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  • venerdì 7 Febbraio 2014

Contro Putin

Chi fa l'opposizione in Russia? Con quali sacrifici, risultati e conseguenze? Qualche storia, a partire da questa faccia e tre date

di Elena Zacchetti – @elenazacchetti

Per Navalny – che è anche un convinto nazionalista e partecipa ogni anno alle celebrazioni della Giornata dell’unità nazionale – quella fu comunque una grande campagna elettorale, come raccontò a Ioffe per New Republic: «Fu la prima campagna elettorale vera nella Russia contemporanea. In molti aspetti copiammo i metodi delle campagne americane». Navalny raccolse finanziamenti di vario tipo, anche online, raggiungendo due volte e mezzo la quantità di denaro che si era prefissato all’inizio. Reclutò volontari molto motivati, incontrò gli abitanti di circa 90 quartieri, prendendo spunto dalle primarie di New York e guardando House of Cards. «È stato il lavoro più duro di tutta la mia vita», disse poi. Alle elezioni dell’8 settembre ottenne il 27 per cento dei voti – pochi se lo aspettavano, le aspettative erano molto più basse – e secondo molti osservatori occidentali i risultati del primo turno furono condizionati da brogli, senza i quali Sobyanin sarebbe stato costretto ad andare al ballottaggio (un’eventualità non accettabile per il governo).

Oggi Navalny è a capo di uno staff di 35 persone, pagate grazie a una serie di donazioni online. Ha un grande ufficio a Mosca, con appesa alla parete un’enorme mappa della capitale divisa per distretti, usata per studiare la strategia migliore in vista delle prossime elezioni del parlamento locale fissate per settembre 2014, a cui parteciperanno alcuni dei componenti del suo staff. Navalny continua a occuparsi anche di inchieste legate alla corruzione: l’ultima, i cui risultati sono visibili dal 2 gennaio su questo sito interattivo, ha riguardato le spese spropositate sostenute dal governo per le Olimpiadi di Sochi. Per il momento, come lui stesso ha ammesso, non c’è nessun altro in grado di competere con lui nello schieramento delle opposizioni. Che ne sarà nei prossimi mesi delle attività di Navalny rimane comunque piuttosto incerto: a marzo lui e il fratello minore dovranno affrontare un procedimento penale legato a delle presunte attività commerciali di famiglia illegali. Lo stesso Navalny ha spiegato che potrebbe finire di nuove in prigione, e se questo succederà o meno dipenderà solo ed esclusivamente dalla volontà delle autorità russe. Cioè di Putin.

Un piccolo e divertente esperimento di opposizione: @KermlinRussia
Il 3 febbraio Katya Romanovskaya ha lasciato il suo appartamento di Mosca per andare al lavoro. Si è avvicinata alla sua macchina, parcheggiata sul lato della strada, e ha visto un pene gigante, lungo dal cofano fin sopra il tettuccio della sua auto, legato con una catena in metallo. Dopo un esame più approfondito Romanovskaya ha scoperto che era fatto di un tronco d’albero, su cui erano state accuratamente intagliate le vene, e pesava oltre 54 chilogrammi. Non sarebbe stato facile rimuoverlo. Romanovskaya gli ha fatto una foto, l’ha pubblicata su Facebook e ha scritto: «Finalmente è arrivato il giorno in cui il mio lavoro è stato notato e apprezzato».

Romanovskaya, 38 anni, è un personaggio piuttosto conosciuto tra le opposizioni russe della capitale: nel 2010 insieme al suo collega Arseny Bobrosky, 29 anni, fondò il popolare account Twitter @KermlinRussia, che New Republic descrive un po’ “alla Stephen Colbert” – comico statunitense molto apprezzato che occupa il suo show satirico “Colbert Report” con versioni caricaturali di politici conservatori. @KermlinRussia, che ha un omologo account anche su Facebook, twitta cose come se le dicesse il presidente in persona e si prende gioco del potere e del governo russo per le sue bugie, i suoi furti, le sue assurdità.

Alcuni dei tweet di @KermlinRussia:
Riguardo alla corruzione e all’aumento degli investimenti per le Olimpiadi invernali a Sochi:

«Allo scopo di risparmiare 327 miliardi di rubli, è stato deciso di spostare la sede dei giochi olimpici da Sochi a Vancouver, dove è già tutto pronto.»

Riguardo al piano di salvataggio adottato dal Cremlino per superare la crisi economica che ha colpito la Russia nel 2008 e 2009:

«È importante non permettere una seconda ondata di crisi economica, visto che il fondo di stabilizzazione è già stato saccheggiato.»

Riguardo la mancanza di elezioni per i governatori:

«Oggi le elezioni dei governatori della Karelia e della Chuvashia si terranno nel mio ufficio.»

Il nome “KermlinRussia” fu pensato nel giugno 2010, dopo che l’allora presidente Medvedev aprì un account – @KremlinRussia – durante una visita agli uffici di Twitter della Silicon Valley. Nel giro di otto mesi l’account alternativo di Romanovskaya e Bobrosky superò i 50mila followers e Medvedev, per evitare confusioni, cambiò il nome da @KremlinRussia a @MedvedevRussia (oggi @KermlinRussia ha circa 713mila followers e ha twittato oltre 3.700 volte). Julia Ioffe, giornalista del New Republic, racconta che nel dicembre 2010, quando intervistò per la prima volta Romanovskaya e Bobrosky, i due rifiutarono di dirle i loro nomi reali o di mostrare le loro facce, anche “off the record”. Solo nell’aprile del 2013, durante un’intervista per QG Russia, mostrarono per la prima volta pubblicamente le loro facce (qui e qui). Nell’estate del 2013 i due attivisti si avvicinarono molto a Navalny e Arseny si offrì come consulente volontario per la sua campagna elettorale per diventare sindaco di Mosca. La collaborazione finì però prima delle elezioni municipali del settembre 2013, a causa di alcuni disaccordi su come promuovere l’immagine pubblica di Navalny (e su altre questioni già discusse in precedenza da Romanovskaya, specialmente riguardo le posizioni eccessivamente nazionaliste di Navalny).

Il pene gigante potrebbe essere stato messo lì dai Nashi, un gruppo di giovani attivisti russi pro-governo fondato dopo la cosiddetta “rivoluzione arancione” in Ucraina nel 2005. Del gruppo Nashi si parlò anche sulla stampa occidentale nell’estate del 2010, dopo che i suoi membri furono accusati di avere orchestrato una serie di “trappole sessuali” ai danni di politici di opposizione e giornalisti liberali, per screditarli di fronte all’opinione pubblica (accusa che Nashi negò sempre). Ad ogni modo il pene gigante ora è di proprietà di Romanovskaya, come ha specificato la pagina Facebook dei due attivisti.

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