni, di nuovo? Cosa avrebbe potuto reggere il confronto, senza infiniti attacchi di nostalgia? Non avrei mai voluto continuare a giocare guardandomi indietro. Meglio smettere. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo, una cosa per cui valesse la pena allenarsi e sudare, utilizzando al contempo la mia esperienza: con la testa di un uomo maturo e il cuore di un ragazzo, il cui unico scopo nella vita è correre dietro a un pallone.

Del Piero esordì in A-League a quasi 38 anni il 6 ottobre 2012, in Nuova Zelanda, contro i Wellington Phoenix. Circa 36mila persone assistettero alla partita. Giocò trequartista centrale in un 4-2-3-1 in cui la prima punta era Krunoslav Lovrek, 33enne croato che aveva giocato un po’ dappertutto (Belgio, Turchia, Corea del Sud, Cina) e si era fatto notare per due sole buone stagioni allo NK Zagabria, in Croazia, fra il 2006 e il 2008. Carlo Pizzigoni raccontò la partita per la Gazzetta dello Sport: spiegò che il Sydney era una squadra «piuttosto modesta», che aveva «difficoltà evidenti» e poca velocità nell’avvio delle azioni. Del Piero, ad ogni modo, giocò «una discreta partita», mostrando «un livello di calcio decisamente superiore a quello dei suoi compagni». La partita finì due a zero per Wellington, per colpa di due brutti errori difensivi del Sydney. Fu una delle poche partite giocate da Lovrek, che giocò altre quattro volte per poi essere ceduto a fine stagione a una squadra di Serie B croata.

Il Sydney perse anche la partita successiva, una settimana dopo, in casa contro i Newcastle Jets, per 3-2. Del Piero segnò il suo primo gol con il Sydney: su punizione, con un tiro nemmeno troppo potente. Il 20 ottobre 2012 il Sydney vinse il derby contro i Western Sydney Wanderers con un altro gol di Del Piero, che segnò dopo aver appena sbagliato un rigore. Dopo due partite, Del Piero teneva già a galla la squadra praticamente da solo (entrava in ogni azione del Sydney degna di nota): tirava spesso, batteva punizioni e rigori, gestiva la manovra della squadra. Nella partita successiva, vinta dal Sydney per 2-1 con un rigore segnato sempre da Del Piero, Football Australia riportò che durante la partita «Del Piero era il ritratto della frustrazione: i suoi compagni di squadra continuavano a non capire le sue intenzioni e a fare i movimenti sbagliati».

Contro i Central Coast Mariner, Del Piero non giocò per via di un problema al ginocchio. Il Sydney perse 7-2. E perse anche anche tutte e tre le partite seguenti, fra cui quella contro i Brisbane Roar in cui Del Piero segnò una doppietta. Il 2 dicembre il Sydney riuscì soltanto a pareggiare contro i Melbourne Hearts, che alla fine del torneo arrivarono ultimi. A dicembre, dopo aver cambiato allenatore, il Sydney continuò ad andare male e si ritrovò ultimo in classifica. Iniziò a circolare la voce per cui Del Piero, frustrato, volesse tornare a giocare in Italia o quantomeno in Europa. Lou Sticca, il mediatore che si occupò della trattativa per il Sydney, smentì tutto: «Alessandro e la sua famiglia sono felici a Sydney. A lui e alla sua famiglia piacciono lo stile di vita, amano la gente australiana e apprezzano il fatto che possano girare per la città senza che vengano importunati».

Il 30 dicembre, prima della partita contro l’Adelaide City, l’allenatore del Sydney si lamentò dei troppi falli subiti da Del Piero durante le partite, spiegando che dovesse «essere protetto» dagli arbitri. Il Sydney perse 3-0.

Dopo due buone partite (un pareggio con Perth City e una vittoria contro i Melbourne Heart), il Sydney vinse 7-1 contro i Wellington Phoenix, in casa. Del Piero fece una partita pazzesca e per la prima volta in tutta la sua carriera segnò quattro gol. I giornali australiani definirono Del Piero «incomparabile» e scrissero che si era trattato di «una fra le prestazioni individuali migliori nella storia della A-League». In quella partita Del Piero giocò dietro l’unico attaccante della squadra, con molta libertà: segnò un gol su rigore, uno da dentro l’area dopo una finta e due accentrandosi da sinistra e tirando.

Qualche giorno dopo, durante un’intervista con lo Herald Sun che lo definì «l’unico vero attaccante» del Sydney, Del Piero raccontò di trovarsi molto bene in Australia e di essere appena tornato da un incontro con un centinaio di bambini: alla domanda su quanti autografi avesse firmato quel giorno, il giornalista scrisse che Del Piero sorrise e disse: «Probabilmente mille». Aggiunse che la squadra stava attraversando un buon momento di forma, dopo essere migliorata partita dopo partita.

La regular season della A-League finì il 31 marzo: il Sydney continuò ad alternare buone partite a sconfitte rovinose: dopo due vittorie consecutive – grazie alle quali raggiunse il sesto posto, necessario per giocare i play-off – perse contro i Melbourne Heart 3-1. Nelle ultime cinque partite della stagione mise insieme solo cinque punti: finì al sesto posto a pari punti con il Perth City, che però si qualificò ai play-off a causa della migliore differenza reti. Nell’ultima partita contro il Brisbane Roar, in trasferta, Del Piero causò il primo gol della squadra avversaria con un retropassaggio molto rischioso, che diventò una specie di assist per gli attaccanti avversari. Segnò però anche l’ultimo gol della stagione, ancora su rigore. Del Piero chiuse il campionato dopo aver giocato 24 partite su 27, segnando 14 gol e diventando il capocannoniere della propria squadra.

One more year (e qualche prova)
Intervistato a Che tempo che fa il 26 maggio 2013, Del Piero scherzò dicendo che la stagione per il Sydney era andata «così così» e disse che avrebbe giocato un altro campionato in Australia.

La nuova stagione della A-League è cominciata l’11 ottobre 2013 e il Sydney è attualmente quarto con 31 punti. Del Piero, nominato capitano all’inizio della stagione, ha giocato 19 delle 22 partite del torneo, ma in generale è diventato meno decisivo ed è spesso apparso a molti commentatori piuttosto svogliato. Ha segnato otto gol, di cui però quattro su rigore. L’allenatore Farina lo ha provato in tante posizioni del campo, soprattutto come punta esterna, per permettergli di accentrarsi da sinistra e provare il tiro. Non è andata granché bene: nella partita persa in casa contro Adelaide, per esempio, Del Piero è stato schierato come punta esterna in un 4-3-3 e ha giocato prevalentemente sulla sinistra del campo. Ha tirato cinque volte in porta senza segnare o risultare efficace, nonostante abbia giocato gran parte della partita nella metà campo avversaria.

adelaide

In generale Del Piero sembra molto più a suo agio quando gioca semplicemente come attaccante; oppure dietro un attaccante, libero di prendere palla a centrocampo o decentrarsi, all’occorrenza. Può essere una coincidenza, ma in tre delle ultime quattro vittorie del Sidney Del Piero ha giocato più dietro e ha aiutato di più la squadra a costruire il suo gioco.

victory

Nella partita contro contro i Melbourne Victory – vinta per 5-0 il 26 gennaio 2014 -– Del Piero ha effettuato parecchi passaggi nella propria metà campo, impostando l’azione e tentando di allargare il gioco. Durante la stessa partita ha anche segnato due gol.

A 39 anni, insomma, Del Piero non è più il giocatore incredibilmente dinamico di una volta: ma la sua esperienza, il suo livello tecnico e la sua intelligenza tattica gli permettono di risultare ancora decisivo, in un ruolo diverso e in qualche modo “strano”, ancora più partecipe del gioco della squadra e non solo esecutore finale. È un po’ quello che accadde a Roberto Mancini nella fase finale della sua carriera, alla Lazio, quando dopo una carriera passata da attaccante si ritrovò – con profitto – a fare il regista di centrocampo.

E poi?
Molti giornalisti australiani hanno cominciato a chiedersi cosa succederà una volta che scadrà il contratto di Del Piero con il Sydney, alla fine di questa stagione: e hanno cominciato a ragionare, a un anno e mezzo di distanza, sull’effettivo impatto di Del Piero sul campionato australiano e sul suo recente calo di rendimento. Il giornalista sportivo Michael Cockerill ha scritto sul Sydney Morning Herald che Del Piero «può ancora assumere il controllo della partita, ma non nello stesso modo di un anno fa. […] Metà dei suoi gol li ha fatti su rigore e non è nella top 10 per gli assist o i passaggi dentro all’area».

Non è chiaro se Del Piero chiederà il rinnovo del suo contratto da giocatore oppure se deciderà di ambire al posto dell’allenatore Farina, col quale secondo alcune voci non avrebbe un ottimo rapporto. In un articolo intitolato «Dove saremmo senza Alessandro Del Piero?», il magazine online The Roar ha scritto che Del Piero ha dato «un contributo immenso» al campionato australiano, «illuminando i campi da calcio di tutta la nazione con gol memorabili, acrobazie e una gran visione di gioco». L’articolo ricorda anche che dal suo arrivo in Australia «nel giro di una sera la maglietta di Del Piero era sulle spalle di tutti» e che nel giro di due settimane aveva «virtualmente ripagato» l’investimento del Sydney. Lo stesso articolo, però, riconosce il calo dell’ultima stagione e chiede che Del Piero rinnovi il contratto solo se pensi sia in grado di tornare ai livelli della scorsa stagione.

Ancora nella sua biografia, Del Piero racconta:

L’attenzione, specialmente le manifestazioni di affetto da parte delle persone, mi hanno sempre fatto sentire come un privilegiato; non dimentico mai che se non ci fossero le persone che esultano per i miei gol non varrebbe la pena, di farli. Ma non nego che certe volte, specialmente dopo che sono nati i miei figli, fossi ancora più alla ricerca della “normalità”. […]

Ecco quello che ho trovato in Australia. Ho riscoperto cose che credevo di aver dimenticato: andare al parco coi miei figli (una cosa che faceva anche mio padre, con me), andare in giro per la città, fare il turista nel posto dove vivo, trovare il tempo per me stesso e la mia famiglia: una dimensione che non ho mai conosciuto, prima di arrivare a Sydney.

Il prossimo 10 agosto Del Piero giocherà contro la Juventus, a Sydney, come parte di una squadra di All Star del campionato australiano. Non è ancora chiaro se sarà la sua ultima partita da calciatore.

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