Capire Bitcoin

La moneta virtuale cambierà il modo in cui paghiamo e spostiamo denaro online? Lo pensa Marc Andreessen, ideatore dei primi browser, e spiega perché sul New York Times

Crimine
Tra le critiche più ricorrenti nei confronti di Bitcoin c’è quella secondo cui il sistema potrebbe essere usato da criminali e terroristi, sfruttando il fatto che i pagamenti sono effettuati in forma anonima. Andreessen spiega che si tratta in realtà di un mito, diffuso più che altro dai media per fare allarmismo: sotto molti punti di vista Bitcoin funziona come le email, quindi ciò che avviene sulla sua rete è tracciabile. Inoltre il registro delle transazioni diffuso su Internet mantiene traccia degli scambi avvenuti: è uno dei punti cardine del sistema, senza il quale non sarebbe possibile determinare se vengono effettuate transazioni con le stesse monete e che quindi devono essere respinte perché non valide.

Nel suo articolo, Andreessen dimostra di essere molto ottimista sul futuro di Bitcoin, e d’altra parte ha investito moltissimi soldi sul suo successo. Scrive che essendo basato su una rete di utenti riceve continui rinforzi positivi: più persone usano il sistema più il valore di questo percepito dalle persone aumenta, cosa che incentiva altre persone a utilizzarlo. “Bitcoin ha in comune questo effetto-rete con il telefono, il web e servizi di successo come eBay e Facebook”.

Diffusione
Secondo Andreessen i fattori che contribuiscono all’espansione di Bitcoin sono quattro:

– gli utenti che pagano usando Bitcoin;
– i venditori che accettano Bitcoin;
– i computer e le persone che si occupano di elaborare e convalidare le transazioni, consentendo a una rete fidata di esistere (i cosiddetti miners, “minatori”);
– gli sviluppatori e gli imprenditori che stanno costruendo nuovi prodotti e servizi che si basano o che utilizzano Bitcoin.

Per potersi affermare, Bitcoin ha bisogno di avere successo in alcuni settori diventando sostanzialmente insostituibile. Uno dei primi potrebbe essere quello dell’invio di denaro. Ogni giorno centinaia di milioni di persone emigrate in paesi dove si trova più facilmente lavoro inviano ai loro cari nei paesi di origine buona parte della loro busta paga, per mantenere la famiglia, utilizzando servizi di money transfer come Western Union. Secondo la Banca Mondiale, il fenomeno interessa ogni anno il trasferimento di circa 400 miliardi di dollari. Su questo denaro, banche e società che si occupano dei trasferimenti di denaro fanno un sacco di soldi grazie e commissioni che in molti casi arrivano al 10 per cento di ogni somma trasferita.

Convertire il denaro in Bitcoin e inviarlo ai propri familiari, tramite un computer e con commissioni assenti (o molto basse), potrebbe cambiare la vita a milioni di persone. La possibilità di essere usato da chiunque in qualsiasi posto del mondo, a patto ci sia una connessione online, potrebbe inoltre estendere a molti altri paesi i benefici di sistemi di pagamento per ora diffusi solo nei paesi economicamente più avanzati, scrive con malcelato entusiasmo Andreessen.

Micropagamenti
L’articolo si spinge a immaginare l’uso di Bitcoin anche per i micropagamenti, quelli da poche decine di centesimi di dollaro (o di euro) che per ora non sono convenienti online per via delle commissioni applicate dai gestori delle carte di credito. I Bitcoin possono essere divisi in unità molto più piccole rispetto al classico centesimo delle valute diffuse oggi al mondo. Il limite per ora sono otto decimali, ma si prevede che ne saranno aggiunti altri in futuro. Ogni utente può quindi decidere di inviare a un altro un infinitesimo di denaro senza preoccuparsi delle commissioni.

Questa possibilità si potrebbe rivelare molto utile per rilanciare l’economia delle cose “immateriali” su Internet. Un giornale online potrebbe per esempio mettere in vendita ogni suo singolo articolo per essere letto a pochissimi millesimi di Bitcoin, ottenendo ricavi più solidi e affidabili rispetto a quelli degli annunci pubblicitari che oscillano e richiedono spesso compromessi con gli inserzionisti. Andreessen scrive anche che il sistema dei pagamenti infinitesimi potrebbe essere applicato alle email per disincentivare lo spam: chi invia mail indesiderate manda milioni di messaggi al giorno a tappeto, se ci fosse da pagare una minuscola cifra per farlo spenderebbe comunque un capitale considerato l’alto numero di mail che deve inviare.

Infine, Bitcoin offre la possibilità di mandare immediatamente denaro a qualcuno senza preoccuparsi di connessioni o di avere i suoi estremi dettagliati. Un gruppo di attivisti durante una manifestazione potrebbe indossare pettorine con un QR code, utilizzando il quale chiunque con uno smartphone possa inviare denaro come farebbe mettendo loro in mano una banconota. Qualcosa di simile è del resto già avvenuto durante un evento sportivo alcuni mesi fa: un tizio aveva un cartello con un QR code e la scritta “Inviatemi Bitcoin!”. È stato ripreso da una telecamera in diretta e in poche ore ha ottenuto l’equivalente di quasi 25mila dollari in Bitcoin, da persone che non conosce e di cui ignora l’identità.

Andreessen conclude il suo articolo spiegando che i prossimi anni saranno un periodo “entusiasmante” legato a questa nuova tecnologia.

Se qualcosa potrà soppiantare Bitcoin ora, dovrà essere portatrice di ulteriori migliorie e dovrà accadere presto. Altrimenti, l’effetto-rete porterà Bitcoin a essere dominante.

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