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  • mercoledì 8 Gennaio 2014

La Francia è in declino?

Sì, sia economicamente che culturalmente, secondo tre articoli usciti negli ultimi giorni su tre grandi testate statunitensi: ma i francesi non sono d'accordo e ribattono

La reazione
Gli articoli di Janine di Giovanni e di Leah McGrath Goodman su Newsweek hanno provocato molte reazioni e proteste in Francia. La portavoce del governo Najat Vallaud-Belkacem ha invitato i lettori della rivista americana a venire a verificare di persona la situazione del paese visitando Parigi.

 

Il ministro dell’Economia Pierre Moscovici ha parlato di «tristezza» nel constatare la fine di una rivista che fino a qualche tempo fa era «un punto di riferimento internazionale» e si chiede perché in Francia, se la situazione è tanto grave, ci siano 4 mila imprese americane. Ha inoltre detto che l’articolo dovrebbe essere «un caso di studio nelle scuole di giornalismo». Anne Sinclair, direttrice dell’edizione francese dell’Huffington Post, ha scritto un editoriale in cui dice che nel pezzo della rivista americana ci sono «solo stupidaggini» e che è solo l’esempio di una nuova moda del giornalismo anglosassone, quella del “french-bashing” (bastonare i francesi): «L’articolo è stato scritto da una giornalista molto conosciuta, a quanto pare, per la qualità dei suoi reportage di guerra in Medio Oriente. Ma deve essersi confusa fra Parigi e Beirut, magari dopo un veglione troppo innaffiato da Dom Pérignon rosé o da Chateau Margaux».

Il quotidiano Le Monde ha replicato a entrambi gli articoli con un fact-checking in cui sono stati ripresi frase per frase tutti i punti elencati dalle due giornaliste di Newsweek. Si dice per esempio che la frase presente nella nota della Commissione europea (che parla di «squilibri macroeconomici che richiedono monitoraggio e azioni politiche decisive») è stata inviata identica ad altri nove paesi nella stessa settimana, che i dati riportati sulla recessione in Francia e sulla disoccupazione non sono corretti, che la parola per dire “imprenditore” in francese esiste (è “entrepreneur”) e che in base a una statistica su Google non è affatto caduta in disuso. Si spiega come il numero dei francesi residenti all’estero sia diminuito tra il 2011 e il 2012, che il prezzo medio di un litro di latte sia più basso di quanto scritto e che la Francia è il terzo paese dell’Unione europea a investire all’estero. Le Monde – che oggi sulla prima pagina del sito ha pubblicato un articolo intitolato “Otto ragioni per non disperare della Francia” – conclude che in entrambi gli articoli ci sono insomma «un numero incredibile di errori fattuali che escludono buona parte della credibilità di questa requisitoria».

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